Riqualificazione sbarcadero. “Per quanto possibile, ha prevalso l’ascolto delle istanze di cittadini e imprenditori”

La riqualificazione dello sbarcadero Santa Lucia come “strumento di distrazione di massa” affinché i cittadini dimentichino tutte le mancanze della Giunta Italia: questa la valutazione dei consiglieri d’opposizione di Fratelli d’Italia. E così si potrebbe ripetere in occasione di qualsiasi nuova rilevante opera pubblica annunciata o realizzata. Eppure un valore aggiunto a questo progetto va riconosciuto; e magari potesse diventare un modello di riferimento!

Al netto dei molti che sull’altro piatto della bilancia mettono la perdita di un parcheggio frequentatissimo in qualsiasi ora del giorno, e che quindi in queste ore si danno a commenti durissimi, avendo seguito da vicino l’evolversi dei fatti, non possiamo che riconoscere la disponibilità dell’Amministrazione a un ripensamento su alcune scelte progettuali che, per esempio, avrebbero impedito ai frequentatori del solarium, che lì si monta ogni estate, di continuare a fruire della struttura.

Sono state infatti accolte quasi tutte le richieste degli imprenditori dell’area e del Comitato Porto Lachio (supportati anche dai consiglieri comunali del PD e da altri quali il M5S e Michele Mangiafico, un sostegno trasversale, quindi), in particolare che l’area non fosse solo pedonale (come inizialmente previsto) per consentire invece alle navette, come ai disabili, o a chi abbia temporanei problemi di mobilità, di giungere fin sotto al solarium auspicabilmente dotato di quella rampa di accesso al mare per i disabili vanamente chiesta da almeno un quinquennio; più efficaci misure di mitigazione climatica grazie alla piantumazione di un maggiore numero di alberi (probabilmente dei Brachychiton) insieme a una progettazione degli spazi atta a salvaguardare la dimensione pubblica dell’area.

   

Il rischio paventato da molti cittadini era (e rimane) che la grande area sia pian piano ‘mercificata’, che piuttosto che essere spazio pubblico, ordinato e piacevole, pienamente fruibile da famiglie e turisti, complice concessioni a pioggia replichi il proliferare di dehors e nightlife, frastuono ed effluvi maleodoranti del Foro italico.

Lo stesso sindaco, in conferenza stampa, ha garantito che questo non sarà: “Resteranno le 7 concessioni già presenti. Gli spazi sono stati progettati per creare un clima di convivialità e ombra ma non lascia possibilità di nuove strutture” tranne altre tre … ci sembra di aver capito.

Ovviamente ci sono poi aspetti che esulano dalla proposta progettuale, quale per esempio l’organizzazione di un trasporto pubblico che metta in rete i parcheggi scambiatori e consenta di poter raggiungere quest’area, così come Ortigia (che sta per essere privata, a questo punto, del suo grade parcheggio esterno), in qualsiasi momento del giorno perché non si può certo sottacere l’enorme disagio causato a tutti dalla perdita di tanti posti macchina. Una nuova mobilità ‘sostenibile – “Su cui stiamo alacremente lavorando come è sotto gli occhi di tutti” ha osservato Francesco Italia – che può/deve essere messa in atto da subito se si vuole essere davvero credibili, e che preveda costi agevolati in rapporto agli utenti, alle loro esigenze e fasce di reddito, e ai periodi dell’anno o a particolari eventi.

Per altro, l’Amministrazione ha accolto anche la proposta del Comitato di creare nuovi stalli di sosta sulla via Unità d’Italia collegata a via Riviera di Dionisio il Grande da uno stretto passaggio (ex ponticello ferroviario).

Come comunicato dall’architetto Ivan Minioto la creazione di un’utilissima rampa di accesso allo sbarcadero dalla Riviera Dionisio il Grande è già stata “inserita nel progetto esecutivo” e prevede la fermata – con pensilina! – dei bus. “Qui si potrebbero creare gli stalli di sosta riservati ai diversamente abili” ha risposto alla richiesta di prevederli nei pressi del solarium, una proposta opportuna che non soddisfa però la necessità di programmarli, in fase progettuale, anche nell’area sottostante, una ‘disattenzione’ su cui tornare a riflettere perché, almeno a nostro giudizio, non rispettosa di norme in vigore.

 

Nessun intervento invece sull’orribile palizzata del Musciarà (che ‘giustamente’ nel rendering non compare!) su cui l’Amministrazione declina ogni responsabilità demandando alla concessione demaniale. “Nessun imprenditore che investe in città è considerato da me un nemico” ha aggiunto il sindaco sviando dalla questione posta.

Restano fuori dai lavori in essere i camminamenti in legno lungo le banchine perché non ne fanno parte, così come le 4 piattaforme lungo il molo presenti nel rendering di cui non si comprende la funzione immaginata, a quanto pare, dal primo progettista.

E veniamo ai tempi di chiusura del cantiere e della consegna dei lavori. Che ci sia già un ritardo non ci sembra in discussione ma non condividiamo lo scetticismo di chi, date esperienze pregresse, già prevede un ‘fine lavori mai’.

 

La riqualificazione dell’area ha previsto da subito tre fasi: la prima, di creazione di un viale alberato con nuovo accesso su viale Regina Margherita, avrebbe dovuto chiudersi a fine di questo mese ma ancora siamo ben lontani dalla fine di questi lavori; la seconda relativa all’area prospiciente la costa dello Sbarcadero Santa Lucia è appena iniziata, il sindaco ha indicato quale termine, come previsto, il mese di giugno ma chi ha lì la propria attività (sono 4 le concessioni in essere) non ha nascosto la propria grande preoccupazione; infine per l’ultima fase, che riguarderà la porzione più interna della stessa area, il termine previsto a fine ottobre appare già slittato a marzo del prossimo anno ma riteniamo che comunque il 2026 segnerà la consegna dei lavori.

Al momento – va precisato – i tempi della realizzazione della rampa di cui si è detto non sono neanche programmati. L’auspicio è che l’Amministrazione si attivi subito per l’acquisizione (previo accordo o esproprio) della stretta striscia di terreno, sotto il muro di Riviera Dionisio il Grande, frutto di una successione ereditaria che al momento vede essere in sette i proprietari di un lotto che crediamo indiviso, nonostante ci sia una parte già recintata con barriera visiva in alto sulla strada che secondo noi in maniera illegittima, nella colpevole inerzia delle forze di controllo, impedisce la vista del mare per lungo tratto. Da segnalare, prima di un qualche disguido, che si tratta di un’area vincolata perché appartenente al Parco Archeologico per la quale occorrerà di certo un’interlocuzione con gli enti competenti.

Non adoperarsi immediatamente per completare questa parte della riqualificazione di tutto il Porto Lachio, consentire semmai, ancora una volta, che si consolidino situazioni anomali, difficili poi da riportare nei confini della legalità, sarebbe un’imperdonabile onta per l’Amministrazione.

Per quanto infine riguarda il costo complessivo dell’intervento abbiamo assistito a una costante continua lievitazione della cifra. Le origini di questa riqualificazione fondano nel 2008, in occasione di un concorso di idee nell’ambito del programma A.qua.S. (Architetture di qualità in Sicilia promosso in quell’anno dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali), e poi nel 2011, assessore ai lavori pubblici Concetto La Bianca, quando si parlò di avvio della gara, per un milione e mezzo – due milioni di euro finanziati dal ministero all’Ambiente nell’ambito del programma di riqualificazione ambientale, per realizzare in un anno e mezzo un lungomare dallo sbarcadero sino a viale Regina Margherita e un’area a verde che prevedeva anche ‘un ponticello di collegamento tra il Porto piccolo e Ortigia”. I lavori avrebbero dovuto partire in agosto. Quel progetto esecutivo, approvato nel novembre 2010, è stato poi adeguato nel luglio 2021 nei prezzi e nei contenuti, arrivando alla cifra attuale di circa 3,3 milioni: 2,6 finanziati con fondi dei Piano di azione e coesione e la parte rimante coperta da un mutuo del Comune da 520 mila euro e dalle somme provenienti dal ribasso d’asta dell’11%.

Ma purtroppo, quando tutto sarà concluso, resterà irrisolto, ancora una volta dopo la riqualificazione di largo Gilippo – piazza Euripide, il problema del deflusso dell’acqua verso il mare su cui in conferenza stampa abbiamo rivolto una specifica domanda all’Amministrazione. “In atto solo un intervento di mitigazione del fenomeno, eliminando gli ostacoli più evidenti al libero scorrimento delle acque ed ingrandendo le caditoie stradali. Poi tutto sarà nuovamente ricoperto” la risposta. Eppure qualcosa in più si potrebbe ancora fare. Ma rinviamo l’approfondimento al nostro prossimo articolo.

 

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