La sceneggiata del consigliere Francesco Zappalà al Consiglio Comunale di Siracusa del 4 febbraio. Introduzione liberamente ispirata dall’accaduto:

Felicissima sera a tuttu stu cunsigghiu cumunali.

Iu sugnu Francescu Zappalà e sugnu cunsigghieri cumunali. Picchí a mia, mittitavillu no ciriveddu, i sarausani mi canusciunu, e c’é cu cuntinua a ddarimi u votu quannu m’appresentu all’elezioni cu cui è gghié. Picchí sanu chi pissuna spacchiusa sugnu. E stasíra vu fazzu víriri e séntiri.
A proposito ra nnomina dei revisori dei conti, signò prisirenti ro cunsigghiu cumunali (fine mia introduzione, il resto é testuale: a Zappalà quel che é di Zappalà):

“Lei ha fatto gli onori di casa e li ha fatti anche bene. Mi dispiace solo che potevate anche nominare un supplente donna. Dopo tutto il casino che é successo quà (riferendosi a un precedente dibattito su questioni relative alla parità di genere sollevate dal gruppo del PD ndr) minchia! na fimmina ci vuleva. A meno che… nun si sapi mai… senz’offesa… Anche se Trump ha tolto “altro”… O masculu o fimmina… altro non c’é… Na supplente donna si poteva avere”.

   

 

     
“Lei (rivolto al Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Di Mauro) chi é pi casu… Picchí cà cé nu virus… Attenzione! Occhiu ca capita: ttrasi bbonu e nesci ri n’attra manera. Po’ capitarari… po’ capitàri…
Ccà s’ana attrizzatu: russetti, cosi, orecchini. Minchia tuttu su misura”.

In particolare la battuta sull’omosessualità definita un “virus” (con significativa citazione di Trump) ha comprensibilmente suscitato comunicati del PD, di Arcigay e altre associazioni e commenti vari. È arrivata l’ammonizione del Presidente del Consiglio Comunale, che in aula però, come diversi altri consiglieri comunali, ha sorriso divertito alle facezie di Zappalà. Il quale é stato inoltre diffidato da Italia Viva di continuare a utilizzare nome e simbolo del partito renziano. Zappalà nel frattempo si é blandamente scusato se qualcuno ha frainteso le sue battute ironiche… Ho ascoltato una sua telefonata ad FM Italia nella quale si é detto meravigliato del polverone che si é scatenato; di aver commesso un’ingenuità che non avrebbe dovuto comunque fare…

Ma lui comunque – e chi lo conosce lo sa – non é quella persona. Non é cattivo, solo che lo dipingono cosí, anzi lui stesso si dipinge cosí.

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