Dal nostro inviato dalla Tribuna: Fabio Moschella
Sembrava una partita come tutte le altre, destinata a fare masticare amaro al depresso pubblico siracusano. Il Casarano al 20’ del primo tempo si portava in vantaggio grazie ad un altro regalo della difesa azzurra, con un gol, peraltro dell’ex Catania Chiricò che continuava a fare il bello ed il cattivo tempo. Un vantaggio meritato scaturito da una netta supremazia tattica, tecnica, caratteriale della ottima squadra pugliese, venuta a Siracusa a fare gioco e a non approfittare delle ormai note ingenuità della squadra di Turati.
Al 47’, inaspettato, in chiusura della prima frazione di gioco su un cross perfetto di Cancellieri, Juan Ignazio Molina svettava in area e segnava con un colpo di testa perentorio, da centravanti vero. Un colpo atteso dal pubblico per dieci partite. È stato l’unico lampo di luce di un tempo giocato davvero male.
Cosa sia successo negli spogliatoi è difficile dirlo. C’era stata una violenta protesta della Curva Anna, assente allo stadio, che si era fatta sentire con una ripetuta di botti esplosivi che aveva richiamato una pattuglia di polizia antisommossa.
Sta di fatto che il Siracusa sfodera un secondo tempo sontuoso, aiutato dall’espulsione all’8’ del secondo tempo di Celiento per somma di ammonizioni, impazzito a rincorrere Nicola Valente. Casarano in dieci.
Da lì la rabbia che il Siracusa aveva in corpo da più di un mese è venuta fuori con una prestazione entusiasmante. Il Casarano è scomparso dalla partita. È arrivato al 15’ del s.t. il gol di Di Paolo dopo una sua incursione sulla destra seguita da un tiro non forte ma preciso che è andato ad insaccarsi all’angolo destro della porta dei pugliesi. A completare il gol di Frisenna al 21’e infine di Guadagni al 41’, dopo due pali colpiti in ordine da Molina e da Di Paolo.
Finalmente il Siracusa gioca in maglia azzurra, col cuore e alla fine è del tutto evidente di quanto la squadra sia legata al suo allenatore e di quanto Turati sia legato al presidente Ricci a giudicare dal bello abbraccio che i due si sono regalati.
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Dal nostro inviato dalla Gradinata: Francesco Ortisi
Nel primo tempo, il solito Siracusa: imbarazzante in difesa, inconcludente in attacco, con un solo modulo a disposizione: palla a Valente sulla fascia sinistra e cross che cadono nel vuoto. Ad inacidire il clima arriva il prevedibile gol degli ospiti, che getta nello sconforto la tifoseria, la quale non immagina ancora cosa accadrà nel prosieguo dell’incontro. Non credo che si possa parlare di metamorfosi della squadra. Di certo la prima rete, giunta nei minuti di recupero del primo tempo, mostra per la prima volta un’azione pulita e una realizzazione limpida, con un colpo di testa da manuale di Molina (che quasi alla fine del secondo tempo uscirà dal campo, per una sostituzione, tra gli applausi scroscianti dei tifosi).
A favorire l’exploit degli aretusei è stata di certo l’espulsione, giunta nei primi minuti del secondo tempo, di un difensore avversario per somma di ammonizioni dovuti ai ripetuti falli su Valente. Da lì è iniziata un’altra partita, con un Siracusa capace di andare a rete con facilità. Non solo per i gol realizzati, ma per una serie di altre occasioni, tra cui un paio di pali colpiti a portiere battuto. Tra le note positive è da registrare l’ingresso in campo negli ultimi 20 minuti di Catena, difensore laterale destro, in sostituzione di Falla, che a sua volta nel primo tempo era entrato per sostituire l’infortunato Sapola.
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Questo esordio fa ben sperare per il futuro, perché il giocatore è apparso all’altezza del ruolo. Non credo che i problemi tecnico-tattici del Siracusa si possano considerare risolti dopo questa vittoria. Tutti ci auguriamo che sia l’inizio di una svolta, ma saranno le prossime giornate a dirci come stanno le cose. Intanto ci godiamo questa ampia e sonora vittoria, che ci ridà speranza.
LE PAGELLE DI FABIO MOSCHELLA:
Farroni: Buona prova, risponde presente ogni volta che viene chiamato in causa, ancora una volta incolpevole nel gol subito. Voto: 6,5
Sapola: Fin tanto che rimane in campo è il migliore della difesa. Al 26’ del p.t. costretto ad uscire per un infortunio che speriamo non sia grave. Voto: 6,5
Pacciardi: soffre la velocità soprattutto nei ripiegamenti, alterna buone cose a qualche disattenzione, come quella che porta alla rete di Chiricò. Voto: 6
Bonacchi: buona prestazione, sicuramente sufficiente. Non fa mancare qualche durezza nei duelli ma questo va sicuramente ad accrescerne il merito. Voto: 6,5
Cancellieri: può ormai considerarsi un titolare, cresce in autorità e fiducia nei propri mezzi. È suo il cross magnifico per il gol di Molina. Voto: 7
Limonelli: primo tempo da dimenticare, ripresa da incorniciare. Voto: 7
Frisenna: prestazione positiva sottolineata da un gol importante. Voto: 6,5
Di Paolo: ha ampi margini di crescita, buona tecnica. Oggi finalmente concreto. Voto: 6,5
Candiano: secondo tempo impressionante, padrone del centrocampo. Voto: 7,5
Valente: costretto agli straordinari dai suoi compagni di squadra che non gli risparmiano nulla. Sfiora il gol con una punizione a fil di palo. Costringe Celiento alla espulsione. Determinante. Voto: 7
Molina: comincia a carburare, non ha ancora i novanta minuti nelle gambe ma si capisce che è un centravanti e per di più argentino. Gol da incorniciare. Voto: 7
Turati: ha la fiducia della squadra e della società, meno di una parte del pubblico che gli contesta un gioco imprudente e non del tutto adeguato alla rosa a disposizione. Oggi per lui è festa.
(foto tratte dalla pagina Siracusa Calcio 1924)

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