Premio Custodi della Bellezza 10ma edizione, nel ventennale dell’iscrizione di Siracusa e Pantalica nella World Heritage List dell’Unesco e nel 50mo anniversario della nascita del Fondo Ambiente Italiano.
Quest’anno sono stati insigniti Marco Magnifico, Presidente del Fai e Giuseppe Voza, archeologo già Soprintendente ai Beni Culturali di Siracusa. Alla presenza di Lorenzo Guzzardi, coordinatore scientifico del Ventennale Unesco e di Sergio Cilea della locale sezione Fai, hanno consegnato il Premio (opera dell’artista Andrea Chisesi) l’assessore comunale Fabio Granata assieme a Fulvia Toscano, presidentessa dell’Associazione Articolo 9.
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A Sergio Cilea il compito di tracciare il profilo e l’attività di Marco Magnifico (“Nel Fai siamo scopritori, custodi e narratori della Bellezza… A voi siciliani manca una cosa… avete tante cose ma ve ne manca una molto importante … Vi manca la sorpresa, la meraviglia, l’eccitazione (il Wow!) che abbiamo noi del Nord quando veniamo in Sicilia e restiamo abbagliati dalla Bellezza…”) mentre l’archeologo Lorenzo Guzzardi ha sintentizzato la lunga e proficua attività di Giuseppe Voza (“sono nato a Paestum, la mia casa era 100 mt dal Tempio di Poseidone, inevitabile che spuntasse la passione del bello… arrivato a Siracusa ho vissuto sopra il Tempio di Apollo … l’ Oikos in piazza Duomo (la volevano pavimentare con pietra lavica!) è stata la scoperta archeologica più emozionante della mia vita”).
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Grande studioso il dr. Voza, forse l’ultimo “vero” Soprintendente (in quanto archeologo) difensore dei “Beni Culturali e Ambientali”, del Paesaggio e della Bellezza. Verrebbe da dire: “Non ci sono più i Soprintendenti di una volta“.
Noi auguriamo al Comune e all’Associazione Articolo 9 di continuare a premiare Custodi della Bellezza (come Magnifico e come Voza) ancora a lungo anche se questa a noi appare un’opera sempre più difficile e rara da realizzare, soprattutto tra i rappresentanti della Pubbliche Istituzioni. Ultimamente infatti quello di “custodire la Bellezza” sembra più un compito destinato a privati volenterosi (singoli cittadini e associazioni) spesso in contrasto con chi la Bellezza e il Bene Comune dovrebbe tutelarli per Legge. Ruolo, quello di Custode della Bellezza, che si cerca da più parti di indebolire e che rischia di essere assoggettato a semplice e passivo osservatore, quasi un passacarte a servizio del potere di turno (come denunciato dallo stesso Marco Magnifico al Presidente della Repubblica) sempre più sottomesso alle pressioni e agli interessi commerciali e privati speculatori.
Speriamo di sbagliarci e che la famosa citazione di Dostoevskij (La Bellezza ci salverà) non verrà sostituita da “La Bellezza non fu salvata”.

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