Concorso P.M. Melilli. L’amarezza di vivere in una terra ‘irredimibile’

I giochi si chiuderanno entro 60 giorni dall’ultimo giorno di pubblicazione all’albo pretorio (diciamo intorno al 10 febbraio 2025) della determina dirigenziale n° 4408 del Registro generale del Comune di Melilli con la quale la Dirigente d’area, la dott.ssa Marchica Enza, ha approvato, non si sa fondando su quali valutazioni, la illegittima graduatoria concorsuale per l’assunzione di 10 Istruttori di Vigilanza part-time a 18 ore settimanali e a tempo indeterminato, in violazione dell’art.7 dello stesso bando di concorso che recita: “È escluso dalla graduatoria il candidato che non conseguirà l’idoneità (21/30) in entrambe le prove concorsuali”.

Senza un ricorso al Tar da parte di chi si ritenga danneggiato nelle proprie legittime aspettative, la graduatoria sarà ritenuta comunque valida sebbene siano stati prima scrutinati e poi considerati idonei anche i candidati che non hanno superato la seconda prova. Con la conseguenza, paradossale, che già risultano assunti al Comune di Francofonte candidati che nell’incredibile graduatoria, grazie allo “scrutinio algebrico di valutazione della complessiva performance (!)” (la somma tra voto dell’orale, qualunque sia stato, e il punteggio dei titoli presentati), occupano immeritatamente una posizione più alta rispetto a chi ha, quanto meno, superato la seconda prova.

Ma fare ricorso al Tar non è impegno per tutti, non tutti hanno la disponibilità economica per rivolgersi al Tribunale amministrativo, l’unico collegio competente ad annullare un atto amministrativo o eventualmente chiedere che venga ‘rivisitato’ a termini di legge.

Un ostacolo sulla strada del ripristino della legalità a cui si aggiunge un altro fattore di deterrenza per chi su questo concorso ha puntato molto, che ha impegnato tempo e denaro per cercare di raggiungere una preparazione adeguata, che ha ‘sacrificato’ se stesso e insieme la propria famiglia.

Non è certo il caso di condannare chi spera che su quanto accaduto – che per noi rimane un intollerabile scandalo – cada una coltre di silenzio nell’attesa, non sappiamo quanto vana, che lo ‘scorrimento’ graduale dell’elenco arrivi miracolosamente al proprio nome, anche a quello di colui che, avendo superato ambedue le prove previste, potrà considerare il traguardo, pur se in ritardo e semmai in una sede per lui disagiata, un risarcimento all’ingiustizia di essersi visto scavalcare da chi non è stato in grado di ottenere gli stessi risultati all’esame. Ma se poi questo non dovesse accadere? Se per gli organici degli altri Comuni non ci fosse la necessità di assorbire nel prossimo triennio tutti i 198 (!) scrutinati/idonei/inidonei?

Sui social, dai tanti commenti ai molti articoli che abbiamo dedicato all’argomento, emerge una realtà di uno squallore indicibile non solo relativamente a questo concorso. Viene fuori una fotografia medievale della vita amministrativa dei nostri Comuni di cui entrano a far parte parenti e amici grazie al sistema dello ‘scorrimento’ di graduatorie in cui competenze e merito restano solo parole vuote, di quelle che riempiono la stucchevole retorica degli interventi dei nostri rappresentanti istituzionali, specie di quelli ai massimi livelli.

Quale sarebbe quindi la ricaduta generale se davvero quest’iter non venisse fermato, rettificato? La sconfitta della legalità, il trionfo dell’impudenza, la sfiducia in una magistratura che resta al palo, che non vede, che non sente, che non interviene. L’amarezza di vivere in una terra ‘irredimibile’.

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