LA SICILIA ARROSTISCE IL SUO TERRITORIO NELL’INDIFFERENZA TOTALE

POMPIERI E AMBULANZE COME SOTTOFONDO, ELICOTTERI E CANADAIR IN AZIONE TUTTI I GIORNI.

Un tempo si incendiava solo in estate, ora, non sappiamo sia per nostalgia o che altro di peggio, si incendia da Capodanno a San Silvestro.

Siamo la regione più bruciata d’Europa. Centinaia di focolai appiccati ad arte ogni giorno nelle condizioni meteo favorevoli. Sembra la pampa argentina dove gli incendi servono a rinnovare i pascoli. Ma qui la pampa non c’è, ci sta piuttosto un territorio che ha perso gran parte del suo patrimonio vegetale già da secoli, che ha perso i suoi boschi spontanei e che sta erodendo scientificamente quel po’ che ne rimane.

Facilitati da una desertificazione ormai francamente visibile dai satelliti, le condizioni climatiche abnormi e progressive in tempi brevi forniscono materiale secco in abbondanza. A qualcuno questa condizione apporta vantaggi per far denaro facile senza l’impegno economico di acquistare mangimi per le bestie. Se piovesse come secoli fa avremmo pascoli abbondanti, ma quasi non piove più in Sicilia. Prevale il colore giallo e marrone se si osservano le immagini satellitari. Anche in autunno e in inverno.

Meno alberi, meno arbusti e minori precipitazioni sono fenomeni che si concatenano in una spirale che già ha strozzato la vita vegetale e animale nella regione.

Le province più colpite sono Siracusa e Ragusa per le temperature, gli incendi, la scarsità di precipitazioni. Non stanno meglio tutte le altre province.

Scomparsi da tempo sorgive, ruscelli, torrenti. Nei fenomeni estremi metereologici non è rara la comparsa improvvisa e pericolosa di masse d’acqua che travolgono tutto quello che incontrano in luoghi dove si era perso il ricordo storico di fiumare o torrenti.

Con la rassegnazione tipica di un popolo che ha già vissuto tragedie millenarie sembra che nessuno si stia realmente preoccupando della mancanza di acqua in buona parte dell’isola. Non è difficile prevedere che questa sarà una bomba sociologica e ambientale imminente.

Non è considerato importante ridurre l’impatto del calore urbano amplificato dalle enormi superfici a cemento armato ed asfalto che irradiano di notte il calore assorbito. Non si provvede da tempo immemorabile a piantare quanti più alberi possibile in una città come Siracusa che già è ampiamente accusata di non avere verde urbano e le cui riserve di acqua potabile ad uso umano e agricolo sono sotto il minimo possibile.

Cosa si aspetta ad adeguare la raccolta delle acque meteoriche affinché nulla vada perduto delle già esigue piogge? Non si potrà più fare agricoltura con lo spreco di acqua a cui eravamo assuefatti. Non potremmo perdere le acque reflue in mare, bisognerà depurare veramente e riciclare l’acqua dolce per irrigare.

Abbiamo la netta impressione che tutte queste cose avrebbero dovuto essere preparate e realizzate da tempo. Invece assistiamo ad un silenzio del governo regionale sul dramma degli incendi, a spese enormi per lo spegnimento con mezzi aerei, non vediamo arresti di cosiddetti piromani (che sono criminali affiliati e protetti da sistemi mafiosi ben rodati e potentissimi). Persino la Forestale siciliana, come se non avesse il record mondiale di incendi dolosi, si arrischia a fare spot a pagamento sui social facendosi pubblicità sul contrasto agli incendi.

Capisco che i siciliani bevono acqua minerale ma la doccia la vediamo molto a rischio da tempo.

Godiamo di una autonomia regionale che ci mette fuori da ogni speranza di disarcionare certe cricche colluse abituate a raccontare fatti che non esistono e a nascondere il sole con le dita. La decenza non ha mai avuto residenza in Sicilia e la democrazia è stata il regalo peggiore che ci potessero fare. La abbiamo stuprata e snaturata subito.

 

 

 

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