Nel 2024 il sì del Comune di Palazzolo a una stazione elettrica di Terna: a rischio le necropoli bizantine

L’altr’anno, sui media, sono stati magnificati gli accordi tra la Regione Siciliana e Terna, società che gestisce la Rete elettrica di trasmissione nazionale, atti a “migliorare la programmazione e la localizzazione di nuove infrastrutture elettriche nel territorio, nonché accelerare le opere del Piano di Sviluppo 2023 – 2032 necessarie al raggiungimento degli obiettivi indicati nel Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR)”.

Con i 3,2 miliardi di investimenti sul territorio regionale, la Sicilia sarebbe al primo posto tra quelle con maggiori investimenti all’interno del complessivo programma varato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con collegamenti sottomarini tra cui quello con la Tunisia (Elmed).

Obiettivo esaltato dal governatore Schifani e dal suo assessore all’energia Di Mauro (prima di essere travolto da un’inchiesta giudiziaria che lo vede indagato dalla Procura di Agrigento per associazione per delinquere, truffa nelle pubbliche forniture e turbata libertà degli incanti), quello di rendere la Sicilia “un naturale hub energetico nazionale e raggiungere nel 2030 i 10,38 gigawatt di potenza complessiva installata per le fonti rinnovabili.

Oltre alle grandi infrastrutture (due elettrodotti e il collegamento marino tra i nodi di Priolo e Rossano Calabro) e i mega impianti di fonti alternative, interessa da vicino il nostro territorio “il riassetto della rete elettrica nel Siracusano e nel Catanese”, tutto presentato in maniera rassicurante anche se spesso con dati incoerenti: eliminati chilometri di linee aeree e/o ettari di territorio (la cui quantificazione nella stessa provincia cambia a seconda delle fonti giornalistiche) liberati da inestetici pali e tralicci grazie alle “nuove linee sottomarine o interrate che garantiranno una significativa riduzione degli impatti paesaggistici e ambientali”; l’impegno sottoscritto da Terna “a garantire un continuo allineamento sulle attività previste, per limitare al massimo gli impatti che i cantieri avranno sulle comunità locali”; promesse opere di riqualificazione territoriale e ambientale di interesse collettivo ‘a compensazione’ (come ad esempio i preannunziati 5 mln di euro, uno di Terna e 4 della Regione, per il Parco Archeologico di Selinunte e altri centinaia di migliaia di euro per alcuni comuni).

Ma poi la deformante propaganda si misura necessariamente con la realtà dei fatti e tutto diventa più chiaro, come insegna quanto sta accadendo nel Comune di Palazzolo e che ha la sua origine però esattamente un anno fa. Era infatti il 13 giugno 2024 quando il Consiglio Comunale di Palazzolo diede il proprio benestare alla costruzione di una stazione elettrica da 380 kV a 150 kV proprio nell’ambito del PEARS 2030, il Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana.

Esiziale per il territorio quella decisione che, per la sua rilevanza, in Consiglio Comunale avrebbe richiesto una discussione seria e approfondita e non l’approssimazione con cui venne invece gestita a partire dalle informazioni decisamente fuorvianti fornite, tali da poter consentire allora, a nostro avviso, l’impugnazione della delibera favorevole al progetto Terna.

Nel presentare infatti in maniera estremamente stringata la proposta – già condivisa dai consiglieri di maggioranza ‘durante i lavori’ nella terza commissione – il consigliere Spada, come risulta dal verbale della riunione, ‘chiarì’ che la stazione sarebbe stata costruita “in una zona disabitata in contrada Fondi”.

Un’osservazione del tutto ininfluente perché l’area di sei ettari – questa l’estensione necessaria alla realizzazione delle due cabine – un anno fa come oggi non è incolta, infestata da vegetazione spontanea e pertanto ‘disabitata’, bensì coltivata a seminativi persino di pregio. Un terreno agricolo, quindi, che come tale non può, non deve essere ‘abitato’ ma che piuttosto, come tale, è salvaguardato tanto da specifiche norme paesaggistiche quanto dalla stessa Regione Siciliana che, nello stilare le linee guida del PEARS, ha evidenziato in prima pagina la priorità della tutela del patrimonio paesaggistico, storico e artistico siciliano indicando quali luoghi dove installare impianti di grandi dimensioni “ad esempio, miniere dismesse opportunamente definite e mappate”.

E c’è anche altro che stupisce nello svolgimento di quel Consiglio comunale del 13 giugno.

In primis i tempi: il parere avrebbe dovuto essere formulato “entro 75 giorni dalla data del 9 aprile, pertanto entro il 24 giugno 2024” eppure si arrivò quasi alla scadenza, quasi si trattasse di normale amministrazione; e poi, altro fatto sconcertante, la decisione, incomprensibile, pilatesca, dei 4 consiglieri di minoranza di astenersi dopo aver comunicato “di aver effettuato un sopralluogo”.

Un ‘sopralluogo’ così inutile e inconcludente da non ‘scoprire’ che i terreni scelti da Terna non erano, non sono, semplicemente contigui bensì letteralmente contorniati da necropoli, una vastissima area archeologica di pregio assoluto. Camere sepolcrali, arcosoli, grottoni di abitazioni, carraie ecc, tutto minuziosamente studiato e censito negli anni da Agnello, Brea, Orsi; tutto analiticamente riportato nello studio dell’archeologa Laura Carracchia nel secondo volume degli Studi acrensi.

Eppure, e va detto, su quest’area di una bellezza quasi struggente nella sua fragilità di fronte all’ignoranza dei molti e agli interessi privati di parecchi non è mai stato posto alcun vincolo dalla Soprintendenza. Non sappiamo quale parere abbia espresso ora il massimo organismo di tutela del nostro patrimonio storico identitario ma se è stato favorevole va immediatamente revocato e ai sensi dell’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio va delimitata anche la fascia di rispetto.

Ultima considerazione. Il caso Palazzolo ammonisce a tenere gli occhi aperti sulle trasformazioni in atto del nostro territorio in nome delle magnifiche sorti e progressive dell’efficienza energetica e anche a pensare a forme di comunicazione più efficaci da parte della Pubblica Amministrazione: pretendere che i cittadini ogni mattina consultino l’albo pretorio per scoprire quali decisioni abbiano preso, in nome dell’intera comunità, consiglieri comunali, assessori, sindaco, i propri amministratori, i propri rappresentanti, è fuori da ogni logica.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti