LA FUGA DEI MEDICI DALLA SANITA’ PUBBLICA e le responsabilità dell’ASP di Siracusa

La scarsa attrattività della sanità pubblica per i medici (e per i dirigenti sanitari in genere) è ormai divenuta un fatto incontrovertibile. La fuga dei sanitari verso il pensionamento, la sanità privata, o addirittura all’estero, sta diventando un problema sempre più grave. In sei anni (2016-2022) il numero di medici che si sono dimessi dal SSN è triplicato e probabilmente negli ultimi due anni è ulteriormente aumentato.

Impressionante risulta la crescita registrata tra il 2021 e il 2024 del numero di borse di specializzazione non accettate dai neo-laureati.

I fattori determinanti di questa “fuga” sono molteplici e spaziano dal fattore retributivo a quello della responsabilità professionale (anche se su questo problema qualcosa si sta muovendo con lo “scudo penale” e la definizione per legge di “atto medico”).

La situazione è divenuta talmente grave, da convincere il sindacato più rappresentativo della dirigenza sanitaria a muovere precise accuse alle Aziende Sanitarie presentando, con il supporto dell’Ufficio Legale dell’Associazione Sindacale, denunce ai Tribunali verso un totale di 50 Aziende con precisi “capi d’accusa” che vanno dalla violazione della normativa sulla sicurezza, all’orario di lavoro, alle ferie non godute alla violazione dei limiti dei turni di pronta disponibilità. E ancora, dalla condotta antisindacale fino alla mancata erogazione delle somme percepite in intramoenia e degli incrementi previsti nei fondi contrattuali del CCNL 2019-2021.

Da queste anomalie non è immune l’Azienda Sanitaria di Siracusa nella quale, negli ultimi anni, si sono registrate numerose “fughe” per trasferimenti in altre Aziende o per pre-pensionamenti e spostamenti nel privato. Le motivazioni sono analoghe a quelle più sopra descritte, ma in particolare per l’anomala gestione degli Incarichi Dirigenziali (illogica ed in contrasto con il dettato contrattuale) e la mancata ricostituzione dei Fondi Contrattuali per gli anni 2022-2023 e parzialmente 2024 con un consistente arretramento della remunerazione dei suoi dipendenti.

Il Contratto Nazionale dell’ area Dirigenza Sanità in atto vigente, si riferisce al triennio 2091-2021 e per il nuovo 2022-2024, quindi già ampiamente scaduto, è appena iniziata la trattativa.

In questo lasso di tempo la perdita netta del potere d’acquisto ha superato il 10%; tale percentuale sarebbe però corretta se gli aumenti contrattuali del triennio 2019-2021 fossero effettivamente stati erogati regolarmente, erogazione che l’ASP di Siracusa non ha ancora effettuato provocando un grave danno ai Dirigenti Sanitari che tra l’altro lavorano in condizioni oltremodo precarie.

L’Azienda siracusana deve ancora pagare, nonostante già dal 2024 li abbia iscritti in Bilancio come “accantonamento per rinnovi contrattuali”, gli incrementi dei Fondi relativi agli anni 2022-2023 per un valore complessivo di € € 3.382.389,43; inoltre, pur avendo avuto assegnate per il 2024 dall’Assessorato della Salute con un Decreto del 04.08.25, le somme per incrementare la retribuzione degli Incarichi e delle Condizioni di Lavoro, non le ha inserite nella Delibera di costituzione dei relativi Fondi per l’anno 2024; tale omissione determina un ulteriore danno per € 539.336,97.

In definitiva, l’Azienda deve ai suoi dirigenti la somma complessiva di € 3.921.726,40.

E poi ci si chiede perché i Medici scappano dalla sanità pubblica.

Giuseppe Bruno, Responsabile Dipartimento Sanità  CGIL-Siracusa

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