Il 28 aprile alle ore 17.30, presso il Salone CGIL Siracusa in Viale Santa Panagia 205-207, verrà presentato il volume di Carmen Rita Pantano “Scenari di un primo femminismo in Sicilia” (1700 – 1800).
A curare la presentazione sarà la docente e scrittrice Maria Lucia Riccioli, che si è occupata della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa (1841-1878), coinvolta sia nel Risorgimento siciliano che dell’emancipazione femminile (ricordiamo il romanzo storico “Ferita all’ala un’allodola” e il saggio “Caro nome – Il mistero dell’angelo di Mariannina Coffa”, Algra Editore), mentre le letture saranno a cura della giornalista e scrittrice Lucia Corsale; il folksinger Tonino Bonasera allieterà la serata con i suoi brani in siciliano.
A introdurre i lavori saranno Dina Lauretta, presidente del circolo Auser Aretusa ODV ETS, e Maria Bella Raudino (https://www.mariabella.it/), presidentessa del Centro Studi di Tradizioni popolari “Turiddu Bella” (CSTB), associazione iscritta al REIS (Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia) e per anni impegnata nella diffusione della poesia popolare e della cultura siciliana (con l’omonimo Trofeo, con la pubblicazione della rivista di etnoantropologia “Ethnos”, conferenze e incontri).
Per parlare di emancipazione della donna occorre partire innanzitutto dall’Illuminismo del Settecento per poi studiare il contributo delle donne alla causa risorgimentale (non è senza significato che l’Italia venisse personificata e assumesse una figura femminile: le donne scarmigliate, neglette, schiave eppure bellissime dei carmi come quelli di Leopardi e altri sono la rappresentazione plastica di una nazione disunita, sotto il giogo straniero; i gioghi maritali, filiali, sociali ingabbiavano parallelamente le donne, in particolare le siciliane).
Carmen Rita Pantano nel suo libro evidenzia il fatto che si possa parlare di un vero e proprio “doppio risorgimento”: le istanze di unità e indipendenza nazionali si sono legate a doppio filo con quelle di “resurrezione” femminile: Nel vigor dell’ingegno e dell’etade/ Scrivere potrei cose fervide e care/ Se godessi dell’uom la libertade. Così la poetessa Giuseppina Turrisi Colonna, proposta da Rita Pantano insieme a Lauretta Li Greci e Rosina Muzio Salvo come esempi di creatività e ribellione ai legacci della società dell’epoca e i cui retaggi purtroppo persistono ancora oggi.
Il link all’evento Facebook: https://fb.me/e/2TgDyUiFJ

Commenti recenti