
È sempre difficile prendere commiato da un uomo di cultura senza scadere nella retorica. Forte il rischio di iperboli, di narcisismo del compiangente che esalta se stesso nel commemorare lo scomparso, ma ricordare un intellettuale, un uomo di teatro, uno scrittore, un operatore culturale della statura di Enzo Alessi è doveroso.
A ottant’anni ci ha lasciati quest’uomo difficile da definire: teatro, televisione, cinema, scrittura e impegno politico e culturale sono state le coordinate della sua esistenza, oltre all’amore per Tonina Rampello – anch’essa donna di cultura a tutto tondo, attrice ella stessa, collaboratrice validissima del marito, fine e penetrante critica letteraria, operatrice di cultura che in coppia con Alessi ha costituito un faro per l’agrigentino e oltre –, per i figli Filippo, Gaetano e Lucia, il genero Raimondo Moncada (che meriterebbe delle parole a parte per la sua caratura di dicitore, attore, scrittore, giornalista e organizzatore culturale) e la nipote Luna.
Partecipate e sentite le esequie, dopo la camera ardente nella Biblioteca comunale teatro di tante manifestazioni culturali, numerosissime e sentite le manifestazioni di cordoglio da parte di conoscenti, amici, allievi, rappresentanti delle associazioni di volontariato e cultura, sodali di teatro cinema letteratura: unanime il ricordo dell’uomo e dell’intellettuale, sempre volto al fare, al diffondere, al sensibilizzare.
Il premio letterario dedicato ad Alessio Di Giovanni, ad esempio, è una delle creature di Alessi: un concorso che non solo ricorda una figura importante della letteratura siciliana ma che valorizza scrittura e impegno sociale (e ricordiamo la direzione artistica dei premi Buttitta e Telamone) unendo province diverse nel nome della scrittura; innumerevoli gli incontri con autori agrigentini e non, la valorizzazione della Biblioteca comunale, l’ideazione e conduzione di trasmissioni televisive, la ricerca etnoantropologica, specie con il libro “Memoria”…
“Kaos” dei fratelli Taviani al fianco di Ciccio Ingrassia e Franco Franchi, “Il giudice ragazzino”, “Western di cose nostre” e “La mano sugli occhi” lo hanno visto come validissimo interprete, ma forse è stato il teatro la passione più grande di Enzo Alessi: autore, attore, direttore artistico, docente nei laboratori realizzati nelle scuole, amico e collaboratore, tra gli altri (non dimentichiamo l’immenso Leonardo Sciascia), di Andrea Camilleri – significativo l’incrocio tra la scomparsa di Alessi, l’anniversario della nascita di Sciascia e il centenario della nascita dello scrittore di Porto Empedocle.
Ma mi si permetta di ricordare anche la gentilezza e la signorilità di Enzo Alessi, l’ospitalità, la sua curiosità intellettuale, l’amore per i libri, che leggeva, regalava, consigliava insieme a Tonina su Facebook, con puro spirito di comunione e generosità, lo spirito fraterno con cui collaborava in nome della cultura con amici poeti e scrittori come Stella Vella e Giuseppina Iacono Baldanza, Giuseppe Mallia, Lia Lo Bue… Vorrei che la sua fiducia nei bambini, nei giovani delle scuole e negli artisti esordienti rimanesse come esempio ed eredità.
E auspico che si dedichi una via o comunque uno spazio pubblico alla sua memoria, che merita di essere tramandata, magari cogliendo l’occasione dell’individuazione di Agrigento come capitale della cultura per il 2025.

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