Melilli, Missione Middletown. Cronaca di un viaggio molto partecipato, poco documentato

Una visita istituzionale presso la Città di Middletown (Connecticut U.S.A.) per rinnovare e rafforzare il gemellaggio che da anni unisce in maniera indissolubile la comunità melillese con quella della Città di Middletown“. Una ‘occasione’ – facilitata dalla novità del collegamento diretto quotidiano Catania New York attivo dal 22 maggio scorso – a cui sono stati invitati, tramite un avviso sulla pagina facebook del Comune già dal 10 marzo, “tutti i melillesi interessati“. “A spese proprie“, la precisazione.

Ad occuparsi dell’intera organizzazione del viaggio di 7 giorni – dalle informazioni sul costo dei biglietti (940 euro a persona) alla sistemazione in albergo (camera matrimoniale/tripla 146 € a notte) – viene incaricata la MESER, società in house del Comune, nata con finalità di supporto amministrativo (servizi pubblici locali, manutenzione del verde, assistenza disabili e informatizzazione), che si scopre così, tra una delibera e l’altra, anche tour operator (!).

Ma la decisione solleva più di una perplessità.

In primo luogo, non troviamo nello statuto della Melilli Servizi – per quanto si possa consultare – alcuna indicazione per un’attività assimilabile a quella di agenzia viaggi, né risulta che siano stati chiariti pubblicamente i criteri con cui la società avrebbe maturato competenze operative per gestire biglietteria aerea, ospitalità e logistica internazionale.

In secondo luogo, la scarsità di documentazione disponibile ad oggi sul sito istituzionale rende difficile una valutazione trasparente dell’opportunità e dei costi dell’operazione: prima un accredito di 65mila euro con delibera di Giunta n.132 del 31 marzo, poi altri 10mila “in integrazione con determinazione dell’8 maggio.

La lettura critica degli atti pubblici finora noti, indurrebbe a pensare che si sia preferito evitare il ricorso al mercato elettronico (MEPA) con la motivazione di accelerare i tempi, sacrificando però trasparenza e controllabilità. Una scorciatoia procedurale che, seppure tecnicamente ammissibile in determinati casi, rischia di lasciare qualche ombra su come sia stata utilizzata almeno una parte dei 115mila finanziati dalla Regione per i festeggiamenti del Santo Patrono San Sebastiano … in patria e all’estero.

Se sappiamo che 25mila euro sono stati assegnati alla Fondazione Pino Valenti – 10mila per l’allestimento dello spazio espositivo “Casa Melilli” e 15mila per prodotti artigianali e omaggi istituzionali – oltre ai post celebrativi e ai comunicati entusiasti, ci sarà mai una rendicontazione pubblica, un quadro completo dei costi complessivi da cui comprendere con esattezza chi è partito, come e con quali risorse?

Nel frattempo, a Middletown 54 partecipanti (tra cui alcuni minori, e non 40 come riportato nelle determine) hanno celebrato il 94° anniversario della Saint Sebastian Church, il 43° del patto di gemellaggio e il 33° della “Melilli Plaza”. Date scelte con flessibilità istituzionale e una certa creatività, diciamo, laddove le celebrazioni ufficiali amano le cifre ‘tonde’: decennale, ventennale, centenario… Il tutto è stato accompagnato da una serie di incontri, eventi, tavole rotonde e visite che dovrebbero avere il merito – questo sì – di ravvivare le relazioni tra i due territori.

Un’iniziativa sicuramente sentita quindi ma che lascia aperte più domande che risposte. Perché quando il cuore viaggia, anche la trasparenza dovrebbe salire a bordo.

L’iniziativa “Casa Melilli” a Middletown nel Connecticut è stata inserita nel contesto della storica Festa di San Sebastiano, la St. Sebastian Feast di Middletown, che quest’anno ha visto la partecipazione di una delegazione di 54 rappresentanti istituzionali e culturali provenienti da Melilli, tra cui la Banda musicale comunale,  naturalmente guidata dal sindaco nonché deputato regionale, Giuseppe Carta.

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