Siracusa, 40 anni di barriere, quartieri al buio e nessun piano

Il Comune di Siracusa non ha ancora adottato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. L’iter, reso obbligatorio per tutti i Comuni italiani dall’articolo 32, commi 21 e 22, della legge 41 del 1986 e rafforzato dall’articolo 24 della legge 104 del 1992, è stato avviato solo nel febbraio del 2024 con un atto di indirizzo del Consiglio comunale; il responsabile del procedimento è stato nominato a fine 2025, l’incarico per la progettazione è stato affidato successivamente. Trentotto anni dopo l’obbligo, il piano non c’è ancora. L’atto di indirizzo, va precisato, è la più leggera fra le delibere comunali: indica una direzione di lavoro, non vincola con scadenze, non alloca fondi, non approva opere. Risulta invece, come ricostruito su queste pagine il 4 maggio scorso, la concessione della Sala Ipostila del Castello Maniace al gruppo Emilio Pucci per quarantamila euro a serata, autorizzata «irresponsabilmente» dal sovrintendente ai Beni culturali Antonino Lutri. Lo scarto fra i tempi che si trovano per certe firme e quelli che si dilatano per altre fotografa l’ordine delle priorità della città.

E così, nonostante l’Italia vanti un’impalcatura normativa solida e stratificata (in nota) per garantire l’accessibilità culturale, la sua applicazione pratica rimane carente, proprio come dimostra il caso di Siracusa dove, tra i cinque strumenti che indichiamo e i quasi quarant’anni di legislazione, l’unico passo amministrativo registrato resta quell’atto di indirizzo del febbraio 2024 sull’avvio della redazione del PEBA.

Ma per il resto, quel poco che funziona, oggi, è merito quasi esclusivo di soggetti privati e civici che hanno colmato i vuoti del pubblico. Dentro la Cattedrale di Siracusa, dal 31 marzo 2019, è installata una mappa tattile in Braille con la planimetria a rilievo dell’intera navata. La mappa è frutto della collaborazione fra SiciliInda, a Turismo per Tutti APS, presieduta da Bernadette Lo Bianco, Inner Wheel, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e Stamperia Regionale Braille di Catania. Al Santuario della Madonna delle Lacrime, l’ascensore inaugurato nell’agosto del 2018 e gli otto bagni accessibili interni furono finanziati dal Fondo Sociale degli ex operai Eternit Siciliana SpA. Al Teatro Greco, la stagione delle rappresentazioni classiche dispone dal 2024 di una navetta elettrica gratuita e di una piattaforma a livello orchestra fino a dodici carrozzine: la copertura tecnica è venuta da un finanziamento PNRR di 2.042.000 euro ottenuto nel 2022 dalla Fondazione INDA, secondo posto nazionale su 821 proposte presentate al Ministero della Cultura, e dalla rete operativa con Amici dell’INDA, Sicilia Turismo per Tutti, Ente Nazionale Sordi sezione di Siracusa, Unione Italiana Ciechi sezione di Siracusa, Sovrano Militare Ordine di Malta. Tutti i finanziamenti elencati hanno una cosa in comune: nessuno arriva dal bilancio ordinario del Comune.

Il primo percorso tattile pavimentale di Siracusa, realizzato dal Comune nel 2007 da Largo Aretusa a via Picherali. Foto: Alessandro Calabrò.

A questo si aggiunge che, sull’arredo urbano dell‘area Aretusa-Picherali-Duomo, gli interventi degli anni recenti hanno spesso aggiunto barriere ad altre barriere. In più punti dell’invaso di Largo Aretusa sono stati installati paletti antintrusione moto, di altezza tale da non venire intercettati dal bastone bianco di chi non vede e percepibili soltanto a un palmo. Nella stessa area, il primo percorso tattile pavimentale della città — realizzato dal Comune nel 2007, sotto un’altra amministrazione, fra Largo Aretusa, via Picherali e Piazza Duomo — sopravvive in tracciato discontinuo, interrotto in più punti dai dehors degli esercizi di ristorazione e privo di una manutenzione regolare. Un’infrastruttura comunale di vent’anni fa, lasciata di fatto alla sopravvivenza per inerzia (!).

Esiste poi una barriera meno discussa ma altrettanto pesante per chi ha un residuo visivo: l’illuminazione pubblica. Da mesi diversi quartieri di Siracusa restano al buio. La Mazzarrona è stata al buio per due mesi, fino al recente esposto in Procura presentato dai residenti per la mancata erogazione del servizio. La Borgata vive le conseguenze del cosiddetto «flop relamping», con marciapiedi sottoilluminati e l’amministrazione che ha annunciato la sostituzione di ottocento corpi luminosi tra Corso Gelone e lo Sbarcadero. La Pizzuta e Bosco Minniti sono rimaste senza luce per settimane a causa di furti di rame senza ripristino tempestivo. Per chi ha una disabilità visiva l’orientamento serale dipende quasi interamente dall’illuminazione pubblica: il contrasto fra la facciata e il marciapiede, la riconoscibilità di un palo, la percezione di un dislivello scompaiono al buio. Dove la luce manca, manca anche la possibilità di muoversi in autonomia.

La rete delle pratiche di accessibilità sensoriale esistenti a Siracusa è il risultato di accordi siglati di volta in volta tra associazioni civiche, sodalizi religiosi e singoli enti gestori. Sul versante uditivo manca pressoché ovunque, fatte salve le rappresentazioni classiche INDA, la sottotitolazione e il sistema a induzione magnetica nei luoghi di spettacolo civici. Le due eccezioni — la Cattedrale e il Teatro Greco — hanno in comune un finanziamento esterno alla cassa comunale (donazioni di sodalizi civici per la prima, fondi PNRR per la seconda) e una rete strutturata che le ha coordinate. Non casualmente.

Il quadro composito che restituiscono le sezioni dedicate all’accessibilità di Aretusapedia, l’enciclopedia digitale di Siracusa che documenta luogo per luogo le condizioni di fruibilità motoria, visiva, uditiva e cognitiva, è univoco. Sui sessantaquattro luoghi finora schedati con sezione di accessibilità completa, una piccola minoranza offre al cittadino non vedente un supporto informativo strutturato (in particolare la Cattedrale, il Teatro Greco in stagione INDA, alcune cappelle del Duomo). Sui restanti, le persone cieche o ipovedenti devono affidarsi all’accompagnamento o al residuo visivo. Per la mobilità motoria il dato migliora di poco: meno di un terzo dei luoghi censiti è raggiungibile in autonomia in carrozzina. Sono dati noti agli operatori del settore e alle associazioni; non risulta che siano mai stati incrociati con un piano di intervento comunale.

Il sito UNESCO «Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica» è iscritto nella World Heritage List dal luglio 2005. Vent’anni dopo, la dimensione che riguarda il diritto di accesso delle persone con disabilità è la prima a scivolare quando si presenta un evento privato che paga, e l’ultima a essere finanziata quando si scrivono i bilanci. Sui quarantamila euro a serata della Sala Ipostila del Maniace, nessun investimento documentabile sull’accessibilità sensoriale dei monumenti dello stesso perimetro. Una scelta di indirizzo, non un’omissione.

Resta da capire perché un Piano obbligatorio dal 1986 sia stato avviato solo a febbraio 2024 e perché l’European Accessibility Act, in vigore da meno di un anno, non abbia ancora generato un atto comunale di ricognizione del proprio patrimonio. La risposta è altrove, nello stesso ordine di priorità che concede in due settimane una sala monumentale a un brand di moda e in quarant’anni non si è dotato neppure di una mappatura del proprio patrimonio. Resta, oggi, l’applicazione della legge. Per chi vive con una disabilità a Siracusa, da troppo tempo, è l’unica partita aperta.

 

Nota:

La legge Stanca, n. 4 del 2004, introduce gli obblighi di accessibilità informatica e digitale anche per i contenuti culturali pubblici.

Il D.P.R. 503 del 1996, agli articoli da 4 a 19, regola l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, con disposizioni specifiche per i beni di interesse storico-artistico: deroghe ammissibili solo qualora le opere di adeguamento costituiscano serio pregiudizio per il valore tutelato, ed in tal caso l’accessibilità va comunque garantita con opere provvisorie o ausili mobili.

Le linee guida ministeriali del 28 marzo 2008, per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale, indicano alle Soprintendenze come istruire le pratiche di adeguamento senza ledere la tutela.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18 del 2009, all’articolo 30 vincola gli Stati ad assicurare l’accesso ai luoghi culturali.

Da ultimo, il D.Lgs. 82 del 2022, recepimento dell’European Accessibility Act, è entrato in vigore il 28 giugno scorso e rende cogenti gli obblighi anche per servizi al pubblico legati alla fruizione culturale (audioguide, biglietterie online, contenuti digitali).

Alessandro Calabrò è autore di «Come usare VoiceOver su iPhone» (Youcanprint, 2024) e di «Nuove visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva» (Youcanprint, 2025). Ha fondato Aretusapedia, l’enciclopedia digitale di Siracusa: aretusapedia.it. Sito personale: alessandrocalabro.it.

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