Elezioni provinciali. L’alleanza innaturale del PD e la coerente opposizione di Sara Zappulla

Sull’elezione del presidente della Provincia era stata prospettata un’ipotesi di accordo tra il Pd, il sindaco Italia e una parte del centrodestra, ipotesi che in poche ore è andata probabilmente in frantumi. Ricostruiamo i principali passaggi. Inizia il segretario del Pd, Piergiorgio Gerratana, il quale dice che “il centrosinistra deve andare oltre se stesso, assumendosi la responsabilità di governare il cambiamento in atto e mettendo insieme le migliori energie, i volenterosi, le competenze”. Quale sarebbe il cambiamento in atto che anche il Pd dovrebbe governare e quali sarebbero le migliori energie e i volenterosi non è dato sapere.

Neanche il tempo di pubblicare online le dichiarazioni di Gerratana che puntuali come un orologio svizzero arrivano quelle di Francesco Italia. Eccole:” Non possiamo affrontare questa fase storica (addirittura “storica”! Ndr) riproponendo una lettura della realtà ancorata alle contrapposizioni tra destra e sinistra”. Insomma per Italia bisogna andare oltre le “vecchie” coalizioni. Su questa base, il Pd di Schlein a Siracusa dovrebbe far parte di uno schieramento trasversale in cui c’è il cosiddetto civismo del sindaco Italia, la cui collocazione politica è sempre stata evanescente e soprattutto antagonista a quella del Partito democratico, Mpa, che a Palermo fa parte integrante del centrodestra che sostiene Schifani, i consiglieri comunali della Lega e il deputato Carlo Auteri di FdI. Chi ha deciso nel Pd questo sgangherato accordo? Se lo chiede la consigliera comunale Dem Sara Zappulla, che sull’accordo è molto critica.” Per le Provinciali – sostiene – occorre una discussione profonda negli organismi di partito, che tenga conto delle alleanze del Pd a livello regionale e nazionale”. Decisioni come queste non possono prescindere dal giudizio dei consiglieri comunali, tenuto conto che sono loro gli elettori del presidente. Qualcuno li ha interpellati? Aggiunge poi Sara Zappulla: “In questi anni, i danni prodotti dall’attuale amministrazione li vediamo in tutti i quartieri e in Ortigia… Il Partito democratico ha una visione nettamente diversa dall’ amministrazione Italia”. Più chiara di così Sara Zappulla, persona molto equilibrata e riflessiva, non poteva essere. Dopo queste dichiarazioni, che personalmente sottoscrivo parola per parola, si scatena un putiferio. Il segretario del Pd bacchetta Sara Zappulla e si lascia scappare un’espressione che manda in bestia il sindaco Italia. Gerratana afferma infatti che la candidatura di Giansiracusa sarebbe la proposta più forte per valorizzare il campo progressista. Apriti cielo, insorge Francesco Italia il quale respinge sdegnosamente l’idea che la proposta Giansiracusa segnerebbe un spostamento verso il campo progressista e picchia duro sul gruppo consiliare del Pd che, a suo dire, sarebbe ancorato addirittura a idee veterocomuniste. Da quasi alleati, nel giro di poche ore il Pd e il sindaco Italia diventano i migliori nemici. La verità è che Italia non sopporta le critiche neanche dai consiglieri di opposizione e considera gli alleati suoi vassalli. Dire poi che Mpa è una forza di centro confligge con le recenti dichiarazioni di Lombardo che ha confermato la salda appartenenza al centrodestra. Insomma un pasticciaccio politico.

Bisogna notare che durante la segreteria Adorno e la gestione commissariale di Nicita, il Pd è sempre stato saldamente e coerentemente all’opposizione del sindaco Italia. Cosa ha indotto il nuovo segretario a ribaltare la precedente linea? Ha ragione Sara quando dice che il Pd è incapace di liberarsi dal “governismo” e dall’idea che il consenso si recupera tra gli eletti e non tra gli elettori.

Non è in discussione la persona di Michele Giansiracusa, ma la disinvoltura con cui il Pd ha ritenuto possibile di far parte di un’alleanza innaturale per eleggerlo a presidente della Provincia.

P.S. Sembra che Giansiracusa si sia offeso perché i consiglieri comunali del Pd lo hanno attaccato e sia deciso a rinunciare ai loro voti. Ohibò.

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