L’altra sera, noi che siamo sinceri amanti della politica allo stato brado, ci siamo trovati ad assistere alla conferenza di apertura del comitato elettorale di Grande Sicilia-Mpa ad Augusta.
La conferenza, che è durata circa mezz’ora, ha visto alternarsi i corposi e memorabili interventi dei nostrani dirigenti autonomisti. Per dovere di cronaca li citiamo tutti, nell’ordine: il sindaco di Melilli; seguito dall’onorevole deputato di Grande Sicilia all’Ars nato nel paese di San Sebastiano; affiancato dall’altrettanto onorevole presidente della IV Commissione “Ambiente, territorio, mobilità” al parlamento siciliano; coadiuvato da un dipendente della raffineria Isab in aspettativa nelle vesti di principale supporter del sindaco Di Mare. Tutti e quattro gli autorevoli relatori erano per l’eccezionale occasione riuniti nella sola e unica persona di Giuseppe Carta, detto “Peppe” ma anche “Beppe”, a scelta libera in base alla sensibilità politica di ciascun elettore autonomista.
Abbiamo così ascoltato con attenzione le parole di Carta, e siamo rimasti ferocemente colpiti dalla sua straordinaria generosità profusa nell’elogiare la città di Augusta, con sorpresa e delizia per gli ignari, e d’altra parte increduli, spettatori augustani. Per l’onorevole dipendente dell’Isab, Augusta non ha infatti nulla da invidiare al resto del mondo. E all’incirca da quando ha iniziato a sponsorizzare l’Amministrazione Di Mare, della città megarese egli è divenuto fan sfegatato, tanto da considerarla – la citazione è testuale – “La Beverly Hills del Mediterraneo”.
Ora, ce ne rendiamo conto, la sparata è grossa. Eppure noi, con un fil di voce, vogliamo confessarlo: sentir paragonare Augusta a Beverly Hills ci ha molto emozionato, quasi sconvolto, avendoci offerto la prova (ma dubbi, a dire il vero, non ne avevamo) degli elevati riferimenti culturali dell’onorevole Carta, senz’altro degni di un grande partito politico come l’Mpa.
Ma non è tutto. Il nostro onorevole ci ha anche rassicurato sulla grande sensibilità, la sua e del suo grande partito, verso le donne. Difatti la lista autonomista per le prossime elezioni municipali ad Augusta, c’informa l’onorevole, < è una lista “fatta” con tante donne >.
Peccato che, certamente per un involontario disguido tecnico, nessuna di queste tante donne sia intervenuta in conferenza. Davanti alle telecamere, per lo più impegnati a zufolare, c’erano solo maschi incravattati. Indizio forse di una visione maschio-centrica della donna in politica quale semplice “quota rosa”, accessorio-riempi-lista temporaneamente rubato alle faccende domestiche?
Comunque sia, secondo l’onorevole-sindaco, la loro presenza “dimostra l’impegno civico che le donne stanno mettendo in questa città, che è una delle più emancipate della provincia di Siracusa – certifica Carta – anche sotto il profilo della fruizione della città.“
E qui siamo d’accordo con l’onorevole Carta: Augusta è una città emancipata e financo estremamente accogliente, tant’è che persino un maschio autonomista può agevolmente trovarvi asilo senza esporsi al rischio di pubblico ludibrio. Carta ne è consapevole e ci ha tenuto a ringraziare i suoi uomini, in particolare Pippo Spanò che, nell’incredulità generale, da alcuni anni è l’assessore comunale ai lavori pubblici.
Tutti noi conosciamo le ardite gesta politiche di Pippo Spanò. Forte dell’imponente sagoma da beato autonomista, egli ha saputo garantire un’esemplare continuità amministrativa, alla destra del sindaco, attraverso la sua costante presenza a braccia conserte ad ogni sacrosanta apparizione pubblica. Carta però non ne è sembrato contento. Anzi gli ha rimproverato qualche foto di troppo – “ma glielo perdoniamo per le dimensioni”, ha subito aggiunto con graffiante ironia l’indulgente onorevole.
Meno male che a questi impavidi autonomisti non manca il senso dell’umorismo. Pensate che a fine serata il sarcastico deputato, riuscendo pure a restare serio, ha candidamente chiosato: “siamo tutti figli di Massimo Carrubba”. Chiarita così la filiazione paterna, resta da scoprire chi è la madre di questi autonomisti che, com’è noto, è sempre incinta.
Di questo passo, l’incontrollata moltiplicazione della fauna autonomista è destinata a saturare l’habitat elettorale. Per questo Carta l’ha già annunciato al sindaco Di Mare: il suo comitato “non chiuderà mai”. Che se non fossimo gente emancipata, dovremmo considerarla una minaccia gratuita.

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