Sono passati quasi quattro anni dall’insediamento della nuova amministrazione. Grazie all’uscita dal dissesto (a mio giudizio una scelta sbagliata della precedente Amministrazione perché quella del ‘parziale dissesto’ avrebbe garantito una maggiore capacità di spesa evitando di lasciare la città nel degrado e nell’abbandono, assicurando anche un giudizio meno severo sul bilancio complessivo dell’esperienza grillina; ciò, però, avrebbe comportato un’assunzione di responsabilità nel valutare i debiti fuori bilancio, cosa che l’inesperienza e la pavidità dei vecchi amministratori non avrebbe assicurato) la nuova giunta si è trovata a gestire una liquidità consistente che, aggiunta ai fondi disponibili dal PNRR, le ha consentito una notevole possibilità di spesa ed ha permesso una serie di iniziative positive che le hanno assicurato un giudizio, tutto sommato, buono da parte dei poco attenti cittadini augustani. Asfalto a gogò sulle strade dissestate della città, potenziamento dell’illuminazione, realizzazione di piccoli lodevoli interventi di rigenerazione urbana costituiscono la base della buona salute di cui gode, al momento, la giunta e il sindaco.
Purtroppo non sono solo luci a risplendere nel panorama cittadino. Una politica ambientale, quantomeno distratta, se non succube, verso gli interessi di imprenditori vecchi e nuovi; un primato nel consumo di suolo nel panorama regionale; una carente iniziativa verso i problemi più urgenti del mondo giovanile (dispersione scolastica, stimoli aggregativi concreti ed efficaci verso il mondo adolescenziale etc ), intolleranza verso le diverse opinioni politico/culturali; gestione degli affidamenti dei LL.PP. gestione dell’evasione dei tributi di competenza comunale e mantenimento di livelli elevatissimi nel prelievo fiscale a carico della minoranza che paga le tasse hanno segnato negativamente il giudizio degli osservatori più attenti. Mentre la spasmodica spesa per feste e festini finalizzati a dare un’immagine operativa dell’amministrazione, lascia molti critici sui metodi di affidamento dei lavori e degli incarichi e sulla qualità di scelte che hanno segnato la notevole quantità di soldi spesi (addirittura per gli stessi artisti sembrerebbe che la città – è stato scritto su fb – ha pagato molto di più di quanto speso da altri comuni), talune urgenze segnano il passo.
La vita amministrativa della cittadina segnala la mancanza di un significativo risveglio sui nodi centrali che ne caratterizzano l’esistenza. Ad oggi non risulta alcuna iniziativa sulle principali opere pubbliche che restano sofferenti o incomplete, destinate al degrado e all’indifferenza. L’ex convento di San Domenico su cui si è intervenuto circa 10 anni fa con i fondi del terremoto resta inutilizzato e sbarrato salvo costituire ricovero per qualche senzatetto. Il parco del mulinello (“è colpa di quelli di prima”) resta (sistematicamente saccheggiato dai vandali) nelle condizioni in cui si trovava anni fa; l’Hangar per dirigibili, una volta polmone verde per famiglie e per i meno abbienti, resta chiuso e violentato in parte nella sua flora; il complesso Costa 2 marcisce al sole da 20 anni in attesa che crolli e sia graziato dalle incursioni di vandali e spacciatori (se ne sta occupando qualcuno?), per non parlare dell’ex macello su cui si favoleggiava la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile di cui si è persa traccia; la villa comunale resta in un sostanziale stato di abbandono e di lento degrado nonostante l’ottima pavimentazione realizzata in una parte marginale della stessa mentre si parla di un suo restringimento per un inutile allargamento di via Colombo a sua volta ristretta dalla realizzazione di dehors di cui non si sentiva il bisogno, intanto i contrafforti che la reggono tendono a scivolare costantemente in attesa dell’evento che ne segni il crollo definitivo mentre le marine già defluiscono per conto loro verso il mare ridisegnando i confini di un’isola che non c’è; di contro restano chiusi e inutilizzati i chioschi costruiti sul territorio comunale in attesa di un compratore che acquisisca manufatto e terreno come si spera per il Kursaal, la cui rovina procede incessante con il rischio di crollo della balconata aggettante sulla strada sotto la quale tranquillamente cittadini passano e parcheggiano. In compenso, bisogna dare atto che, in questi anni di amministrazione, si sono avuti contatti col ministero dell’ambiente (che, naturalmente, ha assicurato fatti – che non si vedono – per la depurazione, come fatto in precedenza, mentre il commissario unico nazionale da qualche anno porta avanti (?) in assoluto silenzio il suo lavoro) e si potrebbe continuare per evidenziare quella che, di fatto, è una carenza di iniziativa politica degna di tale qualifica, che disegni il futuro e il risveglio di una città degradata.
Vi è da dire però che si registra l’attivismo frenetico su fb di qualche sostenitore che contrabbanda per efficienza amministrativa la realizzazione, di tanto in tanto, di interventi di ordinaria amministrazione che si sarebbero svolti anche in un comune acefalo e privo di guida politica e che, nel passato, dimostrando rispetto per l’intelligenza dei propri concittadini, nessuno si sarebbe peritato di segnalare quale testimonianza del proprio agire politico. La misura dell’inadeguatezza gestionale sull’ordinario è testimoniata anche dalla vicenda del cosiddetto teatro comunale che non si è riusciti a restituire alla città e agli studenti, per non parlare della vicina ex palestra trasformata in un campo all’aperto, poco fruibile in periodo invernale (quello largamente necessario per le attività scolastiche) per attività assimilabili vagamente all’educazione fisica, e si potrebbe continuare con un elenco sterminato di disattenzioni e di inefficienze che, per carità di patria, omettiamo per non tediare il lettore e non essere troppo critici … Nulla si sa di interventi contro i disastri idrogeologici nonostante i gravi problemi sulle marine mentre si continua ad occupare suolo abbattendo alberi e realizzando simil piazze assolate in zone della città scarsamente fruibili dai più.
Eppure l’Amministrazione vive uno stato di grazia: gode del supporto di una pattuglia consistente di deputati regionali e nazionali mentre in consiglio comunale è garantita una granitica maggioranza di consiglieri che, per opportunismo, a prescindere, difendono (formalmente, in attesa di sgambetti possibili nel prossimo futuro, nonostante l’opportuna e conciliante assenza dell’antagonista ex avversario al soglio che mai si è fatto vivo in questi anni di connivente assenza) il fortilizio della giunta da critiche e censure promosse sistematicamente da una frazionata e scarsamente incisiva opposizione che si manifesta in inutili quanto prolisse sedute del consiglio.
Qualche iniziativa si mette in piedi grazie alla caparbietà di privati e gruppi che non si rassegnano all’inerzia, ma ciò rappresenta molto poco rispetto a quella che fu la città più vitale dell’intera provincia; c’è da sperare che con l’approssimarsi della scadenza del mandato ci si attivi per, come si fa spesso, alzare qualche polverone, con l’obiettivo di dare argomenti agli immarcescibili sostenitori, grazie a qualche iniziativa dell’ultim’ora con i fondi comunali liberati dall’immobilismo, sperando che la notoria mancanza di memoria degli Augustani li aiuti in una ripetizione del successo amministrativo. Per i prossimi anni, non si vedono novità per un’area SIN troppo estesa, pensata tale per cercare di lucrare sui fondi del disinquinamento che, ad oggi, non ha visto nessuno. Sullo sfondo, nonostante l’attivismo pubblicitario del presidente dell’AdSP , vengono alla luce inquietanti fatti che gettano fondati sospetti sul connubio tra AdSP e politica e si resta colpiti dall’assordante silenzio dell’annunciato tentativo di affidamento ad un privato, per centinaia di milioni e per 25 anni di gran parte delle attività di gestione del sistema portuale.
Ciò premesso e considerato, dire che Augusta non si trovi in buona salute non è eccessivo.

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