L’attività politica di una comunità di uomini e donne iscritti al Partito democratico è disciplinata da un drappello di commissari, subcommissari, delegati del commissario. Più che di un partito, si ha l’idea di una “caserma” che impone regole e comportamenti, mettendosi sotto i piedi la democrazia partecipata.
Per circa due anni il Pd di Siracusa è stato governato dal “commissario” Antonio Nicita che a un certo punto è stato affiancato da un “subcommissario”, il dottor Giacomo D’Arrigo, della Federazione di Messina.
Per il congresso regionale è stato nominato commissario dalla segreteria nazionale del partito l’onorevole Nico Stumpo, il quale, a sua volta, ha nominato per la Federazione di Siracusa come suo delegato il presunto “subcommissario” D’Arrigo.
Quest’ultimo ha combinato un pasticcio nella gestione del congresso cittadino e ora, come se niente fosse, si serve di un comunicato stampa per dire che il voto online non è stato previsto dal nuovo regolamento regionale e che le vecchie regole, quelle che hanno consentito al congresso provinciale del 26 gennaio scorso di votare online, sono state superate. Ohibò. Ma il dottore D’Arrigo, al quale la memoria ogni tanto vacilla, dimentica che è stata proprio la Commissione per il congresso (Cpc), da lui presieduta, ad autorizzare il voto online?
Ma c’è di più. Il 29 maggio, cioè il giorno prima del congresso cittadino, il dottor D’Arrigo ricorda ai Giovani democratici (che avevano chiesto e ottenuto dalla Cpc di poter votare da remoto) che al voto online sono ammessi SOLO studenti e lavoratori fuori regione o anche chi è in sede e per motivi altri non può recarsi al seggio. L’indomani, il 30 giugno, al congresso votano oltre 550 iscritte e iscritti in presenza, tra cui il sottoscritto, e 59 online, tutti “ammessi” dalla Cpc e dal dottor D’Arrigo. Una bella pagina di democrazia e partecipazione.
A congresso concluso, il dottor D’Arrigo si “ricorda” del nuovo regolamento e insiste per invalidare il risultato congressuale, a dispetto delle più elementari regole democratiche.

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