A “Il Cerchio” si è concluso il mese di Aprile con una fioritura di incontri, uno più interessante dell’altro su argomenti di oggi e di ieri, come la disinformazione sulla sanità, i teatri di Siracusa prima del Comunale, l’incontro con la “Ulissea Siciliana”, con Marcel Proust alla scoperta del suo capolavoro “A’ la recherche du temps perdu” su cui ha relazionato Enrico Palma dell’Università di Catania con l’introduzione di Stefano Piazzese dell’Università di Messina e il saluto del presidente Enzo Monica. L’opera è un riferimento forte per interpretare la vita, il passato e scoprire la propria vocazione. E’ un’opera senza tempo, una lettura totalizzante che soltanto cotanto autore poteva darci. In sette volumi l’opera si rivela come potente riflessione sulla memoria, la letteratura, il tempo, il senso della vita che risiede nell’arte, quale creazione divina sempre viva attraversando secoli, l’orologio senza lancette della memoria immortale, che rivive in relazione all’amore per essa grazie ai Musei, alle Biblioteche, alle architetture religiose e civili, le associazioni che propongono incontri di conoscenze di illustri figure, di quanto di storico e artistico conservano città e paesi in Siclia, in Italia, nel mondo, di quanto di bello e unico conserva la natura. E a questo punto il mio ricordo va a Giuseppe Mazzini e al suo pensiero così tanto attuale sull’associazionismo. Quanto esso sia base per una società democratica ed educativa perchè l’uomo è pensiero e azione nutrendosi anche di ciò che fu e che ritorna come spiega molto bene Marcel Proust nella sua opera sempre attuale sull’esistenza umana regolata dal tempo, dalla conoscenza, dalla memoria. Tant’è che senza esso, lo stesso Stato rimarrebbe immobile, incatenato al grado di civiltà raggiunto. E ritengo, che oggi sia più che mai necessario l’associazionismo per risollevare una potenza di azione schiacciata dall’indifferenza per riformare l’uomo, ridestare l’anima quasi spenta, l’entusiasmo affievolito e ritornare a una coscienza della dignità umana e di una missione qual è la vita per essere facitori di progresso comune. Proust, come ricordato dal relatore, influenzato dalle novità psicofisiche e scientifiche del secolo, dall’inconscio di Freud, dalla relatività di Einstein, dalle applicazioni tecniche della scienza che stavano rivoluzionando i rapporti umani e con l’ambiente, hanno permesso al grande letterato francese di approfondire la sua ricerca sul tempo perduto e ritrovato per comprendere e descrivere i meandri del pensiero e della memoria, della coscienza nel sonno. Tant’è che la sua opera è stata attenzionata da neuro-scienziati per le sapienti informazioni su dette relazioni nel loro divenire e palesarsi. Marcel Proust venne in Italia sostò a Venezia e a Padova, dove rimase impressionato dagli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni. Pertanto considerò la città, luogo d’arte e memoria, citandola spesso nella sua opera. E Padova lo ricorda regolarmente in occasione di ricorrenze legate alla sua vita, ai suoi scritti, con convegni e mostre, eventi di grosso spessore culturale. E la conferenza svoltasi a Il Cerchio è stata un’ ulteriore conferma di quanto Proust abbia vinto il tempo, l’oblio, grazie alla memoria con la sua opera nell’attualità di ogni nuovo tempo nella perenne trasfigurazione e rigenerazione dell’uomo.
Tags Il Cerchio Siracusa Enrico Palma UNICT Stefano Piazzese UNIME
Da leggere
Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati
1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

Commenti recenti