Dal nostro inviato particolare
Dopo quattro sconfitte consecutive, il Siracusa rimedia in extremis un pareggio all’ “Alfredo Viviani” di Potenza: se non fosse per questo sarebbe davvero difficile individuare a gara conclusa segnali positivi per la squadra aretusea. Forse, a guardar bene, un altro spunto confortante è dato anche dal primo gol in azzurro messo a segno dal giovane Arditi, entrato in campo nel corso del secondo tempo: speriamo che questa rete dia al ragazzo maggior fiducia nelle proprie possibilità e lo metta nelle condizioni di conferire maggior peso all’attacco azzurro. Ma la prestazione del Siracusa a Potenza è da considerarsi, sul piano del gioco insoddisfacente: molte le difficoltà riscontrate sia in fase di costruzione del gioco sia in quella di copertura.
Pur giocando per oltre sessanta minuti in superiorità numerica, il Siracusa si è trovato in svantaggio per ben due volte, a riconferma di una vulnerabilità difensiva che può ben dirsi imbarazzante, accentuata dai frequenti errori di fraseggio a centrocampo che aprono praterie per le ripartenze degli avversari. Questa volta è toccato a Limonelli ciccare il retropassaggio che ha spalancato le porte all’incursione avversaria conclusasi con l’autogol di Capomaggio, entrato in campo da pochi minuti (lo stesso Limonelli verrà da lì a poco espulso). Ma sarebbe ingiusto individuare responsabilità personali che, di partita in partita, possono coinvolgere giocatori diversi.
Alla squadra nel suo complesso va riconosciuto l’impegno profuso in campo; se poi il responso finale è spesso negativo ciò va ascritto ai limiti tecnici della rosa disponibile e alle difficoltà nella gestione della stagione in corso. C’è però un altro aspetto che a fine gara, da spettatori, possiamo registrare: le scorrettezze e le reazioni esagitate dei giocatori in campo (senza qui voler operare distinguo tra le squadre) non sono accettabili in campionati inquadrabili nell’area del professionismo. Qualunque sia l’esito di una gara sportiva è giusto pretendere da chi scende in campo, dai tecnici in panchina e dai dirigenti accompagnatori un comportamento responsabile, che non trasformi mai l’agonismo in gratuita scorrettezza.
Sotto questo profilo la gara che commentiamo non ha offerto uno spettacolo edificante.
(nella foto copertina Contini esulta togliendosi la maglietta e guadagnandosi una stupida ed evitabile ammonizione)
TABELLINO

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