I giovani democratici aprono a incontri su ambiente, salute, emergenze, prevenzione

Col titolo “dalle emergenze alla politica: imparare dal caso Ecomac” lunedì 4 agosto nella sede dei giovani democratici di Siracusa si è aperto il primo di un ciclo di incontri pubblici. Il ciclo sarà focalizzato su temi ambientali, salute pubblica, prevenzione industriale e gestione delle emergenze. L’obiettivo dichiarato è costruire un’agenda politica centrata sulla tutela del territorio. L’evento ha visto la partecipazione significativa di giovani, ma anche di adulti. Dopo l’introduzione di Luca Santoro, segretario dei GD di Siracusa, Giusy Genovesi, responsabile ambiente del PD, ha esposto la sua esperienza nella stesura del piano di prevenzione e protezione civile di Siracusa durante il suo mandato come consigliera comunale.

Ha sottolineato che il piano, pur essendo completo nell’affrontare tanti eventi, tra quello sismico, industriale, idrogeologico, ecc. non è mai stato pienamente attuato. La responsabile del Pd ha evidenziato come esempio la vulnerabilità di Ortigia, dove migliaia di turisti riempiono il piccolo isolotto inconsapevoli dei rischi sismici in cui potrebbero trovarsi in caso di emergenza sbarrati da ristoranti e bar nei vicoli.

Entrando nel merito dell’Ecomac Giusy Genovesi ha criticato le decisioni del sindaco Italia, affermando che, come primo cittadino, avrebbe dovuto adottare misure più incisive per garantire la sicurezza di una città di 110mila abitanti. Invece Italia ha dato le stesse disposizioni che venivano utilizzate fin dall’inizio della nascita della zona industriale: “chiudete le finestre e non uscite”, senza fermare eventi come quello che si svolgeva al teatro greco.

Pippo Ansaldi, ex Presidente IAS, ha trattato del ruolo cruciale dell’ARPA, lamentando la sua riduzione di organico a causa di decisioni, dichiarate da lui, poco chiare. Ha anche evidenziato gli ostacoli nelle analisi degli inquinanti, che vengono effettuate a Palermo ritardandone la comunicazione. Ma ha affermato che, nonostante tutto, la situazione è sotto controllo, anche nel porto di Siracusa per lo sversamento delle acque del depuratore cittadino che risultano adeguate alla norma.

L’architetto Patti ha iniziato sollevando una domanda: l’attuale modello industriale è compatibile con il territorio siracusano? Ha ricordato di aver presentato insieme ai Verdi italiani un dossier presso la Comunità Europea per la richiesta di messa in infrazione dell’Italia per il mancato monitoraggio della qualità dell’aria del SIN di Siracusa, dossier che nasceva anche dalla risposta che diede loro l’ARPA per iscritto sulla scarsa dotazione di centraline di rilevamento. In seguito a quella comunicazione l’UE apri un’istruttoria ancora in itinere!

Allora il gruppo volle continuare depositando il dossier alla Procura della Repubblica di Siracusa da ciò ne segui il sequestro di quattro impianti industriali che accesero i riflettori sulla questione industriale.

Dopo quel sequestro si volle chiedere più volte alla Confindustria, insieme alle associazioni ambientaliste, di farsi portavoce di una campagna di trasparenza nella comunicazione dei dati inerenti l’inquinamento prodotto senza risultati, infine le conclusioni dell’indagine sull’IAS che anziché fare il suo compito inquina da decine e a cui nessuno dei responsabili anche se a conoscenza aveva posto rimedio, li lasciò basiti.

Eventi come l’Ecomac – ha continuato l’ambientalista – ci parlano della fragilità del sistema di prevenzione e controllo ambientale. Viviamo solo di reazioni tardive, ha esordito Patti. L’Ecomac è stata sotto sequestro giudiziario dopo il 2018, ha ottenuto diverse agevolazioni dalla regione circa l’ampliamento della capacità della propria piattaforma l’ultima è stata nel 2023 e oggi ci troviamo in questa situazione. Inoltre, non esiste solo il caso Ecomac qui in Sicilia, perché è prassi lavorare in emergenza. Siamo pieni di protocolli e di norme come la direttiva Seveso è per questo che dovremmo chiedere più trasparenza conoscere in tempo reale le vari fasi del monitoraggio, da chi lo effettua ogni quanto tempo, se i controlli sono a campione.

In ogni caso è ridicolo che il sindaco di Melilli deputato regionale e presidente della Commissione Ambiente regionale conferisca un incarico, con determina dirigenziale n. 2692 del 11 luglio 2025 per 4.900 euro più iva, di monitoraggio ad un laboratorio di fiducia per investigare su suolo e acqua al fine di “confrontare i dati” con quelli ufficiali.

Ciò fa comprendere come si è al paradosso politico amministrativo. Come si può costruire un nuovo equilibrio tra città, industria e salute pubblica? Importanti nella prevenzione sono i piani regolatori e sul nostro territorio i piani regolatori hanno miseramente fallito, ha denunciato Patti. Basti pensare allo sviluppo di Siracusa previsto dal PRG del 2007 con l’espansione a Nord assolutamente errata, ma che si è realizzata.

Secondo gli attuali piani di protezione civile l’evacuazione della città in caso di terremoto è verso SUD con migliaia di cittadini che dovrebbero attraversare la città per mettersi in salvo da un incidente rilevante in zona industriale.

Modificare questo assetto urbanistico sarà un problema. Ma già con la localizzazione del nuovo ospedale si è dato dimostrazione di una buona collaborazione tra i territori interessati.

S’è aperto infine un dibattito con molti interventi puntati a un diverso operare politico e programmatico da parte del Pd su questo specifico argomento.

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica passa attraverso incontri costruttivi e coinvolgenti come questo ha concluso il segretario dei giovani democratici.

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