ESCLUSA LA PROVINCIA DI SIRACUSA dai ristori per gli incendi del 2023: lettera aperta del Comitato Antincendio Siracusano ai rappresentanti istituzionali

La Sicilia nel 2023 ha avuto il triste primato di essere la prima regione con la maggiore estensione di territorio bruciato da mani criminali, che ha determinato la distruzione di vaste aree di boschi, terreni ricchi di biodiversità oltre alla morte di 4 persone” evidenzia il Comitato Antincendio Siracusano, l’associazione spontanea di cittadini che si è costituita formalmente proprio a seguito dei disastrosi incendi che si sono sviluppati a Siracusa nel mese di luglio dello scorso 2023. Un Comitato che “vuole essere espressione di quella parte della cittadinanza che ha deciso di non rassegnarsi e di contrastare il devastante fenomeno degli incendi nella nostra provincia e in Sicilia, anche attraverso la collaborazione con le Istituzioni preposte”. Molte le iniziative del Comitato a cui si deve anche l’importante, essenziale supporto fornito all’Amministrazione comunale di Siracusa per l’aggiornamento del “Catasto delle aree percorse dal fuoco” per l’anno 2023 (approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n.27 del 18.02.2025) che rischiava di essere un documento impreciso e incompleto senza le molte segnalazioni raccolte dagli attivisti.

Nei mesi passati il Comitato è intervenuto anche su un’incredibile vicenda: l’esclusione della nostra provincia dai ristori per i danni subiti dalle abitazioni proprio per gli incendi dell’estate 2023, incendi per i quali il governo nazionale aveva stanziato 6,1 milioni di euro. Beneficiari di tali ristori, perché inseriti nella Dichiarazione di Stato di emergenza nazionale, Palermo, Messina, Catania e Trapani ma non Siracusa. Ciò nonostante questa provincia sia risultata a livello nazionale la quarta più fortemente colpita dagli incendi: 4.300 gli ettari di superficie bruciata, di cui il 23% di boschi.

Inoltre anche il Ministero del Turismo, con un Decreto del primo ottobre 2024, in ottemperanza all’articolo 50 del Regolamento UE n. 651/2014 – “Regimi di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da determinate calamità naturali” -, per la Sicilia e la Sardegna ha istituito un fondo di 15 milioni di euro da destinare ai viaggiatori e agli operatori del settore turistico e ricettivo, incluse agenzie di viaggio e tour operator, strutture extra-alberghiere, stabilimenti termali e balneari, parchi tematici e di divertimento, agriturismi, locali da ballo, porti turistici e campeggi.

In questi mesi abbiamo cercato di capire quale sia stata la causa dell’esclusione della nostra provincia, chiedendo in particolare anche l’accesso agli atti del Comune di Siracusa e accertando che la stessa Protezione civile regionale ha ritenuto di escludere la provincia di Siracusa dai ristori legati allo stato di emergenza nazionale. Da qui è partita la nostra campagna per chiederne il reinserimento ovvero la creazione di un fondo regionale per risarcire i danni subiti dai cittadini siracusani.

Siamo stati anche ascoltati in audizione dalla Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Ma dopo tante promesse nulla in concreto è stato operato – ci raccontano Santi Zocco e Alessandra Trigilia del Direttivo -. Forse che i danni ai proprietari di abitazioni, arrecati dagli incendi verificatisi nella nostra provincia non rientrano tra le calamità naturali? Certo sappiamo bene che il danno subito da parte dei proprietari di case, terreni e in particolare da coloro che hanno perso i loro cari, non potrà mai essere “ristorato” da qualche centinaio di migliaia di euro, ma pensiamo che sia di un’enorme gravità subire oltre al danno anche la beffa di non aver alcun riconoscimento in tal senso, causando una evidente disparità di trattamento tra i cittadini siciliani.

Da queste premesse è nata quindi una lettera aperta alla Deputazione Regionale e ai Sindaci delle Amministrazioni Comunali della provincia di Siracusa per chiedere che “le motivazioni addotte a livello regionale, che hanno provocato l’esclusione della provincia di Siracusa dal programma di ristori, siano ridiscusse, anche attraverso un coordinamento fra la Regione, il Comune di Siracusa e gli altri comuni in provincia di Siracusa; e che venga inserito un finanziamento regionale integrativo per sostenere economicamente non solo le aziende ma anche i singoli proprietari che hanno subito danni alle abitazioni nel territorio della provincia di Siracusa, o in alternativa che la deputazione regionale ed i sindaci si facciano richiedenti, presso il Governo nazionale, di un nuovo piano di stanziamento di ristori a favore della provincia di Siracusa”.

Speriamo nella loro collaborazione e in un efficace intervento – concludono Zocco e Trigilia – perché riteniamo questa esclusione un grave vulnus per la nostra comunità. Incomprendibile e ingiustificabile”.

 

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti