Borgata: residenti e comitato chiedono un progetto complessivo per rivitalizzare il quartiere

Un incontro interlocutorio ma significativo si è tenuto mercoledì 26 alla Camera del Lavoro della CGIL della Borgata, con la partecipazione di vari rappresentanti del comitato di quartiere, l’assessore alla viabilità del Comune di Siracusa, Vincenzo Pantano, e il delegato di Borgata, Saverio Musco.

L’assemblea è stata l’occasione per ribadire con forza all’amministrazione comunale le numerose criticità che affliggono la zona, già sollevate in precedenti sedi. I cittadini hanno presentato un quadro dettagliato dei problemi, sottolineando come questi siano interconnessi e minaccino la vivibilità del quartiere. La scarsa illuminazione pubblica è stata indicata come una delle criticità più gravi. Le strade buie non sono solo un pericolo per i disabili, ma creano un ambiente ideale per attività illecite, come lo spaccio di droga e l’assembramento di ubriachi, mettendo a rischio la sicurezza dei residenti. È stato posto l’accento sulla mancanza importante di segnaletica sui marciapiedi per i disabili e la carenza del servizio di trasporto pubblico.

La situazione è emblematica: un solo autobus su via Piave, per di più attivo solo al pomeriggio, è del tutto insufficiente per le esigenze di una comunità di 11mila persone. Questa carenza penalizza soprattutto gli anziani, che, in assenza di un ufficio comunale non esistente più nel quartiere, faticano a recarsi in centro per sbrigare pratiche burocratiche.

C’è il rischio abbandono e crisi commerciale che avanza ovunque che porterebbe a far chiudere le rimaste attività commerciali. Mentre a differenza di ciò in borgata questo fenomeno dovuto all’apertura di supermercati può essere evitato.

Per questo i rappresentanti hanno lanciato un grido d’allarme contro la deriva turisticizzazione che potrebbe trasformare la Borgata in una “Ortigia 2”, un luogo svuotato dei residenti a favore di un turismo che non favorisce una vita di comunità, ma porta allo svuotamento come è successo nell’isola di Ortigia.

Per sostenere e far ampliare le attività commerciali si chiede al Comune con forza una politica di defiscalizzazione o “fiscalizzazione di zona”. In un’area priva persino di un supermercato, tale misura potrebbe incentivare gli acquisti locali, trattenendo la “moneta” nel quartiere invece di vederla migrare fuori città come avviene nella grande distribuzione organizzata esistente in tutti gli altri quartieri di Siracusa.

Alla richiesta di un piano d’azione, l’assessore Pantano ha esplicitato che poteva fornire soltanto risposte sulla viabilità, settore di sua competenza come assessore. Difatti, sulla Viabilità si è detto disponibile a migliorare il servizio, pur evidenziando che per tutta la città ha cercato e cerca di portare i cittadini a un necessario cambio di mentalità collettivo sull’importante questione. Ha fatto notare così che Siracusa, con quasi le stesse vie di decenni fa, deve oggi sostenere un volume di traffico automobilistico di gran lunga superiore al passato con la maggioranza di auto che circolano con un solo passeggero.

La sua ricetta è quindi quella di “abituare i siracusani a cambiare queste abitudini“, promuovendo un minore uso dell’auto privata. Mentre sulle attività commerciali non vede come intervenire da parte del Comune, affermando che “è il mercato che decide“. Una posizione che non tiene conto, secondo i residenti, del carattere unico del quartiere, caratterizzato da una forte concentrazione di cittadini extracomunitari ben integrati, spesso protagonisti dell’apertura di nuove attività imprenditoriali. I cittadini hanno però sottolineato che bisognava tener presente da parte dell’assessore che la Borgata non è un quartiere dormitorio e non vuole scivolare su questo versante, ma essa è un polo sociale e associativo vivace. Infatti negli altri luoghi della città esistono come punti di aggregazione solo i paninari qui in Borgata si possono elencare quasi tutti gli altri luoghi sociali che attraggono la città. Parliamo della CGIL, di “Ciao” dei Maristi, Metaborgata, l’Associazione Astrea, il circolo culturale Cerchio, il CNA, Natura Sicula, la Pro Loco cittadina, fino all’Arci e altre ancora. Questa ricchezza associativa rappresenta un capitale sociale enorme e una solida base da cui partire. Ciò che manca, è stato ribadito, non è la vitalità dei cittadini, ma un progetto socioeconomico complessivo che non deve “calare dall’alto”, ma deve essere costruito con la partecipazione diretta dei residenti. I punti iniziali e irrinunciabili di questo progetto dovranno essere: Pulizia e decoro, riapertura del centro servizi comunali e della ex biblioteca, il ripristino in tempi brevi dell’illuminazione pubblica per l’intero quartiere, un servizio di vigilanza che serva da deterrente, il servizio pubblico più ampio e legato alle vere esigenze con autobus comunali, la riqualificazione di Piazza Santa Lucia.

Proprio su quest’ultimo punto si è concentrata una riflessione importante: piazza Santa Lucia, la più grande della città e custode del capolavoro di Caravaggio. Essa dovrebbe essere un biglietto da visita per i turisti che visitando Siracusa passano a visitare la Basilica e l’enorme famoso quadro. Invece, oggi è un luogo poco vivibile, scarsamente illuminato e sporco.

L’incontro si è poi concluso positivamente per essere stato solo interlocutorio.

C’è stato l’impegno fattivo dell’assessore Pantano nell’illustrare la situazione in giunta comunale e provvedere ai problemi di viabilità di sua pertinenza.

Mentre il delegato comunale per la Borgata Saverio Musco si è reso partecipe nell’andare a osservare nello specifico le varie criticità ispezionando il quartiere per intero in merito alle criticità emerse per poi riportare e sollecitare la giunta comunale nel complesso. È stato ribadito che se da un lato i cittadini sono disposti a fare la loro parte, la grande responsabilità è più che mai dell’amministrazione comunale e del sindaco.

È necessaria una scelta politica coraggiosa per dotare la Borgata di un progetto moderno e di ampio respiro che ne mantenga e aumenti il livello economico, commerciale, artigianale, sociale e ambientale.

Solo così si potrà invertire la rotta e restituire a questo quartiere pieno di potenzialità il ruolo che merita all’interno della città.

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