Premio Vittorini, intervista ad Aldo Mantineo

Archiviata l’edizione 2025 del Premio Vittorini, a distanza di qualche giorno e “a freddo” proviamo a tracciare un bilancio di questa manifestazione.

Nonostante sia arrivata alla 24ma edizione, nonostante si definisca “nazionale”, nonostante qualche anno fa l’assessore lo annoverasse tra i primi 5 in Italia, il Premio Vittorini per alcuni (forse incontentabili o dal palato troppo fine) sembra relegato ancora a una dimensione “provinciale” se non proprio locale, una realtà limitata e circoscritta, un progetto che non riesce a trovare lo slancio per spiegare le ali e spiccare il volo.

Questa la percezione che a margine della “Settimana Vittoriniana” tra i corridoi o il salone dell’Urban Center o dell’atrio dell’Antico Mercato, ma anche in alcuni salotti o dehors estivi, se non nelle chat di alcuni gruppi social, torna e aleggia più o meno convintamente negli ultimi anni.

E questo a prescindere e senza nulla da obiettare all’organizzazione e agli sforzi dell’Associazione Vittorini Quasimodo che in maniera eccellente e con risorse quasi inesistenti, con innegabili sforzi e ammirevole impegno, riescono nel miracolo di allestire una manifestazione impeccabile.

Non si tratta nemmeno di rimpiangere la prima fase, quella curata dall’Amministrazione Provinciale, che si teneva al Teatro Greco con presentatori e ospiti di grido e riprese dalla TV nazionale (che forse non aveva molto a che fare con un Premio letterario) ma è del tutto evidente che un territorio con una presenza industriale non indifferente, una realtà culturale come l’Inda e la pretesa a definirsi Capitale della cultura, meriterebbe senz’altro la disponibilità di risorse adeguate e il sostegno di istituzioni regionali e nazionali per uscire dai confini locali e avere una più consona collocazione. Cosa manca e perché ciò ancora non accade dovrebbe essere materia di riflessione approfondita e collettiva che prima o poi dovrà effettuarsi.

Intanto ne parliamo con Aldo Mantineo segretario, presentatore, coordinatore, factotum, mente, braccia e cuore della manifestazione

Luci ed eventuali ombre: cosa ha funzionato e cosa (eventualmente) ci sarebbe da correggere o migliorare?

Sin dal momento della ripartenza, sei anni fa, abbiamo scelto di dare la massima centralità al libro e alla lettura. Un tratto che riteniamo fortemente identitario che connota tutti gli appuntamenti della Settimana Vittoriniana, cerimonia finale compresa nella quale gli elementi di spettacolo – o di puro intrattenimento – sono molto contenuti. Senza dimenticare che il nostro é un premio letterario e non un bookfest o un Salone del libro, puntiamo a coinvolgere in maniera sempre più rilevante e incisiva i lettori: questo é uno degli aspetti sui quali abbiamo ancora margini di miglioramento, specialmente per quanto riguarda la capacità di attrarre i più giovani.

Se si volesse fare un confronto con le edizioni precedenti, questa è andata meglio?

Scelgo un modo di dire nel quale comunque mi ritrovo: l’edizione più bella sarà la prossima! Detto questo la XXIV edizione, da poco andata in archivio, l’ho trovata particolarmente equilibrata, connotata dalla presenza di diversi autori di valore assoluto (e questo a prescindere dal fatto che abbiano fatto incette di riconoscimenti, come il vincitore Giuseppe Catozzella, o siano stati presenti nelle rose dei finalisti dei più prestigiosi premi) e di parecchie delle principali case editrici nazionali. Un’edizione che ha fatto della sobrietà il suo tratto distintivo. Quanto a imprevisti e difficoltà ovviamente non ne sono mancati (é sempre così!) ma siamo riusciti a farvi fronte al meglio grazie anche al fatto di poter contare su una “macchina” amministrativa – quella dell’assessorato comunale alla cultura – ormai ben rodata e sperimentata; allo stesso modo limiti e difetti emergono ma di questi si riesce a prendere meglio contezza a distanza di tempo e non a caldo.

Quali ostacoli e difficoltà si affrontano per organizzare un Premio letterario?

Partiamo da un presupposto: l’associazione Vittorini – Quasimodo, che promuove il premio insieme all’Assessorato alla Cultura della Città di Siracusa, non ha nel proprio dna quello di organizzare eventi… Per forza di cose nel corso degli anni abbiamo però dovuto sviluppare anche questa capacità organizzativa considerato che le risorse disponibili non ci consentirebbero di poterci rivolgere a società di servizi. Detto questo é chiaro che possiamo fare affidamento sull’essenziale attività di supporto degli uffici e delle strutture dell’assessorato comunale alla cultura. Più che di ostacoli o difficoltà parlerei di complessità e molteplicità di alcuni adempimenti che comunque trovano la loro ragione d’essere nel fatto che impieghiamo pressoché esclusivamente risorse pubbliche. Non é una frase fatta ma la prossima edizione del Premio inizia sempre ancora prima che si concluda quella in corso!

Quanto costa organizzare l’evento? Soldi pubblici e/o privati?

In passato abbiamo avuto modo di avviare sinergie con partner privati (Confcommercio per un paio di anni e Confindustria per un anno) ma da un paio di edizioni a questa parte contiamo unicamente su 15mila euro stanziati in uno specifico capitolo del bilancio del Comune. Un terzo di questa somma serve per pagare i premi a vincitore e finalisti, il resto per coprire tutte le spese necessarie per realizzare i diversi appuntamenti della Settimana Vittoriniana e della cerimonia finale. Diciamo che abbiamo ormai sviluppato una buona attitudine ad avere una gestione più che… oculata riuscendo a garantire sempre una più che decorosa ospitalità ai nostri ospiti e a promuovere quattro giorni di appuntamenti di sicuro interesse”.

Le ultime edizioni sono state caratterizzate da un forte coinvolgimento dell’assessore Granata mentre si è sempre notata l’assenza del Sindaco. Da quest’anno Granata è un ex e il sindaco (che ne detiene la rubrica) continua a non essere presente

Granata é stato l’assessore che ha subito creduto alla possibilità di poter rimettere in pista il Premio Vittorini dopo sette anni di stop. Quando, assieme al presidente dell’Associazione Vittorini Quasimodo Enzo Papa, gliene abbiamo parlato, era la fine del 2019, ha subito manifestato grande attenzione. Il coinvolgimento, anche economico, dell’Amministrazione é via via cresciuto sino ai livelli attuali anche grazie al suo aver creduto nel progetto. Tuttavia le istituzioni prescindono da chi, materialmente, ne rivesta pro-tempore incarichi e funzioni e il Premio Vittorini é promosso assieme all’Assessorato alla cultura della Città di Siracusa, istituzione che, ad esempio, sabato scorso nella serata conclusiva é stata rappresentata dal vicesindaco Bandiera. L’istituzione Comune, d’altra parte, é stata sempre presente o col sindaco o con un autorevole componente della Giunta e questo inoppugnabile dato é quello che rileva.

Cosa manca, secondo te, perché il Premio abbia un respiro nazionale con una visibilità maggiore? Forse manca il Patrocinio del Ministero o della Regione?

Il posizionamento (o ri-posizionamento) del Vittorini nel panorama nazionale dei premi letterari – che, lo rammento, sono ben altra e differente cosa rispetto ai bookfestival che fioriscono in tutto lo Stivale o le rassegne di conversazioni e presentazioni di libri con autori di varia caratura che punteggiano soprattutto la stagione estiva anche in Sicilia – é un dato consolidato. Lo testimonia la sempre più elevata qualità delle opere annualmente in gara, libri ed autori che le case editrici individuano e per i quali presentano la candidatura. Altra cosa é la visibilità mediatica che dipende da molteplici fattori non sempre allineati con l’effettiva qualità delle opere in concorso: la mancanza di risorse da destinare alla promozione certamente condiziona la diffusione degli appuntamenti del Premio anche in un contesto nazionale. Quanto ai patrocini quello della Regione, e segnatamente dell’Assessorato ai beni culturali e all’identità siciliana, lo abbiamo acquisito da un paio di anni: si tratta, lo chiarisco subito, di un patrocinio non oneroso, non prevede cioè l’erogazione di alcun contributo. Per gli altri patrocini sono state avviate interlocuzioni: in questa fase l’associazione ha preferito piuttosto procedere alla registrazione del marchio “Premio Vittorini” per poterlo, all’occorrenza, tutelare in ogni sede.

Ad alcuni è sembrata mancare la partecipazione della città: pubblico scarso, scuole, librerie locali vengono coinvolte?

Pubblico scarso? Personalmente ho avuto una sensazione differente: la platea allestita all’Antico Mercato di Ortigia per la cerimonia conclusiva mi é parsa al completo e negli altri appuntamenti la Sala B dell’Urbana Center, che é decisamente assai capiente, non é mi parsa vuota. Partiamo sempre dal presupposto che in un Paese, l’Italia, nel quale la lettura non figura tra le principali attività d’intrattenimento – soprattutto fra i più giovani – incontri che fanno leva sulla parola si rivolgono inevitabilmente a un pubblico di autentici appassionati. Naturalmente ambiamo, legittimamente, a risultati quantitativamente più rilevanti ma questo presupporrebbe anche un tessuto connettivo cittadino più… collaborativo e presente. Ciò non toglie che anche noi dobbiamo ovviamente sforzarci di provare a seguire anche altre strade. Quanto al coinvolgimento delle scuole (non dimentichiamo che nei giorni in cui si celebra la Settimana Vittoriniana le aule sono ancora chiuse per le vacanze estive), nell’edizione appena conclusa abbiamo inaugurato il ciclo di appuntamenti “Aspettando il Vittorini” che, tra marzo e aprile, ci ha portati a incontrare studenti del Liceo Gargallo prima e dell’Einaudi dopo proponendo degli incontri con il professore Salvatore Ferlita, docente di letteratura italiana contemporanea all’Università Kore di Enna, sull’antologia “Americana”. Un modo per avvicinare i liceali a uno degli argomenti che lo stesso docente, nel corso del processo a Vittorini editore, ha utilizzato per svolgere la sua difesa. Con le librerie, infine, il rapporto é stato avviato – anche se non in maniera uniforme con tutte le realtà del territorio – ma va adeguatamente e considerevolmente rafforzato.

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