Leonardo Sciascia indaga: delitti e metaletteratura nel romanzo di Silvana La Spina

Uno scrittore di cose, Leonardo Sciascia.

Quindi forse il più adatto a divenire un investigatore di carta.

A trasformare il celebre racalmutese in detective è Silvana La Spina, nel suo ultimo romanzo intitolato appunto “Un rebus per Leonardo Sciascia”, edito da Marsilio.

Un rebus per Leonardo Sciascia

Un giallo metaletterario, dunque. Impregnato di letteratura e scrittori: Sciascia si improvvisa investigatore “malgrado tutto” (con il discreto e significativo sostegno della moglie Maria, anch’essa “rivivificata” dalla penna della La Spina); a diventare con “Nanà” personaggio di un libro è pure Vincenzo Consolo, è Gesualdo Bufalino, è Giuseppe Bonaviri; il piemme Biagio Villari che indaga sulla morte del giudice Aurelio Arriva è un discreto poeta, c’è un dottor Verga e perfino uno ‘Ntoni, una delle Immacolatine è Cecilia Gangemi (i romanzi come scatole cinesi, come mondi che contengono altri mondi, libri che parlano di libri: come dimenticare la commissaria dei gialli di Silvana La Spina, “lo sbirro femmina” Maria Laura Gangemi?), la vicenda che come un colpo di dadi avvia la narrazione si svolge nei giorni dell’agonia di Italo Calvino, Pasolini è evocato come un convitato di pietra. E addirittura, forse la chiave del mistero della morte di Arriva e di quel che ne consegue si nasconde in una storia che risale ai tempi della peste raccontata da Manzoni…

Non mancano le nobildonne da romanzo dell’Ottocento, come donna Assunta, le vecchie serve (ah, la creata Antonia!) come la fedele Peppina Palumbo, le donne infelici e imperscrutabili insieme come Elena Arriva e la madre inglese, le mogli paesane e le fidanzate continentali, le ragazze moderne e quelle intrappolate nei vecchi schemi femminili, i pettegolezzi di paese, l’ipocrisia e il tornaconto personale e familiare, il postino con il suo carico di lettere anonime (Sciascia docet), le tragedie che consumano bambini e ragazzi e divorano chi resta, i brigadieri, i marescialli e i capitani dell’Arma (anch’essi ampiamente frequentati dalla letteratura)… non manca l’onnipresente mafia, con il suo patrocinio avvelenato, mentre la legge è “per i privilegiati”.

La giustizia è un’illusione, la verità una chimera o forse una Medusa che impietra chi la guardi negli occhi.

E naturalmente non manca la Chiesa, con le sue feste per la Madonna Bambina, con gli arcipreti divisi tra tonaca e piaceri del letto (e a suo modo Don Lillo investiga pure lui), le processioni con tanto di muschittarii e mascuna.

Protagonista è la Sicilia, apparentemente immobile, gattopardiana. Le sue ipocrisie, i suoi silenzi, i suoi millenari difetti. Racalmuto, col suo nome arabo, le sue infernali zolfare, i suoi segreti, la sua essenza che trapassa dall’omertà al pettegolezzo. La Sicilia e Racalmuto (dove l’autrice stessa ha vissuto, oltre naturalmente ad aver conosciuto personalmente Sciascia, unica donna in un “circolo” letterario prettamente maschile) sono però metaletterari anche loro, doppi, simboli che rimandano ad altro, come l’elusiva parlata e dialettica dei siciliani.

A restare è quindi la letteratura, “quella vera”, come dice Silvana La Spina nella sua nota finale, quella che trasmuta i ricordi in memoria e storie, quella che “corre ancora liquida nelle nostre vene”: la scrittrice ha fatto delle cose di Sicilia e delle sue memorie l’oggetto della sua poetica (pensiamo, per fermarci solo ai libri più recenti dell’autrice, al Pirandello de “L’uomo di zolfo”, ad “Angelica”, usciti rispettivamente per Bompiani e Neri Pozza) e forse queste parole riferite a Leonardo Sciascia le possono attagliare benissimo:

“Scrivere, come sempre, era per lui la salvezza. Scrivere era allontanarsi dal presente. Era ricreare un mondo, dove le parole erano tutto: stelle, pianeti, intere galassie…

Scrivere era un gesto etico.

Altrimenti, perché avrebbe dovuto avere quel dono, e perché la fortuna dei suoi scritti?

Sì, c’era un disegno dietro tutto quanto.

Sì, lui doveva essere testimone e cantore dei suoi tempi, della sua gente…”

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