È questa la dichiarazione di Casa Rossa dopo il sopralluogo a Casa Monteforte a cui ha partecipato uno dei suoi rappresentanti, Matteo Blundetto.
“Abbiamo potuto constatare lo stato di abbandono ed incuria in cui le amministrazioni comunali succedutesi in questi anni, non ultima la sindacatura Italia, hanno lasciato i due palazzi, in particolare il civico 12. A fronte di tanta disattenzione e ignavia, non possiamo che chiedere al sindaco e alla sua Giunta di intervenire quanto prima per ripristinare un bene comune e la sua finalità.
Tralasciando tutte le varie vicissitudini che hanno interessato gli immobili, compreso un esposto alla Procura di Siracusa che abbiamo presentato nel 2020, attualmente risulta un esborso da parte del Comune ad un tecnico per la progettazione del recupero di casa Monteforte da riutilizzare per fini sociali, come prevede il testamento. Il progetto risulta consegnato con i relativi elaborati, quindi si presume che sia stato anche saldato il compenso al tecnico esecutore del progetto dal costo complessivo di circa un milione e duecento mila euro. Gira voce che il finanziamento dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali del 30/12/2021, risulti perduto e noi di Casa Rossa vorremmo sapere se effettivamente il finanziamento è stato perso e chi è il responsabile di questo danno alla città visto che il progetto è stato depositato nei tempi necessari, al gennaio 2022, presso gli uffici del settore programmazione opere pubbliche tutela territorio e ambiente con tutti i pareri favorevoli. Se così fosse è innegabile l’ennesimo furto alla città di un bene comune da parte di un’amministrazione inetta e incapace di gestire la cosa pubblica o per incuria o per interessi personali. Constatiamo altresì, ancora una volta, l’inconsistenza della politica di una opposizione in consiglio comunale, deputata al controllo e alla tutela dei beni di questa città. Neanche la richiesta di affissione di una targa in memoria di casa Monteforte e del suo utilizzo negli anni, approvato dalla 2a commissione in data 8/3/2024, ha avuto esito positivo”.
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Immaginiamo che si arrivi al restauro dell’edificio. Se non fosse utilizzato, tutto tornerebbe al punto di partenza. E si è anche sentito dire che ormai non ci sono più le condizioni per utilizzarlo secondo gli scopi indicati dal testamento della Monteforte. Che ne pensate?
“Che non è così – risponde Enzo Tomasello – Una percentuale del bilancio comunale va per legge al sociale e al ricovero di persone fragili, anziani, portatori di handicap fisici o psichici. Attualmente per il ricovero degli anziani, credo siano una trentina, il Comune si avvale di strutture convenzionate: la Sant’Angela Merici, Casa mia e, non so però se è ancora attiva, l’Hemmaus di Melilli. La regione versa per ciascuno degli ospiti il 30% del budget giornaliero di 90 euro, il Comune il resto della somma a cui in alcuni casi partecipa anche lo stesso assistito. Se in un edificio come Casa Monteforte si affidasse la gestione degli anziani a una cooperativa esterna le spese si dimezzerebbero anche solo per non dover più pagare la struttura che li ospita. Ovviamente a carico del Comune resta quella manutenzione che non si è mai fatta nel tempo, la via migliore per poi chiudere una struttura lasciata all’abbandono. Ma è storia vecchia“.

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