INTERVISTA ALLA DOTT.SSA CLAUDIA SACCA’ , TESORIERA DEL PARTITO DEMOCRATICO

Claudia Saccà, lentinese esperta di economia aziendale e di bilanci, volto nuovo del Partito Democratico, irrompe nello scenario politico candidandosi alla segreteria provinciale per poi rinunciarvi sostenendo la candidatura di Gerratana. All’Assemblea tenutasi il 9 febbraio è stata eletta Tesoriera entrando così nella Dirigenza del partito.

Claudia che impressioni hai provato?

Il 9 febbraio è stata una giornata straordinaria di democrazia, un vero e proprio confronto che ha finalmente rimesso al centro del dibattito la politica e la visione di società che vogliamo costruire come Partito Democratico. Durante l’assemblea, sono emersi con chiarezza due elementi fondamentali: unità e rinnovamento. Un segnale importante in questo senso è stata l’elezione delle donne ai vertici della federazione, un passo che riflette l’orientamento e l’impostazione che vogliamo dare al Partito nel valorizzare e mettere al centro l’impegno femminile. Ringrazio sentitamente il segretario Piergiorgio Gerratana, il senatore Antonio Nicita, l’Assemblea e tutti i tesserati per la fiducia che mi è stata conferita nel ricoprire il ruolo di Tesoriera. Questa nomina rappresenta per me un grande onore, ma anche una responsabilità che affronto con determinazione. Al fianco di Piergiorgio, mi impegnerò a portare avanti i temi e le istanze che ci legano al territorio, garantendo il massimo coinvolgimento delle forze sociali senza mai rinunciare ad una proposta politica chiara, coerente e riconoscibile.

Ai più, almeno in città, non sei molto conosciuta, dacci qualche informazione su di te

Sono nata nel 1997. A 16 anni ho avviato il mio percorso di impegno politico e sociale nel territorio entrando a far parte della Consulta Giovanile del Comune di Lentini. Laurea in Economia Aziendale all’Università di Catania e un corso di Laurea Magistrale in Economia e Legislazione di Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2020 lavoro in una società di consulenza e audit, prima a Milano e poi a Roma, occupandomi di revisione dei bilanci.

Quando inizia il tuo impegno politico?

A 19 anni sono stata eletta in Consiglio Comunale a Lentini in una lista civica, ricoprendo il ruolo di Vicepresidente della 1a Commissione, occupandomi di politiche giovanili, politiche sociali, affari generali e istituzionali. Nel 2019, quando i consiglieri dello stesso gruppo civico, insieme alla giunta e al sindaco, hanno deciso di aderire a Italia Viva, mi sono dichiarata indipendente. Nel 2023 ho deciso di aderire alla mozione Schlein, iscrivendomi al Partito Democratico con l’intento di dare un contributo concreto alla sua rigenerazione e al rilancio delle sue politiche, aprendo così una nuova fase per il PD e per la sinistra. Nel biennio 2017-2019 sono stata membro del Direttivo ANCI Giovani Sicilia.

Su quali settori ritieni di poter dare un contributo nella Federazione Provinciale?

I punti programmatici illustrati dal Segretario durante l’assemblea sono essenziali per comprendere la nuova direzione che intendiamo intraprendere. Partiamo dalla tutela dei diritti sociali, mettendo al centro il diritto al lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il contrasto ad ogni forma di precarietà. L’obiettivo è quello di riaffermare la forte presenza del partito in un territorio che ha pagato tanto in termini di ricatto occupazionale, di inquinamento ambientale, di sfruttamento delle risorse, e che oggi invece va tutelato, difeso e valorizzato.
Per questo la nostra opposizione al governo Schifani e alle altre amministrazioni a guida centro-destra sarà netta e senza compromessi dimostrando allo stesso tempo che un nuovo modello di società è possibile.
Uno dei temi principali su cui ci concentreremo riguarda la difesa della sanità pubblica e di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione: il diritto alla salute. Un diritto che oggi, nei fatti, non è garantito a causa delle lunghe liste d’attesa e dalla cronica carenza di personale sanitario, in un sistema che sta crollando sotto il peso di politiche scellerate che vedono un sempre maggiore coinvolgimento dei privati. Un esempio emblematico di come la politica negli ultimi anni sia stata sorda ed impermeabile alle critiche e alle proteste dei cittadini, è proprio il Presidio Ospedaliero di Lentini, dove il progressivo ridimensionamento dei reparti, unito alla carenza di medici e infermieri, ha compromesso gravemente un servizio che non tiene minimamente in considerazione le specifiche esigenze e necessità del territorio, favorendo al contrario la migrazione sanitaria verso altre province.

Anche la questione ambientale rappresenta un altro fronte su cui dobbiamo batterci con decisione. La provincia di Siracusa paga da anni il prezzo di politiche industriali sconsiderate e non possiamo più accettare che il nostro territorio venga trattato come una discarica a cielo aperto, con l’inquinamento che minaccia la vita e il benessere delle persone. La questione delle discariche, in particolare a Lentini, è solo la punta dell’iceberg. E il tributo speciale per il conferimento dei rifiuti solidi da destinare ai comuni sedi di discarica e ai comuni limitrofi, rappresenta solo un’amara conquista dopo anni di sfruttamento e sacrificio del territorio, ed è del tutto insufficiente a risarcire il grave danno ambientale e sanitario vissuto. Oggi quello che manca è un’efficace politica di programmazione che guardi in prospettiva alle soluzioni sostenibili da adottare in merito alla chiusura del ciclo dei rifiuti e che soprattutto ponga fine allo scempio delle discariche.

Il PRGU approvato dalla giunta regionale, nel quale viene previsto un aumento di 9,5 milioni di metri cubi nelle discariche, sia pubbliche che private, ci dimostra chiaramente come la politica regionale non abbia alcuna intenzione di abbandonare questa pratica di smaltimento, indipendentemente dalla realizzazione dei due termovalorizzatori a Palermo e Catania.
Non possiamo, infine, non menzionare la disastrosa gestione delle risorse idriche che, combinata all’assenza di politiche di investimento strategiche e alla presenza di infrastrutture idriche fatiscenti, ha portato ad una situazione insostenibile nella quale l’acqua diventa un bene da elemosinare. Ancora oggi, nel 2025, in alcune zone periferiche della mia città, e non solo, nelle cui case vivono anziani, bambini e persone fragili, l’acqua è considerata un lusso più che un bene essenziale. Un servizio fondamentale come l’acqua che non viene garantito o che viene garantito a singhiozzo non è tollerabile in un paese che vuole definirsi civile.
La nostra opposizione sarà quindi risoluta e senza sconti, ma sarà anche costruttiva. Vogliamo proporre soluzioni concrete, che rispondano alle reali esigenze del nostro territorio e dei cittadini. Il nostro impegno è quello di ridare valore alla politica, rimettendo in moto la nostra provincia per costruire un futuro più giusto e più sostenibile.

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