Aretusacque. Una partenza “confusa” ma di certo ci sono i compensi per gli organi statutari

Acque ferme in Aretusacque, ma chissà qual è il ribollio profondo. Al momento i cittadini, in attesa di metter mano al portafoglio perché se c’è un dato che si può affermare con assoluta certezza è che per la maggior parte dei siracusani, soprattutto della provincia, le tariffe aumenteranno, non possono che accontentarsi delle indicazioni programmatiche del presidente del Consiglio di Sorveglianza della società mista Giuseppe Assenza.

Parole che grondano ottimismo e fiducia nel futuro: oltre alla ‘volontà di dialogare’ con i sindaci di tutti i 19 comuni (come non si è fatto al momento della nomina dei componenti del Consiglio) “per rappresentare e tutelare gli interessi di tutti i cittadini”, Assenza ha indicato gli immediati obiettivi:

  • l’intervento sulla rete ‘vetusta’ che il socio privato Acea si è impegnato a risanare per contrastare una dispersione idrica stimata al 68% e “migliorare così la qualità dell’acquaentro due anni (!);
  • l’ammodernamento degli impianti di depurazione una volta che sia avvenuta la consegna dagli attuali gestori: “entro fine anno” auspica il presidente.

Risanare la rete idrica in due anni” – non sappiamo se Assenza pensasse ‘solo’ ai 2000 km di acquedotti o anche ai 1300 di condutture fognarie – a noi sembra una boutade, anche perché già sappiamo che la priorità della Società sarà quella di dotare ogni utenza di contatori affinché il servizio sia a carico di tutti: questo il primo costo per le famiglie. E poi l’obiettivo è ambizioso, richiede molto tempo e soprattutto investimenti, quelli che in genere si promettono ma non si fanno, o si fanno solo per quanto strettamente indispensabile.

E irrealizzabile anche l’intenzione di portare i reflui dal depuratore di Canalicchio all’Ias per eliminarne lo sversamento nel Porto Grande. “Se ci sono le condizioni per poterlo fare, speriamo di riuscirci nei primi due anni (!) previo accordo con chi oggi gestisce l’impianto Ias” ha dichiarato Assenza mostrando di non sapere che il progetto non è stato inserito nel capitolato di gara e dovrà quindi semmai avere altro e più complesso iter.

Intanto la volontà dei Comuni sarebbe quella di batter cassa a Palermo: “Valutiamo la possibilità di ottenere risorse dalla Regione per non appesantire i costi per la società, per i cittadini” afferma Assenza convinto di poter garantire “economie e risparmi” per tutti, guardandosi bene dal fare riferimento ai 366 milioni di euro di investimenti che il socio privato dovrebbe programmare come anticipazione di cassa in attesa di riprenderli attraverso le tariffe con interessi al 7%.

L’unico dato reale nel processo iniziato è invece quello relativo ai compensi decisi per gli organi statutari della nuova Società e per ora, attraverso la comparazione possibile con le informazioni che è possibile reperire in rete, risulta che in questo, tra Consiglio di Gestione (di nomina del socio privato) e Consiglio di Sorveglianza (nominati dai Comuni, in questo caso 16 su 19, il 77% delle quote), Siracusa già si distingue.

I compensi stabiliti nel corso dell’ultima assemblea – il cui verbale non è stato ancora messo online: un segnale della trasparenza che si intende dare alle attività di Aretusacque? – pare siano i più cari.Mezzo milione di euro? Quanto altrove!” chiosa l’ineffabile Assenza.

    

88mila euro al Presidente del Consiglio di Gestione (che è anche presidente della società) ing. Roberto Cocozza e 28mila euro agli altri due componenti, avv. Carolina Sampaoli e Piero Palermo (importi da intendersi al lordo e stabiliti dal socio privato); 40mila al Presidente del Consiglio di Sorveglianza Giuseppe Assenza e 35mila euro a ciascuno dei 4 componenti (Massimo Carrubba, Marco Cannarella, Francesco Favi, Ivana Rabito) come deciso dal socio pubblico, cioè dai sindaci. Somme a cui si aggiungeranno “i rimborsi delle spese sostenute per ragione del loro ufficio” e vedremo quali e quante saranno.

Per quanto poi riguarda il soggetto incaricato del controllo contabile, nella impossibilità di visionare il verbale dell’assemblea del 28 luglio scorso, non abbiamo informazioni certe ma il compenso dovrebbe essere pari a 35mila euro per ciascuno dei due professionisti nominati.

Quindi, non siamo neanche partiti e già sappiamo che attraverso le nostre bollette pagheremo di base circa 400mila euro per un impegno sicuramente non dello stesso peso per ciascuno dei ‘nominati’ perché per alcuni basterà forse solo presentarsi alle riunioni. Costi quanto meno dimezzati invece nelle società in house che per lo più hanno, quali organi statutari, soltanto consiglio di amministrazione, collegio sindacale, revisori dei conti. Ma dal momento che la scelta della società mista (che non è una società pubblica come qualcuno dichiara artatamente) è stata condivisa anche dai sindaci oggi più recalcitranti e critici sui compensi ‘eccessivi’ c’è poco da recriminare e vedremo, quando saranno a disposizione tutte le informazioni sulle altre società miste in Sicilia, cosa ci dirà il confronto.

Quale altra certezza hanno i cittadini/sudditi oltre all’entità dei compensi dovuti? A leggere le dichiarazioni pubbliche di sindaci e politici, quella che la scelta dei componenti dell’organo che dovrebbe esercitare funzioni di controllo e vigilanza sulla gestione del servizio (il Consiglio di Sorveglianza nominato dai sindaci in assemblea) è stata dettata da ‘criteri’ meramente politici, di appartenenza a partiti e schieramenti. Di competenze specifiche non sembra ci sia nemmeno una fievole parvenza.

Che poi il socio privato di Aretusacque sia Acea Molise non è che possa tranquillizzare. Abbiamo sentito innumerevoli volte la storiella degli interventi sulla rete idrica come priorità dei gestori. In realtà gli aumenti in tariffa che dovrebbero sostenere il “risanamento” della rete idrica e fognaria si traducono in genere solo in utili per i privati. Buona parte delle risorse che dovrebbero essere investite nelle opere restano al palo mentre gli azionisti intascano cedole milionarie e a riprova basta guardare le quotazioni in borsa del gruppo Acea, proprietario di Acea Molise.

foto copertina Giuseppe Assenza (da web)

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti