Cannabis Terapeutica in Sicilia: la Battaglia di un’Associazione

Fondata nel 2013 da Alessandro Raudino e Florinda Vitale, l’associazione non profit **Cannabis Cura Sicilia Social Club APS** si impegna nella sensibilizzazione e nella promozione della cannabis terapeutica in Sicilia e in Italia. Nata dall’esperienza personale di Alessandro, paziente affetto da sclerosi multipla, l’associazione è diventata un punto di riferimento per pazienti e medici, promuovendo educazione e divulgazione scientifica. Ha sede in corso Timoleonte 81

Ci spiega Florinda: ci proponiamo di essere portavoce dell’importanza della reperibilità della cura e della dignità del paziente. L’obiettivo è garantire a ogni persona le cure di cui necessita, partecipando attivamente al dibattito politico, affrontando le sfide legislative, dando visibilità ai problemi e fornendo supporto concreto agli iscritti.

Quali i traguardi e la battaglia istituzionale?

Tra i risultati più importanti ottenuti dall’associazione c’è la legge regionale siciliana del 2014 per l’erogazione gratuita di farmaci a base di cannabinoidi. Siamo riusciti a iscriverci al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. L’associazione collabora attivamente con il Ministero della Salute per promuovere modifiche legislative che diano piena attuazione al diritto alla salute e alla libertà terapeutica.

Quali sono le vostre finalità?

Chiarisce la Vitale: sono quelle di dare una risposta all’insicurezza legale e alla difficoltà di approvvigionamento che affliggono i consumatori terapeutici, con l’obiettivo finale della completa depenalizzazione del consumo nel nostro ordinamento.

La vostra filosofia è un approccio olistico?

Assolutamente, alla base dell’azione dell’associazione c’è una filosofia precisa. “In primis, siamo ciò che mangiamo”, afferma Florinda. “Partendo da questo, abbiamo constatato personalmente i benefici di un cambiamento alimentare e terapeutico. Alessandro, a causa della sua condizione, era sottoposto a una terapia farmacologica molto pesante. Dopo aver scoperto e approfondito lo studio della cannabis attraverso master e corsi, le sue condizioni fisiche sono completamente diverse. Bisogna considerare la cannabis come parte integrante di un sistema di cura globale che rispetta il corpo, la mente e l’ambiente. Dispensiamo tramite ricetta bianca legge Di Bella dopo il consulto dei nostri medici e tramite le farmacie galeniche con cui collaboriamo. Sfidiamo le leggi obsolete per la fornitura di cannabis terapeutica ai pazienti bisognosi, anche attraverso disobbedienze civili pacifiche, organizzando eventi, corsi e workshop per educare e promuovere un cambiamento sociale. La nostra battaglia è per il riconoscimento di tutto ciò”.

Altre realtà in regione esistono?

In Sicilia c’è un’altra associazione ma solo online con pagine social senza sede fisica. La nostra è unica nel suo genere in Sicilia , sottolinea Florinda.

La Regione ha definito nel 2020 un protocollo di utilizzo della cannabis terapeutica in ambito ospedaliero. L’accesso tramite Servizio Sanitario Regionale (SSR) avviene esclusivamente attraverso la prescrizione di un medico specialista (ad esempio neurologo, specialista in terapia del dolore o medico ospedaliero);
Nonostante ciò, l’applicazione del protocollo risulta complessa: in base alla normativa nazionale, ogni Regione ha individuato specifiche patologie per le quali è previsto il rimborso sanitario, determinando difficoltà operative e disuguaglianze territoriali nell’accesso alla terapia.

L’autoproduzione e disobbedienze non sono attive al momento, ma prescrizione medica e farmacia a pagamento si. La nostra missione è la conoscenza, la divulgazione e la formazione su questa pianta, che può essere davvero importante in molte terapie.

Quindi l’attività di divulgazione è importante?

Certamente, l’impegno dell’associazione si concretizza in un’intensa attività territoriale. Abbiamo girato non solo tutta la Sicilia, ma anche altre regioni, incontrando persone con patologie diverse. Siamo stati sostenuti anche da medici per parlare di cannabis non come droga, ma come risorsa terapeutica. Insieme a professionisti, abbiamo attestato i benefici dell’uso della cannabis autoprodotta”.

Qual è la vostra struttura operativa?

L’associazione conta oggi circa 500 soci. Collaboriamo con vari specialisti. Sappiamo quali parti della pianta utilizzare, anche perché esistono migliaia di varietà diverse. La nostra competenza è dimostrata e studiata, con master e formazione specifica. Ormai molti medici si appoggiano a noi. Molti dottori riconoscono le potenzialità di questo prodotto, ma nella pratica non viene applicato, preferendo i farmaci tradizionali. Il problema è che non si conosce veramente questa pianta. Già alcune farmacie lo fanno con noi.

Qual è la vostra sostenibilità?

Dal punto di vista economico, l’associazione si sorregge attraverso le quote associative e donazioni. Inoltre essendo un’associazione non profit del terzo settore, si è regolarmente iscritti, con bilancio trasparente.

Concludendo, Florinda afferma: A noi non interessa fare business. Siamo sempre in giro per divulgare, questa è la nostra missione. Ci piacerebbe portare avanti un progetto pilota in città per la riduzione del danno dal suo uso scorretto.

 

 

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