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SERVIZIO IDRICO: VIA LIBERA ALL’AFFIDAMENTO AD ACEA E COGEN

Ci siamo. L’affidamento del Servizio Idrico Integrato di Siracusa e provincia aspetta solo l’ultimo atto ufficiale. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto l’ultimo ricorso ancora sospeso, quello dell’Ireti, e quindi non dovrebbero esserci più ostacoli alla nuova gestione del Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito dall’Acea e dalla Cogen di Catania, unico partecipante alla gara. Ma c’è una novità: a quanto ci risulta, ma la notizia è da confermare, il gruppo Acea avrebbe deciso di accorpare le diverse gestioni del servizio idrico sul territorio nazionale sotto l’ombrello di un’unica sigla, Acea Acque. Scomparirebbe quindi Acea Molise e non ci sarebbe più bisogno dell’avvalimento della società madre. In teoria la possibilità di poter contare su un partner privato più solido. Mentre, per quanto riguarda la catanese Cogen, diciamo che avrà un peso specifico l’esperienza fatta sin dal 2004 nel servizio idrico nell’ennese.

È probabile che la proroga di sei mesi previsti per la Siam dalla scadenza del contratto, il 14 dicembre, sarà più breve ed è comunque ipotizzabile la necessaria collaborazione tra il nuovo e il vecchio gestore, che ha strutture, mezzi e profonda conoscenza del territorio.

Pur se lontano dalle luci dei riflettori, nel silenzio dei media, nell’assenza di qualsiasi informazione, dovrebbe essere quindi finita, da parte della Commissione dell’ATI, la fase di verifica del possesso dei requisiti prescritti per l’RTI, indispensabili per una convenzione trentennale del valore di oltre un miliardo e duecento milioni di euro. La nuova società ‘mista’ che si verrà a creare, Aretusacque, dovrà gestire il servizio idrico, sotto ogni profilo, per circa 390mila abitanti, esclusi i residenti di Buscemi e Cassaro, comuni che continueranno a gestire il servizio in house grazie a una speciale clausola di salvaguardia. Una società in cui solo nominalmente i Comuni, il pubblico avrà la quota maggioritaria del 51% perché tutte le decisioni saranno in capo al privato così come scritto nello statuto.

A far gola soprattutto 480 milioni di investimenti per le indispensabili (mai fatte) opere sulla rete idrica e fognaria che peseranno comunque quasi totalmente sulle tasche dei cittadini attraverso le bollette e, si spera, anche sui finanziamenti pubblici, molti dei quali già si sono persi. Al privato spetterà anticipare le somme necessarie che potrà recuperare con interessi pari al 7%.

Nel piano economico predisposto dall’Assemblea territoriale idrica (i 19 comuni del siracusano) per il 2024 (immaginiamo ci sia stato un aggiornamento) si prevedeva di ricavare dalla riscossione della tariffa 35.600.000 euro a fronte di un costo di gestione pari a 31.650.000, con un attivo quindi per il gestore di 5 milioni tondi tondi.

È evidente che la prima conseguenza della nuova gestione sarà un aumento dei costi del servizio idrico, anche per la lievitazione di quelli dell’energia elettrica (il metodo tariffario dell’Arera richiede infatti costanti, e costosi, adeguamenti) un’autentica mazzata soprattutto per gli abitanti di quei comuni i cui sindaci, irresponsabilmente, non hanno mai fatto pagare adeguatamente il servizio stesso, a quanto pare attingendo in maniera illegittima (da denuncia alla Corte dei Conti) dalla fiscalità generale per coprire la quota mancante.

C’è da aspettarsi un periodo di grandi proteste.

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