ACQUA AD AVOLA: CHI DOVEVA CAMBIARE LE COSE E NON L’HA MAI FATTO!

Riceviamo dal Movimento 5 Stelle di Avola:
Ad Avola, per oltre un decennio, l’acqua si è pagata a forfait: una cifra uguale per tutti, senza alcuna distinzione tra chi consuma poco e chi consuma molto.
Un sistema iniquo, che non premia il risparmio idrico e impone a tutti lo stesso costo, qualunque sia il consumo effettivo.
Eppure, già dal 2006, il Decreto Legislativo 152 – il cosiddetto Testo Unico dell’Ambiente – impone ai Comuni di dotare ogni utenza di un contatore per misurare i consumi reali.
Anche le amministrazioni Cannata, che hanno gestito direttamente il servizio idrico, avrebbero dovuto adeguarsi.
Non lo hanno mai fatto.
Solo nel 2021, dopo oltre dieci anni di amministrazione Cannata, il Comune ha avviato un progetto sperimentale: la fornitura di trecento contatori idrici a carico del Comune e l’installazione a carico dei cittadini (spesa prevista: 43.900 euro + IVA).
Il progetto è miseramente fallito. Persino chi aveva installato i contatori ha continuato a ricevere fatture calcolate a forfait.
Nel 2024, l’amministrazione ha ufficialmente chiuso l’esperimento.
Oggi, con una sorprendente disinvoltura, l’onorevole e consigliere comunale Luca Cannata dichiara di “esigere i contatori dalla nuova società”.
Lo fa rispondendo ai cittadini sui social, cercando di scaricare ogni responsabilità su altri.
Eppure, chi ha amministrato per dieci anni senza avviare un percorso serio per introdurre la misurazione dei consumi, oggi non può atteggiarsi a difensore dell’acqua pubblica. È singolare, per non dire paradossale.
Non possiamo che concordare con l’attuale sindaca Rossana Cannata quando afferma che “Avola merita un servizio migliore”.
Ma aggiungiamo: certamente migliore di quello offerto agli avolesi in tutti questi anni di amministrazione Cannata.
È interessante leggere anche che l’amministrazione si sarebbe dissociata dalla nascita della nuova società mista Aretusacque, definita “opaca, irregolare, fondata su intrighi politici e scelte non condivise”.
Corre però l’obbligo di ricordare alla sindaca Cannata che era presente alla seduta del Consiglio comunale del 10 maggio 2023, in cui è stata approvata – con voto unanime dei 20 consiglieri presenti incluso on. Cannata – la proposta di “Adesione alla costituenda società a partecipazione pubblica-privata Aretusacque S.p.A. per la gestione del servizio idrico integrato dell’ATO Siracusa” (Delibera C.C. n. 17 del 10.05.2023).
All’on. consigliere comunale Luca Cannata, invece, è bene rammentare le sue stesse dichiarazioni in quell’occasione:
“Noi abbiamo detto tutti in campagna elettorale (…) eravamo tutti concordi nel fare in modo che questa città dovesse dotarsi di nuove tubazioni, di avere nuove tecnologie, di ricercare con l’ATI idrico provinciale subito strumenti nuovi”
(Seduta del Consiglio Comunale del 10.05.2023)
E oggi?
Oggi arriva l’indignazione, solo perché il potere sfugge di mano.
Il cambio di atteggiamento degli esponenti locali di Fratelli d’Italia non sembra ispirato da una rinnovata attenzione per i diritti dei cittadini, per una difesa dell’acqua pubblica o per la qualità del servizio idrico ed i relativi costi delle bollette quanto piuttosto dalla frustrazione di essere stati esclusi dai giochi di potere in provincia.
Chi ha mantenuto ad Avola per tredici anni una gestione deficitaria del servizio idrico e un sistema tariffario a forfait iniquo, ora cerca di accreditarsi come paladino della trasparenza e dell’acqua pubblica.
Come dimenticare, del resto, i conti correnti e i libretti di risparmio pignorati agli avolesi, soprattutto ai più fragili?
Il Movimento 5 Stelle è sempre stato coerente nel difendere l’acqua pubblica, le famiglie, le tariffe eque e gli investimenti nelle reti.
I fondi del PNRR, fortemente voluti dal Presidente Giuseppe Conte, sono pensati anche per questo: per migliorare le infrastrutture idriche e salvaguardare l’acqua come bene pubblico.
Lo stesso non si può dire né di Carta, né di Gennuso, e tanto meno dei Cannata.
Non lasciamoci ingannare da chi ha avuto il potere di cambiare le cose e non l’ha mai fatto.
Oggi versa lacrime di coccodrillo, ma non per l’acqua: per la poltrona.
M5S AVOLA

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