Servizio idrico Siracusa. Il rischio dell’irrilevanza dei sindaci dell’Ati e lo strano caso della nomina del Direttore Generale

Cambia le proprie pedine sullo scacchiere l’onnipotente Raffaele Lombardo, deus del MPA: via dall’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità di Roberto Di Mauro e dentro Francesco Colianni, già vicesindaco di Enna e solo per pochi voti non anche deputato regionale alle ultime elezioni. Non meritevoli d’attenzione, almeno secondo noi, le dichiarazioni ufficiali a spiegazione della rotazione che ci appaiono di mera ‘circostanza’. Di certo si sa che la rubrica affidata è tra le più ‘sensibili’ nella governance regionale: fonti energetiche, rifiuti e termovalorizzatori, servizio idrico e dighe …

Di Mauro tra gli ultimi atti, come si sa, avvalendosi dei poteri sostitutivi della Regione rispetto agli enti locali, il 19 marzo scorso ha nominato ben 4 commissari ad acta per i 19 Comuni dell’Aticon il compito di provvedere in via sostitutiva a tutti gli adempimenti propedeutici, attuativi e consequenziali per la costituzione della società mista Aretusacque spa” di competenza di Sindaci, Giunta comunale e Organi Consiliari.

In un’intervista a La Sicilia Di Mauro ha assicurato che i commissari provvederanno solo al versamento delle quote necessarie per costituire il capitale sociale minimo della nuova società e che, una volta che essa sarà costituita, “saranno i sindaci a maggioranza a mettersi d’accordo sui nominativi degli organi di gestione” di Aretusacqua cui è stato affidato il servizio idrico integrato della provincia.

Peccato che non sia scritto questo nel decreto del 19 marzo dove, oltre a tale compito, si indica anche che i commissari – evidentemente previo accordo tra loro – provvederanno alla “nomina dei componenti dei relativi organi della costituenda società (Consiglio di Sorveglianza, Consiglio di gestione e revisore legale), e più in generale adotteranno norme e clausole secondo lo schema di Statuto già approvato”, nonché “sottoscriveranno i patti parasociali tra socio pubblico e socio privato e tra soci pubblici per l’esercizio coordinato dei poteri di indirizzo e controllo sulla società mista”. Tutto! Più che condivisibile quindi la posizione di chi – come il portavoce del Forum provinciale dell’acqua pubblica Alessandro Acquaviva, il già sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo e il già assessore comunale avv. Gianluca Rossitto – ha stigmatizzato l’inerzia dei sindaci, quasi indifferenti alla loro irrilevanza politica e decisionale in un ‘affare’ miliardario quale la gestione del servizio idrico nel nostro territorio.

I sindaci non hanno capito? Sono distratti? Pensiamo proprio di no. Forse una delega, seppur solo formale, ha diversi elementi di ‘convenienza’. È per noi inspiegabile per esempio il ritardo nel versamento delle quote societarie dal momento che, proprio per farlo, l’Ato ha trasferito (non sappiamo se legittimamente) all’Ati 2 mln di euro.

Ed è altresì singolare che, se da un lato i sindaci sembrano tutti ben lieti di non mettere neanche un dito nell’acqua calda – o anche, se si preferisce, rassegnati a non batter ciglio – discutano nel Consiglio direttivo dell’Ati, e così in assemblea, a come procedere nella scelta del Direttore Generale di Aretusacque, figura che lo statuto della società, all’art 27, stabilisce che possa (e non debba) essere nominato dal Consiglio di Gestione che ne determina poteri e compensi.

Non in una sola riunione, i 7 sindaci del Consiglio Direttivo hanno discusso della proposta presentata dal dottor Francesco Liistro, collaboratore amministrativo nonché segretario verbalizzante dell’Ati, su come procedere per selezionare il Direttore Generale. Una proposta articolata in più fasi: prima la pubblicazione dell’avviso sulla piattaforma InPa per raccogliere le candidature, quindi la nomina da parte del Consiglio Direttivo di una commissione di tre membri per individuare una terna di nominativi, senza graduatoria di merito, sulla base dei curricula, da sottoporre al Consiglio Direttivo, poi l’individuazione da parte del Consiglio Direttivo, eventualmente anche a seguito di colloquio, del nominativo da sottoporre all’assemblea dei sindaci che avrebbe proceduto infine alla nomina.

Niente da fare: la proposta non era piaciuta in primis al sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo e poi a Giuseppe Stefio di Carlentini, Corrado Lentinello per Portopalo e Michelangelo Giansiracusa di Ferla, nonché ovviamente al presidente Francesco Italia.

Meglio per loro andare sul veloce, sul pratico e far scegliere il nominativo direttamente all’Assemblea tra i tre proposti dal Consiglio Direttivo sui cinque individuati dalla Commissione, proprio come se si dovesse nominare il presidente della società, invocando per altro lo statuto che sul punto invece non dice alcunché. Hanno forse confuso le due cariche? Di quale statuto parliamo visto che nello statuto dell’Ati approvato nel 2016 questa figura non viene neanche nominata, volendo ipotizzare che qui si parli del Direttore Generale dell’Ati? Ma se così fosse, quale sarebbe comunque la necessità di questa nomina se sta per partire la nuova gestione?

Domande da fare, tra tante altre, oggi pomeriggio quando, nel salone della Cgil di viale Santa Panagia, i due ‘candidati’ Giansiracusa e Stefio risponderanno (dovrebbero) sul futuro del servizio idrico nella nostra provincia il cui avvio è ‘al momento’ previsto a decorrere dal 1/7/2025 e che a noi già appare gravido di ombre. Docet Sai8.

 

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