Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.Questi versi di Alda Merini ci sembrano i più adatti per presentare la nuova rubrica de LA CIVETTA DI MINERVA: I versi della Civetta.
Pubblicheremo liriche di autori noti e non, magari per contrasto o affinità (tematica, generazionale, stilistica…).
Iniziamo con Giusirames e la sua raccolta PENSIERI E POESIE, curata e prefata da Michele Rametta.
Già autore di PERLE D’AMORE, Giusirames (pseudonimo, nom de plume direbbero i francesi, di Giuseppe Rametta) scrive versi e dipinge, utilizzando diverse tecniche.
Le tematiche trattate sono amore, speranza, fede e soprattutto un forte senso della Natura.
Presentiamo una lirica tratta dall’ultima raccolta del poeta.
IL FIORE
Un fiore libera la sua bellezza
ed il suo profumo,
nascondendo i suoi segreti,
allo sguardo e al tatto.
Coglierlo, è un delitto,
ammirarlo è privilegio.

La simbologia del fiore rimanda alla vita stessa, a tutto ciò che di bello, prezioso e fragile esiste nella vita.
Cogliere per pura brama di possesso equivale a distruggere l’oggetto amato, quando invece amore sarebbe lasciarlo fiorire e vivere.
Pochi versi, un dettato semplice.
Seguite la rubrica e magari inviateci i vostri commenti.
Questo è un tempo in cui la poesia, lungi dall’essere superflua, si rivela necessaria: abbiamo bisogno di bellezza, di verità, di armonia.

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