L’INDAGINE DI ORTIGIA CITTADINANZA RESISTENTE: UNO SPRONE A FAR MEGLIO

C’è stato un tempo, circa un a decina di anni fa, in cui il presidente della Confesercenti Provinciale di Siracusa Arturo Linguanti si era prefisso, tra i tanti nell’impegno di sviluppo del territorio, un particolare obiettivo: quello di migliorare l’immagine degli esercizi commerciali, non solo di quelli della ristorazione, assegnando loro una sorta di ‘marchio di qualità’, un ‘bollino blu’ diceva. Uno sprone a far meglio, a raggiungere più alti livelli di professionalità e qualità del servizio per esempio nell’accoglienza e attenzione al cliente, nella scelta di un personale qualificato (gentilezza, disponibilità, conoscenza almeno dell’inglese pur se di base, indicava sommariamente), nell’accurata gestione dell’esercizio commerciale, e via dicendo.

Una proposta non nuovissima certo, molti gli esempi in altre città, ma a Siracusa di scarsa presa, per nulla condivisa.

In qualche modo ci riprova ora il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente che dopo un’analisi sui prezzi che ha evidenziato differenze tariffarie tra il quartiere di Ortigia e gli altri quartieri di Siracusa fino al 50% a parità di prodotto e caratteristiche dell’esercente, ha fatto un’indagine sui bar preferiti dai propri iscritti, per lo più residenti nell’isolotto. Obiettivo: sulla scorta della personale esperienza segnalare i locali preferiti in base a quattro criteri fondamentali:

  • rapporto qualità-prezzo;
  • attenzione al servizio;
  • trasparenza dei prezzi;
  • rispetto degli spazi pubblici.

Un’iniziativa che non ha raccolto unanimi consensi, come facilmente comprensibile, e le critiche, mosse dalla preoccupazione della possibile ingiusta penalizzazione di alcuni esercizi, si sono centrate sulla legittimità del Comitato ad effettuare tale analisi e sulla oggettività della stessa.

Da parte nostra non c’è alcuna volontà di discriminazione, di bollare negativamente gli esercizi non segnalati dai 70 membri del comitato che hanno partecipato esprimendo fino a 3 preferenze – chiarisce il portavoce Davide Biondini -. Né abbiamo condotto una valutazione specialistica paragonabile alle società di rating gastronomico. Abbiamo solo raccolto le voci dal basso, le preferenze dei cittadini che vivono e frequentano Ortigia ogni giorno e che operano ovviamente delle scelte determinate sicuramente dai propri standard di qualità, sui quali abbiamo naturalmente riscontrato delle convergenze”.

“Un’operazione che rischia di rimanere fine a se stessa e di produrre più danni che benefici, anche alla stessa immagine del Comitato, se non correttamente finalizzata” osserviamo.

La nostra iniziativa – risponde il portavoce Davide Biondini – ha uno scopo preciso e tutt’altro che effimero: contribuire, con strumenti civici e partecipativi, a rappresentare il punto di vista di chi Ortigia la vive ogni giorno, non da turista, ma da residente. Il Comitato non cerca il consenso facile, né tantomeno vuole sostituirsi agli enti di valutazione professionale. Ma intende continuare a rappresentare, in modo trasparente e documentato, quella relazione affettiva e pragmatica che lega chi frequenta il centro storico al proprio territorio. Relazione che si alimenta anche attraverso la denuncia dei disservizi quotidiani, come per esempio la gestione disastrosa dei bagni pubblici, la spazzatura abbandonata per le strade a ogni ora del giorno, il caos dei parcheggi nella zona Talete, o la totale sproporzione tra pass ZTL rilasciati e stalli effettivamente disponibili”.

«L’analisi dei prezzi su un paniere omogeneo di beni – prosegue – ha mostrato, con scontrini alla mano, differenze sino al 50% di prezzo tra gli esercizi di Ortigia e del resto della città. Una distorsione che, sommata alle difficoltà di accesso e sosta, scoraggia la frequentazione del centro storico anche da parte degli stessi siracusani. Ma è possibile che non si riesca a capire che la cittadinanza, con un livello di retribuzioni stagnante da anni, ha ormai perso buona parte del proprio potere d’acquisto? E che proprio a Siracusa, secondo le rilevazioni 2025, si registra uno dei tassi di inflazione più alti d’Italia, con un tendenziale al +2,5%?”

«Il nostro obiettivo – ribadisce – è promuovere una qualità diffusa, non elitaria: un modello che premi la professionalità, la trasparenza, il rispetto dello spazio pubblico. Anche una semplice indagine, condotta su base statistica tra 70 residenti, può fornire indicazioni utili su comportamenti virtuosi, che meritano di essere riconosciuti. Questo non significa voler ‘bocciare’ chi non è stato segnalato, ma offrire un’occasione di riflessione e di miglioramento per l’intero settore. Perché – piaccia o no – nel comparto ristorativo e della somministrazione, esistono criticità evidenti quotidianamente segnalati da tutti i cittadini”.

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