Di fronte alla ricorrente questione degli allagamenti delle strade di Siracusa alle prime un po’ più intense piogge, ci consentiamo solo poche considerazioni.
Che si allaghi la riqualificata piazza Euripide e Largo Gilippo, facendo apparire il Palazzo degli Studi (Corbino e Rizza) un Mont Saint-Michel urbano, non è certo una novità. Per il comune cittadino non può che risultare poco comprensibile la circostanza che, procedendo alla riqualificazione dell’intera area, non ci si sia occupati della regimentazione delle acque meteoriche ma l’architetto Andrea Albanese, progettista dell’intervento, nel luglio 2021 era stato chiaro.
“Il nostro è stato un intervento di ‘rigenerazione’ urbana: abbiamo certo previsto la raccolta delle acque meteoriche con apposita centrale, abbiamo sopraelevato i marciapiedi di via Diaz per evitare che siano sommersi dalle acque piovane ma tutta quell’area è depressa rispetto al livello del mare e per risolvere davvero il problema sarebbe necessario il progetto di un diverso convogliamento delle acque, con un sistema meccanico forzato. Interventi che non rientravano tra le opere di riqualificazione, nel budget a disposizione”.
Ora, nel progetto di riqualificazione del Porto Piccolo, si prevede di aprire una strada di collegamento tra il mare e viale Montedoro, realizzandola su una porzione di demanio comunale finora, a quanto pare, inglobata nell’area che la Lega Navale ha in concessione (non sappiamo quanta parte perché sembra che ci sia stata una ‘riduzione’ rispetto a quanto inizialmente previsto).
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Anche qui si porranno problemi di deflusso delle acque meteoriche e sarebbe irresponsabile non provvedere a lavori strutturali costruendo le opere indispensabili. Con quali fondi? Trattandosi di lavori urgenti sarà compito dell’Amministrazione individuare la possibile fonte di finanziamento ed entrando in gioco anche l’incolumità dei cittadini forse si potrebbe guardare a risorse della protezione civile. È evidente che occorrerà muoversi per tempo… sempre ammesso che ancora ce ne sia, di tempo, ma la capacità programmatoria non dovrebbe essere sconosciuta a chi amministra la cosa pubblica.
Stessi problemi nella da poco ‘rivisitata’ via Tisia. L’acqua non scorre, supera marciapiedi e cordoli delle piste ciclabili e invade i negozi. Eppure anche qui il problema avrebbe dovuto essere previsto. E villaggio Miano? Da quanto tempo si parla del canale di gronda?
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Si può cercare di, per lo meno, mitigare questi fenomeni spesso distruttivi? I lavori di drenaggio e assorbimento delle acqua piovane fatti a piazza Adda pare dicano di sì. In un post di queste ore scrive Carlo Gradenigo, assessore quando fu preparato il progetto suggerito dall’ing. Nino Di Guardo: “Mentre ci si interroga sul perché le strade a Siracusa si allagano, a Piazza Adda il sistema di dreni realizzato a suo tempo, assolve perfettamente il compito di drenare le acque e accumularle nel grande vassoio assorbente da 290mc posto sotto la strada, mantenendone la superficie perfettamente asciutta. Una goccia nel mare certo, ma un esempio tangibile di come si dovrebbe affrontare ogni nuovo intervento di rigenerazione urbana in città, andando oltre la banale ripavimentazione o asfaltatura.
Adesso magari l’Amministrazione si adoperi per sostituirne gli alberi (Aceri montani morti piantati al posto dei previsti Platani) la cui funzione è fondamentale nel medesimo progetto sia per smorzare e assorbire l’acqua d’inverno che per abbattere le isole di calore in estate”.
(in copertina foto di repertorio)

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