“O famo strano” – CRONISTORIA DELL’ELEZIONE DEL NUOVO ORDINE DEI MEDICI

In fondo Siracusa è simpatica. L’assurdo la regge, la rappresentazione prevale sulla realtà, un quartiere scambiato per città, un G7 che disegna e profila un futuro che non c’è, il solito baraccone di nani e ballerine, un sacco di soldi per alimentare una fame di “grandeur” che non arriverà mai, la prospettiva per figli e nipoti di lavorare quasi quasi solo nel campo della ristorazione e dell’export alimentare invece di emigrare con qualsiasi tipo di laurea. Qualche maligno dice che, al massimo, per i giovani siracusani si potrà sperare in un’ape-calesse, malgrado i master pagati e conseguiti, svenando i genitori.

Su questo tenore abbiamo visto che la “noia siracusana, lo sciass” ci ha privato dell’emozione di assistere alle elezioni dell’Ordine dei Medici. Come tutti gli italiani i medici non sono attratti dal voto, solo il 20% ha votato. Alla prima tornata non si è raggiunto il quorum, che si è conseguito alla seconda.

Preceduto da un evento di puro spettacolo, “L’ordine incontra la città con premiazioni, targhe, diplomi, concorso di scrittura, effetti speciali, rivoluzioni archeologiche, il secondo appuntamento elettorale ha confermato un poliedrico e talentuoso presidente che ha portato una ventata di spettacolo e di verve, degne delle tradizioni greche che ancora vivono dentro di noi, vecchi levantini.

Una nota tragicomica ci è sembrata quella dei consiglieri che hanno recitato in siciliano il giuramento di Ippocrate, un brano ciascuno. Se non fosse per il nostro arido materialismo e amore per la prassi, anche declamare in greco il giuramento può essere suggestivo ma non garantisce che l’Ordine se ne faccia esecutore e custode.

A dire del presidente Madeddu, l’ORDINE di Siracusa primeggia in Italia. Per lo meno così recitano gli articoli prontamente pubblicati sui maggiori quotidiani di stampa e digitali. Sicuramente si è organizzata una macchina da guerra che sa giocare le sue carte e sa nutrire i suoi canali di propaganda sui media locali affamati… di notizie.

Nessuno dei medici si faceva illusioni sul successo della microscopica lista avversaria, presentata rumorosamente, qualche minuto prima della scadenza dei termini, dal leonino e indomito dottor Gaetano Fiore. E già subito si evocano i carabinieri perché sembra che, per essere fuori dai tempi massimi, si ostacoli la presentazione della lista avversaria. Ma per fortuna la lite si ricompone e la lista è ‘accolta’.

Allo spoglio, prima di iniziare lo scrutinio, come denuncia Fiore anche in un comunicato stampa della lista Rinnovamento, il Presidente del seggio elettorale conteggia 620 schede votate a fronte di 618 votanti. Ciò fa sì che il dottor Fiore richieda l’intervento delle Forze dell’ordine che, impossibilitate a intervenire, consigliano di presentare formale denuncia per irregolarità delle operazioni di voto. Fiore abbandona per protesta il seggio e preannuncia la denuncia.

In assenza dei rappresentanti della lista avversaria, lo scrutinio continua fino alla proclamazione della vittoria schiacciante della lista degli uscenti. Madeddu e i suoi sono tutti riconfermati.

Non possiamo dire se la denuncia sortirà una invalidazione delle elezioni ma di fatto lo scrutinio esprime una maggioranza incontrovertibile. Meritata per un impegno a 360 gradi.

Sarà questa una condizione di vantaggio per il cittadino?

Temiamo di no. La situazione sanitaria della città è molto turbolenta e gli stessi medici sono in crisi, in fuga presso il privato e allo sbando. Si lavora per necessità e dovere ma con usura e rischio. Con una situazione pregressa di carenze significative, siamo riusciti a peggiorare le nostre perfomance di cura e assistenza.

Malgrado l’ottimismo degli eletti, i cittadini non avranno niente e staranno, come sempre, peggio rispetto ai catanesi e ragusani.

Molti dei consiglieri eletti stanno in consiglio da venticinque anni, troppi. Così anche il presidente attuale, che fu per tanti anni vicepresidente. Quale roseo futuro prospettano per cittadini e medici? Molti sono dirigenti provenienti dalla stessa Azienda sanitaria, il presidente Madeddu, ora direttore del distretto, è stato direttore generale e direttore sanitario incaricato. In pratica non si erano accorti di quello che si profila, non ritengono di avere responsabilità sul pregresso? Con una età media prossima ai settant’anni sperano di migliorare?

  dr. Madeddu

Hanno avuto un successo elettorale scontato ma i medici siracusani sono 2800 circa e i votanti 600, cosa pensano i 2200 medici che non hanno votato?

Come pensano di rinnovare il Consiglio avviando i giovani colleghi alle responsabilità dell’Ordine? Come agiranno nei confronti del dissenso e della trasparenza, o di eventuali conflitti d’interesse? Davvero si pensa che essere ricevuti dal ministro della Salute per prospettare il problema delle aggressioni ai sanitari possa servire a qualcosa, senza partire dalla consapevolezza che il cittadino non è scemo e comprende che gli hanno sfilato la sanità pubblica e che, senza moneta, non si canta messa?

Da tempo vorremmo che il Consiglio dell’Ordine agisse con rigore nei confronti di quelle che, secondo alcuni di noi, andrebbero considerate infrazioni deontologiche come per esempio il curare patologie importanti non con farmaci ma con integratori, tanto costosi quanto notoriamente privi di effetti farmacologici.

Si sa che nessun integratore può vantare, per legge, alcuna azione farmacologica né essere propagandato con indicazioni terapeutiche. Dal momento che l’Ordine tutela i cittadini e governa il modo di esercitare la nostra professione secondo le norme e lo stesso giuramento di Ippocrate tanto declamato, come mai non interviene?

È frequentissimo trovare realtà di famiglie distrutte economicamente dal doversi pagare non solo le visite specialistiche e la diagnostica per immagini ma impoverite dalla prescrizione di integratori il cui costo è ben più alto dei farmaci e la cui provenienza e qualità lascia spazio alle peggiori ipotesi. Un medico che cura con erbe o altre amenità magiche che orecchiano suggestioni di moda, prive di ogni qualità e validazione scientifica, andrebbe convocato, ammonito e poi sospeso.

Oltre a incontrare la città, il nobile ruolo sociale e il mandato dell’Ordine non è in primis garantire la qualità delle cure e recuperare quanto si possa salvare della sanità pubblica diroccata, addentata ai polpacci e impoverita dalla sanità privata? O solo lo ‘famo strano’?

 

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