PARTITO DEMOCRATICO SIRACUSA, Se c’è qualcosa da capire ancora ce lo dirà

Tutto intorno esplode. Esplode il senso di giustizia, esplodono gli impulsi primari degli uomini. Esplode il sangue sulle strade da nord a sud e da est a ovest. La paura e la rabbia governano le menti e le bussole sono smagnetizzate. Non esiste una meta, il senso comune per il giusto equilibrio, ma esiste una giungla dove ogni individuo sopravvive solo se sopprime l’altro.
Non esiste il diritto di parola perché la parola viene scientemente frantumata in una miriade di pezzi che a ricomporli si crea un puzzle composto da nuove parole opposte all’originale.
Quello che succede è esattamente questo: sulla realtà oggettiva delle cose si costruiscono infiniti anfratti che volutamente confondono le menti, soprattutto le meno raffinate per mancanza di autonomia, che tornano utili nel piccolo egoistico mondo di uno, nessuno e centomila.
Ed è così che l’individuo con la sua nobiltà d’animo ed una grande dose di responsabilità scompare, relegato nella scatola di Schrödinger, vivo o morto non ha più importanza.
Ed è così che esplode un mondo di grandi e piccole cose. Le prime le subisci, tranne che il buon senso uccida il tuo individualismo a favore di un’ardua ma non impossibile impresa collettiva. Le seconde, invece, le governi con la tua autonomia di pensiero e i tuoi valori non negoziabili.
E le piccole cose sono importanti perché mattone su mattone costruiscono cose più grandi e plasmano i pensieri più grandi.
E se qualcuno considera una piccola cosa o un passeggero intoppo il gravissimo annullamento dell’elezione del Segretario cittadino a Siracusa del Partito Democratico il 28 febbraio per la mancanza di tesserati nel 2025 tra gli 80 dell’Assemblea cittadina, che sia consapevole di avere deviato totalmente la sua appartenenza al partito.
E se qualcuno pensa, dopo 9 mesi dal precedente Congresso cittadino dissolto come lacrime nella pioggia nel “Processo di Josef K Dierna”, che la Presidente provinciale del PD, Renata Giunta, abbia sbagliato ad inviare anzitempo una lettera al Partito, col solo scopo di arrivare ad un Congresso inappuntabile visti i precedenti, chiedendo anche un controllo capillare di tessere sugli 80 membri dell’Assemblea cittadina che avrebbero votato il segretario cittadino anche a tutela dello stesso, che sia consapevole di avere sbagliato Partito.


E se qualcun altro reputa un affronto il fatto che una lettera dai contenuti esemplari, fortemente legalitari, non debba uscire pubblicamente quanto piuttosto restare sotto un tappeto come polvere al vento, sappia che attirati dalle vibrazioni sotto le dune c’è chi sorveglia il Partito dai predatori, come lucciole nelle tenebre che tirano giù.
E se qualcuno ha pensato, per distrazione, superficialità o perfino arroganza, che nessuno avrebbe controllato il controllore – arrivando ad un secondo Congresso non voluto dalla maggior parte degli iscritti che giustamente invocavano nuove elezioni nel rispetto di “tutti gli iscritti” chiamati a scegliere democraticamente – non ha fatto i conti con la moltitudine di iscritti e iscritte impregnati di passione ideale che esiste e resiste dentro il Partito Democratico di Siracusa, piccola e grande orgogliosa ed eterogenea comunità che non esplode mai perché punta sempre dove sorge il sole.
Alziamoci che si sta alzando la canzone popolare. Se c’è qualcosa da capire ancora ce lo dirà. Se c’è qualcosa da chiarire ancora ce lo dirà. Se c’è qualcosa da cantare ancora si capirà.

Alessandra Turlà, Direzione regionale Partito Democratico

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