SISTEMA CARTA – COMUNICATO SULLA CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO ANNINO

RIPORTIAMO IN MANIERA INTEGRALE, così come ci è stato inviato e senza ulteriori nostri interventi, il comunicato diffuso da Antonio Annino a seguito della conferenza stampa da lui convocata sul cosiddetto “Sistema Carta”
Buongiorno e benvenuti a tutti.
Grazie per la vostra presenza e per la partecipazione.
Ho deciso di convocare questa conferenza stampa perché in Consiglio Comunale non è stato possibile affrontare il tema civilmente. Quel luogo che dovrebbe rappresentare il confronto democratico e la chiarezza è stato trasformato in una claque rumorosa, in un’arena di urla e propaganda, e non in uno spazio di trasparenza, verità e dibattito.
Già prima di quel passaggio ero stato costretto a intervenire con delle dirette, per rispondere alle sue interviste e alle sue dichiarazioni piene di bugie e affermazioni infondate. Ho smontato punto per punto quelle ricostruzioni, parlando direttamente alla cittadinanza, con un linguaggio chiaro, a volte con qualche battuta o prendendolo un po’ in giro, per tenere viva l’attenzione.

La prima diretta, durata un’ora e quaranta minuti, è servita proprio a smentire tutte le falsità diffuse. E vi dico la verità: è stata anche una scelta strategica, per provocarlo e portarlo a commettere errori che hanno reso ancora più evidenti le sue contraddizioni.
L’obiettivo di questa conferenza stampa, quindi, non è soltanto quello di chiarire in maniera definitiva la vicenda legata al TMB per i rifiuti a Melilli, ma anche quello di scoperchiare quello che io definisco il sistema Carta: un metodo opaco di gestione della nostra comunità, che arriva ad estendersi fino al livello provinciale.
Nella prima parte vi illustrerò, passo dopo passo, gli episodi che rientrano in questo schema: concorsi caratterizzati da coincidenze ricorrenti di parenti, acquisti di immobili privi di logica funzionale, affitti generalizzati senza criteri chiari.
Successivamente passeremo alla vicenda del TMB, per dimostrare e certificare tutte le illegittimità e le anomalie compiute durante l’intero iter, raccontando con chiarezza tutte le bugie e i passaggi incredibili che confermano – anche attraverso le sue stesse dichiarazioni – l’assurdità di questa vicenda.
Concluderemo ricostruendo e descrivendo nel dettaglio questo sistema Carta, così che ciascuno possa comprendere fino in fondo di cosa stiamo parlando.
Oggi non ci limiteremo a raccontare, ma dimostreremo con atti e documenti ciò che è realmente accaduto. Alla fine, non resterà spazio per interpretazioni: resteranno solo le verità da una parte e le bugie dall’altra. E voglio ribadirlo con forza: questa non è una battaglia personale, ma una battaglia per la legalità, la trasparenza e il rispetto dei cittadini. Oggi vedrete con i vostri occhi cosa significa davvero sistema Carta.

Immobili, incarichi e scandali: il sistema che pesa su Melilli
Questa vicenda che è esplosa nelle ultime settimane, portata agli onori della cronaca per la sua gravità e per le modalità con cui si è sviluppata, non rappresenterebbe un episodio isolato.
A Melilli, infatti, già in passato erano emerse criticità significative: basti ricordare lo scandalo riguardante i concorsi pubblici per i vigili urbani, un caso di cui si è parlato diffusamente a livello mediatico e istituzionale.
Vi sarebbero poi altre situazioni macroscopiche che confermerebbero un metodo amministrativo discutibile, basato su forzature e scelte poco trasparenti. Tra queste, la gestione degli affitti e, soprattutto, la politica degli acquisti immobiliari. Negli ultimi anni, il Comune avrebbe utilizzato ingenti risorse pubbliche per acquisire immobili senza una chiara progettualità, con il risultato che molti di essi, pur essendo stati acquistati, non sono mai stati resi realmente funzionali alle finalità dichiarate. In sostanza, i fondi sarebbero stati impiegati quasi esclusivamente per l’acquisto, senza destinare risorse adeguate all’avvio delle attività previste.
L’episodio forse più eclatante è quello relativo all’acquisto di un immobile a Villasmundo, destinato – negli atti – a ospitare un centro ludico-ricreativo per l’inclusione sociale e culturale. Oltre alle perplessità sull’idoneità stessa dell’immobile, ha suscitato scalpore il fatto che l’acquisto, avvenuto per una cifra di circa 380.000 euro, abbia riguardato una proprietà riconducibile a un consigliere comunale. È bene chiarire che ciò non configura di per sé un atto illegittimo, ma solleva evidenti questioni di opportunità politica ed etica.
Non meno rilevante è quanto emerso agli inizi dell’attuale amministrazione con la cosiddetta “operazione Muddica”, finita anch’essa al centro dell’attenzione pubblica e giornalistica.
Sembrerebbe, inoltre, che anche per quanto riguarda l’affidamento di incarichi a professionisti, aziende e avvocati, talvolta provenienti da altri comuni e in particolare in periodi a ridosso delle campagne elettorali, vi siano state scelte discutibili.
Tali elementi, pur non essendo stati oggetto di indagini mediatiche di pari risonanza, alimentano nell’opinione pubblica e tra gli addetti ai lavori la percezione di un Comune gestito come un bacino di risorse distribuite secondo logiche poco trasparenti e di convenienza politica.
Sono dinamiche di cui tutti, a Melilli, sono a conoscenza – compresi i membri del Consiglio comunale – ma che nessuno, fino a oggi, aveva avuto il coraggio di portare apertamente alla luce.
Il castello di bugie del sindaco crolla pezzo dopo pezzo.


Dopo questa conferenza depositerò a mezzo PEC una diffida formale, per dimostrare ancora di più il conflitto di interessi e le malefatte che sono state perpetrate in questa vicenda.
Lo inchioderemo alle sue responsabilità.
Se non vorrà revocare l’atto, bene: questo complicherà ulteriormente la sua posizione e quella dei suoi accoliti.
E inevitabilmente arriverà il momento in cui dovrà rispondere seriamente davanti a chi indagherà su questa squallida storia, perché fino a oggi ha mentito spudoratamente non a me, ma ai cittadini.
Sin dall’inizio il sindaco non ha parlato di questo impianto: l’ha tenuto nascosto alla popolazione.
Eppure, solo pochi giorni prima, dichiarava ai quattro venti che Melilli non sarebbe mai diventata una pattumiera. Diceva che non l’avrebbe permesso.
E invece, in gran segreto, si preparava a far diventare Melilli la principale piattaforma di raccolta rifiuti della provincia, con un impianto da 75.000 tonnellate destinato a servire l’intero territorio.
Non solo: ci ha imbrogliato sin dall’inizio anche sulla proprietà dei terreni dei suoi parenti.
Avrebbe potuto dire che era una coincidenza, che avrebbe approfondito. Invece no. Prima ha detto che non sapeva nulla. Poi che non era suo nipote.
Infine, in Consiglio comunale, ha ammesso che il nipote gli aveva già detto tutto, a seguito di un sopralluogo dei funzionari comunali, probabilmente quello per togliere il vincolo boschivo.
E ha persino dichiarato che si trattava della seconda operazione speculativa del nipote, dopo quella già fatta ad Augusta, dove con un terreno acquistato a 50.000 euro si è arrivati a 150.000 euro.
Resta da chiarire se anche ad Augusta si siano verificati passaggi analoghi, con vincoli spariti all’improvviso e una speculazione edilizia enorme.
A Melilli, lo sappiamo, è stato tolto il vincolo boschivo dai terreni dei parenti, con istanza presentata dal Comune stesso su delega dei parenti di sindaco e assessore.
Circostanza confermata dal funzionario istruttore del Comune.
E il certificato di destinazione urbanistica è quantomeno sospetto: la perizia dell’asta, infatti, certificava terreni agricoli con solo una piccola parte in zona ASI. In base agli atti a mia disposizione e consultati, resta da chiarire come tali terreni siano divenuti industriali.
E questo nipote, descritto come un povero operaio sprovveduto, si sta rivelando invece un imprenditore “illuminato”, capace di creare operazioni immobiliari che moltiplicano magicamente i capitali. Non una, ma due volte in pochissimo tempo, con terreni comprati da un governatore svizzero a sua detta.
E non è ancora chiara neppure la provenienza dei primi 50.000 euro che gli hanno permesso di iniziare questa scalata speculativa.
Invece di chiarire o chiedere scusa, il sindaco ha buttato tutto in caciara. Ha continuato a mentire, a deviare il discorso. Prima con le solite bugie: “Tari zero” e “impatto zero”, come se un impianto di trattamento rifiuti fosse una macchina di zucchero filato. Poi, non avendo più argomenti né documenti per controbattere, è sceso al livello più basso: ha infangato persone oneste, ha permesso che venissero fatte illazioni e persino insulti da parte dei suoi sostenitori a diverse famiglie. Perfino il vicesindaco, in una diretta da dimenticare, si è reso protagonista di uno show vergognoso. Questo comportamento è inaccettabile.
In tutta questa vicenda, il sindaco Carta ha dimostrato di essere inadeguato al ruolo, di avere ripetutamente fornito versioni non veritiere e di avere mantenuto un atteggiamento non consono al decoro istituzionale.
È per questo che, se gli resta un briciolo di dignità, oggi dovrebbe fare ciò che ha promesso in diretta: dimettersi! Liberi Melilli da questa pesantezza che ormai è diventata insopportabile.
Se non lo farà, avrà perso l’ennesima occasione per dimostrare coerenza e rispetto dei cittadini.
E resterà soltanto l’immagine di un sindaco che ha tradito la fiducia del suo popolo con bugie e conflitti di interesse.
Smascherato il Sistema Carta
Conflitti di interesse, pressioni politiche e gestione opaca: un sistema che mina la fiducia dei cittadini
La battaglia per la verità, la giustizia e la legalità a Melilli segna oggi un passaggio decisivo.
Sono ormai troppi gli elementi che compongono un quadro inquietante di gestione opaca e conflittuale da parte dell’amministrazione in carica.
Abbiamo già depositato presso ANAC e Corte dei Conti segnalazioni dettagliate riguardo la società partecipata Melilli Servizi S.r.l. (MESER), che evidenziano anomalie e possibili violazioni di legge.
A ciò si aggiunge la delibera sul TMB n. 24 del gennaio 2025, dove viene approvato il piano particellare di esproprio: su 19 ettari, ben 14 appartengono al nipote del sindaco Carta e al fratello dell’assessore Caruso. L’atto presenta vizi sostanziali e incongruenze gravi, con l’indicazione di soggetti diversi dai reali proprietari, ed evidenti distorsioni e mancanza di trasparenza.
Non meno rilevanti sembrerebbero le irregolarità nei concorsi pubblici, come quello dei vigili urbani, già salito alle cronache per anomalie e ricorsi. A questo si somma una lunga catena di assunzioni di mogli, fratelli, nipoti e parenti di consiglieri, amministratori e politici di tutta la provincia, documentabili con atti, oltre alle numerose segnalazioni ricevute – anonime e non – soprattutto nelle ultime settimane.
Segnalazioni che, pur non potendo essere divulgate integralmente, raccontano con precisione la rete di interessi, connivenze e favoritismi che ha stravolto il principio di imparzialità, meritocrazia e legalità. E anche io ho riscontrato diverse verità.
Un sistema che va oltre Melilli Il Sistema Carta non si ferma entro i confini comunali.
Accanto all’amministrazione guidata da Carta agiscono responsabili di settore che nel tempo hanno ricoperto incarichi strategici non solo a Melilli, ma anche in altri comuni.
Un gruppo ristretto, legato da rapporti di fedeltà e interessi comuni, collocato in posizioni decisive e capace di muoversi come un unico blocco.
Non siamo di fronte a semplici coincidenze o collaborazioni istituzionali: emerge il profilo di una rete organizzata e stabile, che si estende oltre il territorio comunale.
Un disegno che porta a pensare non più a singoli episodi, ma a un vero e proprio sistema strutturato con un centro di comando riconducibile a Carta.


Sprechi, immobili e gestione del potere A tutto ciò si aggiunge una gestione delle risorse che definire discutibile è un eufemismo:
• contratti di affitto stipulati senza analisi dei costi e benefici
• iniziative avviate solo sulla carta, prive di reali coperture finanziarie
• annunci programmatici mai tradotti in atti esecutivi
• piani presentati alla cittadinanza senza un percorso concreto di realizzazione
• patrimonio immobiliare acquisito e lasciato in stato di abbandono
• distribuzione di prebende che hanno trasformato il Comune in un bancomat di consenso.
È un sistema chiuso e autoreferenziale, che non guarda all’interesse collettivo ma alla conservazione del potere personale e politico, calpestando ogni principio di giustizia ed equità.
Un clima intimidatorio Il quadro politico a Melilli è degenerato.
Cittadini che dichiarano di avere paura perfino a mettere un “mi piace” a un post.
Amministratori che rispondono non con chiarimenti, ma con toni minacciosi e illazioni nelle dirette social, interviste e addirittura in consiglio comunale (basta vedere le registrazioni).
Un clima di arroganza, cattiveria e presunzione che nulla ha a che fare con una normale dialettica democratica, né con il rispetto della legalità.
Operazione Muddica e millantate coperture Non si può dimenticare che già all’inizio della prima legislatura il sindaco Carta è stato all’epoca citato nelle cronache in relazione all’operazione Muddica, con arresti e inchieste che hanno interessato vari soggetti. E poi il silenzio.
Io ho piena fiducia nella giustizia: so che è lenta, ma so che arriva.
La cosa più grave, però, è che da più parti si mormora di presunte coperture a livello regionale e nazionale, lasciando intendere che il sindaco si consideri protetto. Se tali circostanze trovassero conferma, rappresenterebbero una ferita profonda per la democrazia. Tuttavia, conoscendo il sindaco, non è da escludere che si tratti semplicemente dell’ennesima millanteria o di un’altra bugia, utile solo a rafforzare il suo racconto.
L’appello alla Procura
Tutto questo non è normale.
Non parliamo di coincidenze né di sviste burocratiche: siamo di fronte a un sistema costruito, un ingranaggio che serve a pochi e pesa su tutti i cittadini.
Un meccanismo che mina la fiducia nelle istituzioni e lascia fuori le persone oneste e meritevoli, private perfino del diritto di partecipare ai bandi e ai concorsi.
Per questo motivo rivolgiamo un appello formale alla Procura della Repubblica e agli organi inquirenti: è il momento di accendere un faro su questa vicenda.
Gli elementi raccolti – atti ufficiali, delibere, segnalazioni già trasmesse a Corte dei conti e ANAC, messaggi e testimonianze – compongono un mosaico che non può più essere ignorato.
È in gioco non solo la verità, ma la tutela stessa della giustizia e della legalità nel nostro territorio.
La dichiarazione finale
È arrivato il momento di fare chiarezza. È arrivato il momento di scoperchiare definitivamente il Sistema Carta. Di fronte a questo castello di opacità e interessi, chiediamo giustizia e trasparenza.
Perché la verità non si nasconde, e i cittadini meritano risposte, meritano giustizia, meritano legalità.
Ho iniziato questo percorso poco più di un anno fa, semplicemente chiedendo informazioni e sollecitando la pubblicazione di atti che rimanevano chiusi nei cassetti.
Non potevo accettare una mancanza di trasparenza così totale, soprattutto in riferimento alla MESER. Strada facendo, quando ho iniziato a pubblicare e ad affrontare apertamente queste tematiche anche sui social, ho riscontrato subito una sensibilità crescente: giorno dopo giorno si sono aggregati tanti amici, non solo online ma anche in maniera concreta, aiutandomi a raccogliere informazioni e a gestire questa battaglia.
Per questo oggi sento di dover dire grazie.
Grazie a tutti gli amici che mi hanno seguito e supportato, agli amici vecchi e nuovi che hanno iniziato a sostenerci in questo percorso. Un ringraziamento speciale va alla mia famiglia, che ha vissuto con me momenti di forte tensione. In particolar modo a mia moglie, che ha dovuto sopportare pressioni emotive difficili, e ai miei familiari, ai quali devo porgere le mie scuse: sono stati ingiuriati con illazioni e bugie, perché chi non aveva più argomenti ha cercato di infangare inventando l’ennesima menzogna invece di affrontare la verità.
Molti di voi mi stanno chiedendo: ma come andrà a finire?
La verità è che non possiamo aspettarci risultati immediati. Sono processi lenti, complessi, ma inevitabili.
Quello che vi chiedo oggi è di restarmi vicino, di continuare a sostenermi in questo cammino.
Non è una battaglia personale, è la battaglia di tutti noi. Noi non ci fermeremo, perché non ci possono fermare. Perché abbiamo dalla nostra parte il coraggio della verità.
E alla fine, ciò che prevarrà sarà soltanto una cosa: legalità e giustizia.
Antonio Annino
Cittadino ed ex consigliere comunale di Melilli

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