BANDO PSICOLOGI ALL’ASP, RIAPERTI I TERMINI. UNA PROCEDURA LEGITTIMA?

Ovviamente era stato accolto con grande soddisfazione l’avviso dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa per la presentazione delle istanze di manifestazione di interesse finalizzato alla formazione dell’elenco provinciale degli psicologi delle cure primarie, una figura professionale fondamentale, come emerso ancor più dopo l’emergenza covid, per dare una più efficace attuazione al diritto alla salute costituzionalmente tutelato (art. 32 Cost.) e garantire continuità e supporto assistenziale integrando l’attività dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali.

Da stigmatizzare invece il ritardo della legge Regionale Siciliana, la n. 18 del 20 ottobre 2023, e il successivo decreto del presidente Schifani del 27 novembre 2024, di un anno dopo quindi, con cui ci si è adeguati a provvedimenti in vigore in altre regioni già da anni sulla scia della Campania che ha il primato italiano di aver inserito nei distretti del Servizio sanitario regionale l’attività dello psicologo di base con la legge 35 del 2020 e di fatto fornito a tutte le regioni il dettato della normativa, pedissequamente seguito.

Al netto delle soddisfatte dichiarazioni ‘istituzionali’ per l’avvio del “nuovo servizio” perché rappresenterebbe, come dichiarato dal Direttore Generale dell’ASP di Siracusa Alessandro Caltagirone, “un’assoluta novità di notevole valenza sociale  e per questo ringraziamo la Presidenza della Regione Siciliana che, sensibile alla problematica assieme all’Assessorato della Salute, alla Giunta e all’Assemblea regionale siciliana, ne ha disposto l’istituzione in tutte le Aziende sanitarie della Sicilia”, va segnalato che l’Asp di Siracusa è stata davvero tra le prime a pubblicare l’avviso per la manifestazione di interesse, il 6 febbraio, con termine di presentazione 30 giorni dopo, 6 marzo.

Ma, come spesso accade, c’è un ma. Il 27 marzo, quindi a procedura conclusa, quando già 400 domande pare fossero pervenute all’Asp, il bando è stato riaperto e il termine di presentazione delle istanze riproposto al 15 aprile.

Determinante, secondo quanto comunicato dalla stessa Asp, una nota del 17 marzo dell’Assessorato regionale alla Salute che avrebbe fatto ‘chiarezza’ su uno dei requisiti richiesti per l’iscrizione all’Albo, quello che prescrive “l’assenza di rapporti di lavoro dipendente con le strutture del Servizio sanitario o regionale e con la Pubblica Amministrazione in genere”.

Il requisito è presente anche nella legge regionale campana solo relativamente al Servizio sanitario con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato e nel successivo avviso delle aziende del territorio è espressamente detto che si tratta di requisiti che “devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda”.

E lo stesso è specificato nel decreto attuativo siciliano n.569 del 27 novembre 2024: “Ai sensi dell’art. 3, comma 2, della citata legge regionale, possono essere iscritti nei predetti elenchi provinciali i professionisti in possesso, alla data di scadenza del termine di presentazione dell’istanza, dei seguenti requisiti…”

Questa la nota dell’Assessorato regionale e le ulteriori considerazioni dell’Asp che a noi appaiono ‘singolari’.

Ma, al di là di ogni altra considerazione e i comprensibili dubbi sulla regolarità delle tante motivazioni avanzate a bando chiuso che, secondo alcune segnalazioni pervenute in redazione, potrebbero essere funzionali ad esclusi ‘eccellenti’, la domanda che ci poniamo è se la nota di un Servizio dell’Assessorato possa legittimamente sovvertire le indicazioni presenti in un decreto del Presidente della Regione laddove proprio in quel decreto si sarebbe potuto stabilire la sussistenza di quel determinato requisito non, come espressamente previsto, al momento della presentazione della domanda bensì del conferimento dell’incarico come accade nei concorsi e in altre convenzioni.

L’esempio di Siracusa sarà seguito anche dalle altre Asp? Per ora a farlo ci risulta quella di Agrigento. Forse le altre più prudentemente contano sulla validità solo annuale degli elenchi e aspetteranno ulteriori ‘chiarimenti’.

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