ELEZIONI AD AUGUSTA: CANDIDATI A CONFRONTO

Satira elettorale/Elezioni ad Augusta: McDimare e le “situazioni” del contro-candidato


La campagna elettorale ad Augusta è da tempo entrata nel vivo e, atteso l’elevato livello qualitativo dell’offerta politica, nelle ore in cui scriviamo un elettore su tre dichiara di provare – letteralmente – l’imbarazzo della scelta. Cerchiamo quindi di semplificare. Da una parte c’è un sindaco-brand, una sorta di marchio pubblicitario, un tele-venditore che promuove lottizzazioni abnormi, discariche, supermercati cimiteriali, colate d’asfalto e fast-food. Da un’altra parte (di solito su facebook), c’è un contro-candidato che incentra la sua campagna di comunicazione sui video-fake partoriti dagli algoritmi, la cosiddetta IA: l’Incapacità Abnorme di elaborare un discorso politico dotato di senso compiuto.

Il primo è l’attuale sindaco, Giuseppe Di Mare, alias Attila, forte del suo slogan auto-satirico “asfaltiamo Augusta”. Perché l’asfalto, in ogni suo aggregato, è proprio una passione per Di Mare. Di più: è la sua alabarda per il trionfo del decoro urbano contro il degrado di alberi e terreni vergini. Per Giuseppe è diventata una battaglia personale. Lui vede uno spazio incolto e pensa “topaia”. E giù di asfalto. Parcheggia davanti a un palmeto e mugugna “discarica”. E giù di asfalto. Poi, ancora a digiuno, giunge finalmente al cantiere del Mcdonald’s, e sprezzante del ridicolo scrive su facebook: “oggi colazione speciale”, improvvisandosi testimonial di uno spot pubblicitario per l’annunciata apertura (magistratura permettendo) del noto fast-food in città. Certo non l’avrà fatta a pagamento ma poco ci importa: che si tratti di pubblicità commerciale o della solita propaganda di un sindaco-influencer allo sbaraglio, il risultato fa schifo lo stesso.

Il video del McDimare in salsa bituminosa è ancora visibile sulla piattaforma di Zuckerberg. Ciò che invece rimane invisibile, non pervenuto, è uno straccio di risposta, di replica, di denuncia (chiamatela come volete, ma insomma il minimo sindacale di una reazione politica in campagna elettorale) da parte del contro-candidato della cosiddetta “sinistra”, al secolo Salvo Pancari (lo precisiamo per coloro che, comprensibilmente, non se ne fossero accorti). Costui, lo abbiamo capito, è un docente-filosofo integerrimo: cita Foscolo, segnala le buche stradali, punta il dito contro i calcinacci pericolanti, ma soprattutto parla di continuo, quasi compulsivamente, di “situazioni”. Le infila in ogni discorso, che di norma non eccede i sette secondi e si biodegrada nell’atmosfera, in quanto fisiologicamente privo di consistenza. E così, per esempio, se costruiscono un supermercato davanti al camposanto, il contro-candidato denuncia indicibili “situazioni commerciali”. Se i piloni del ponte minacciano il crollo, il contro-candidato allerta, indomabile: “cadono situazioni”. E persino al cospetto dei giornalisti che lo interrogano sul suo programma elettorale, il nostro docente-filosofo non arretra e annuncia, a sorpresa, “situazioni concrete”.

Insomma, ce n’è abbastanza per dire che questo contro-candidato darà del filo da torcere al sindaco uscente. Lui di certo non frequenterà i fast-food, ma il gusto per le ricette indigeste non gli manca. Basta guardare il menu della sua coalizione per trovare, tra le pietanze ipercaloriche, un pasticcio di polpette ambientaliste accompagnato da Milena Contento, ex componente del cda dell’IAS, depuratore sotto indagine per disastro ambientale aggravato. E che dire del soufflé umanitario con ripieno 5 stelle servito dall’ex sindaca Cettina Di Pietro dei “45 euro a minore migrante e nessuno per i figli degli italiani” e dall’ex senatore Pino Pisani che votò l’infame decreto sicurezza del ministro Salvini?
Non c’è da temere, il contro-candidato è di stomaco forte e manda giù senza troppo badare agli ingredienti riciclati. Da sportivo corre per vincere e la sola cosa che rischia di penalizzarlo, va detto, è la sua smisurata collezione di occhialoni da vista. Il Pancari si è dimostrato capace di sfoggiarne di tutti i colori: giallo paglierino, rosso pompeiano, viola ciclamino, blu egiziano. Pare che il suo partito, Avs, abbia invitato il contro-candidato alla moderazione, per non disorientare l’elettorato di sinistra. Ma il probo Pancari, a sua discolpa, sarebbe già pronto a invocare “
situazioni di colore”.

 

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