CON UN ARZIGOGOLO DI FORMALISMO SI VUOLE MORTIFICARE IL DIRITTO DEGLI ISCRITTI DEL PD. IN CITTA’  IL PARTITO NEL CAOS

Per capire il “terremoto” che si è verificato al congresso cittadino del PD del 30 maggio, bisogna partire dal  congresso provinciale svoltosi a fine gennaio, congresso che ha eletto a segretario Pier Giorgio Gerratana con una larghissima maggioranza formata da Antonio Nicita, dalla sinistra di Bruno Marziano, dai Dem di Salvo Adorno e Marika Di Marco, dall’area di Mario Bonomo e Gaetano Cutrufo, da Left Wing di Marco Monterosso, da Renata Giunta (eletta a presidente dell’assemblea) e Alessandro Dierna.
Il congresso provinciale sembrava avesse inaugurato  un nuovo corso politico e avviato un significativo rinnovamento generazionale. Non esitai a  riconoscerlo e a dare merito ad Antonio Nicita di aver messo insieme, con un paziente lavoro di ricucitura, la maggioranza che stravinse al congresso di gennaio.
Quella maggioranza si è clamorosamente scomposta al congresso cittadino in due parti, l’una contro l’altra. Le ragioni della scomposizione sono molteplici e tutte interne al PD, ma il casus belli è costituito dal nome del nuovo segretario cittadino. In epoca non sospetta Bruno Marziano mi disse  che la sua area e l’area Dem avrebbero votato per Pier Giorgio Gerratana, pur non ritenendolo il “proprio” candidato, nel quadro di un accordo che prevedeva l’elezione di Maria Grazia Ficara a segretaria del PD cittadino. Perché questo accordo sia saltato non lo so, ma che esisteva è sicuro.
Si arriva invece al congresso cittadino con due candidati: una, Maria Grazia Ficara, espressione dell’area rappresentata da Antonio Nicita, Bruno Marziano e Salvo Adorno;  l’altro, Alessandro Dierna, espressione di un raggruppamento formato da Gaetano Cutrufo, Mario Bonomo, Marco Monterosso, Santino Romano (segretario cittadino uscente) Renata Giunta più Raffaele Gentile e Orazio Scalorino, quest’ultimi due esponenti della minoranza. A prevalere, come si sa, è  Alessandro Dierna che ottiene dal voto online 19 preferenze in più di Maria Grazia Ficara, mentre il voto in presenza è  un perfetto pareggio (276 voti ciascuno).
Quei 19 voti avrebbero cambiato  il futuro prossimo del Partito e ridisegnato i rapporti di forza tra l’area che ha sostenuto Maria Grazia Ficara, quella che ha sostenuto Alessandro Dierna e l’area che fa capo a Tiziano Spada. Un’eventuale intesa tra l’area di Dierna e quella di Spada  metterebbe infatti in minoranza l’area Nicita-Marziano-Adorno e  il segretario provinciale.  A questo punto Bruno Marziano si accorge che il regolamento regionale non prevede il voto online e presenta ricorso al commissario regionale, che gli da ragione. Conseguentemente, a Dierna vengono a mancare  i 19 voti del sorpasso mentre gli ottanta componenti eletti nel comitato cittadino, 40 per Dierna e 40 per Maria Grazia Ficara, dovranno scegliere, come non lo sa nessuno visto che non c’è una maggioranza,  il segretario.
Va detto che a consentire il voto online per chi è impedito a partecipare personalmente al congresso o  si trova fuori sede per motivi di lavoro o di studio è stata la commissione per il congresso (cpc), organismo preposto al regolare svolgimento del congresso, e non una scelta arbitraria dei votanti. Va detto anche che il regolamento regionale è stato approvato dopo che la cpc aveva autorizzato il voto da remoto.
Considero la decisione del commissario regionale un colpo gravissimo alla democrazia sostanziale. In un partito che si chiama Democratico consentire a 59 persone  con la tessera del PD, tra cui il senatore Nicita, di votare, peraltro in maniera del tutto libera e trasparente, e poi “non considerare” quel voto “ai fini del risultato congressuale”   è  un atto contrario, nella sostanza, ai princìpi che garantiscono la  partecipazione degli iscritti alla vita democratica.
Non si annulla l’esito di un congresso svoltosi alla luce del sole con una decisione di un organo monocratico.  Perché il commissario non ha aspettato che venisse insediata la commissione regionale di garanzia?
Tornando alla scomposizione dell’ex maggioranza,  dai congressi di circolo (le ex sezioni) emerge un quadro che cambia notevolmente i rapporti di forza del congresso provinciale.  Ad Avola, Augusta, Palazzolo, Lentini, Priolo, Cassibile e Siracusa a prevalere è stata l’area che si è pronunciata a favore di Dierna. Solarino, Floridia e Canicattini si sono sono schierati con Carianni, Spada e Paolo Amenta.  Pachino è “feudo” della famiglia Fronterrè, mentre Carlentini, Rosolini, Francofonte e Sortino  fanno riferimento all’area che sostiene Gerratana.

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