Nonostante le affannose e approssimative rassicurazioni di parlamentari del centrodestra, i conti sul nuovo ospedale non tornano. Per coprire il costo complessivo dell’opera, ad oggi mancano all’appello 72 milioni di cui 47 li dovrebbe mettere l’Azienda sanitaria di Siracusa e 25 la Regione Siciliana. Senza un formale atto amministrativo, che garantisca la reale disponibilità delle somme a loro carico, il progetto definitivo del nuovo nosocomio, che è già stato trasmesso al Consiglio superiore dei lavori pubblici, è in stallo. La ragione è evidente: per pronunciarsi sul progetto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici deve avere le carte che confermano la totale copertura finanziaria dell’opera. Ma i finanziamenti allo stato disponibili non bastano a coprire la previsione di spesa che è di 372 milioni e non di 344 come erroneamente affermato da un esponente del centrodestra. La differenza tra le due cifre è dovuta al fatto che la stima di 344 milioni si basava sul tariffario delle opere pubbliche della Calabria. Poiché successivamente è stato approvato il tariffario siciliano, giustamente il commissario dell’opera, l’ingegnere Monteforte, anche per evitare infiniti contenziosi, ha rideterminato il costo della struttura che è lievitato a 372 milioni circa.
Come verrà finanziato il nuovo ospedale? 200 milioni sono stati già stanziati dalla Giunta Musumeci e sono certi;100 milioni dovrebbero provenire dall’articolo 20 della legge 67/88 sull’ammodernamento della rete ospedaliera nazionale e sono quasi certi (manca solo qualche passaggio burocratico); 25 milioni dovrebbero essere garantiti dalla Regione e 47 dall’Asp. Questi due ultimi finanziamenti, come già detto, non sono, ad oggi, disponibili perché non ancora deliberati.
Credo che per la Regione reperire dal suo bilancio 25 milioni non sarà un problema, ma potrebbe esserlo per l’Asp la quale per destinare, seppure spalmandoli in più anni, 48 milioni del proprio bilancio deve essere formalmente autorizzata dalla Regione che, a sua volta, deve impegnarsi, sempre con apposito atto amministrativo, a restituirglieli.
Per oggi possiamo fermarci qui, ma chi ci legge deve sapere che la costruzione di una grande opera qual è l’ospedale è lastricata di difficoltà quotidiane. Ai tanti signor Borsalino che un giorno sì e l’altro pure si affannano a mettere il cappello sull’opera va perciò consigliata sobrietà.

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