Un lavoratore fa una dura critica in assemblea al sindaco Carta e lui lo considera un atto intimidatorio e ne fa un caso politico. Per prima cosa chiede solidarietà ai suoi colleghi sindaci che, come lui, si stanno battendo con tutte le loro forze, giorno e notte, facendo volantinaggio davanti alle fabbriche per salvare il petrolchimico siracusano, depuratore Ias compreso. Poi con un comunicato fa sapere al popolo dei social che un lavoratore facinoroso lo ha pesantemente attaccato, togliendogli la serenità necessaria per accudire alle incombenze istituzionali di sindaco, di deputato regionale e di presidente della commissione Ambiente dell’Ars. Infine scrive, con profonda amarezza, una lettera a tutte le istituzioni, esclusa l’Onu, per informarle del grave episodio di cui è stato vittima.
La lettera contiene un “invito” “rivolto” alle grandi aziende e alle sigle sindacali a voler vigilare sul rispetto delle regole e dei princìpi che governano l’esercizio del diritto a prendere parte alle assemblee per evitare che queste diventino occasione di intimidazione …”. Scusi sindaco, perché mai le grandi aziende dovrebbero vigilare sul diritto dei lavoratori a partecipare alle assemblee? Le do una notizia: le assemblee le organizzano i sindacati, che non sono “sigle” ma comunità di uomini e donne che si battono per il rispetto dei diritti dei lavoratori. Si fanno per decidere democraticamente le azioni di lotta per salvare la produzione e il lavoro. Si vuole il controllo delle “grandi aziende” sulle libertà sindacali?
![]()
Nella lettera, il sindaco Carta fa responsabilmente appello alla moderazione, appello prontamente raccolto dal deputato regionale di FdI, Carlo Auteri, il quale con la moderazione, forse, non ha grande dimestichezza. Infatti attacca frontalmente i sindacati, responsabili, a suo dire, di una “azione violenta” e li “invita” a fare mea culpa per i disastri e la mancata attenzione dimostrata.
A questo punto Ninetta Siragusa (Uil) e Roberto Alosi (Cgil) decidono di diramare una nota per stigmatizzare l’intolleranza della politica di fronte alle critiche di un lavoratore sol perché ha preso le distanze, magari con qualche eccesso verbale, dal sostegno dato dal sindaco Carta alle scelte dell’Eni e ricordano che subito dopo un altro lavoratore ha invece tessuto le sue lodi. Insomma, una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Caro onorevole Carta, fermo restando che gli attacchi personali e gli insulti non sono tollerabili e vanno sempre condannati, mi permetto di dirle che, specie nei momenti di incertezza sul futuro industriale e quando in ballo c’è il posto di lavoro, le assemblee sindacali non sono pranzi di gala. Perciò non se la prenda, non c’è nulla di personale nei suoi confronti, solo qualche divergenza su come affrontare i temi industriali, fatte salve le sue buone intenzioni.

Commenti recenti