UNA NUOVA E COESA LEADERSHIP PER FARE USCIRE IL PD DAL GUADO

Vorrei fare una riflessione franca e pacata sullo stato in cui si trova il Pd di Siracusa, partito del quale sono un semplice iscritto. Non partecipando a riunioni o assemblee politiche, baso la mia riflessione su quello che percepisco da osservatore esterno (ma non disinteressato) e su qualche chiacchierata che ogni tanto mi capita di fare con vecchi amici e compagni.

 Da due anni, più o meno, il Partito democratico siracusano non ha legittimi organismi dirigenti ed è retto da un commissario: il senatore Antonio Nicita. Il commissariamento di un partito avviene quando ci sono serie ragioni morali (non è il nostro caso) oppure il tesseramento  è stato gonfiato nell’imminenza del congresso (neanche questo è il nostro caso) o quando le divisioni del gruppo dirigente sono così profonde da impedire una corretta vita democratica: ed è questo il nostro caso.
Antonio Nicita viene nominato commissario del partito  perché nel Pd sono tutti contro tutti. Il  compito che presumo gli sia stato assegnato è quello di compattarlo (impresa ardua)  e individuare un nuovo gruppo dirigente cui affidarne la guida. Bisogna riconoscere che, grazie a Nicita,  il Pd sia alle elezioni politiche che a quelle europee ho ottenuto risultati  straordinari e che sul piano parlamentare il nostro senatore è molto attento ai problemi del territorio.
Non so, però, come egli valuti la propria esperienza come commissario del partito, avendo avuto modo di conoscere le opinioni e il posizionamento correntizio dei  dirigenti eletti nel congresso del 2020,  di valutare l’apporto di forze nuove che nel frattempo si sono avvicinate al partito, nonché le condizioni organizzative e politiche della maggior parte dei circoli (le vecchie sezioni).
Teoricamente, Nicita dovrebbe avere un’idea precisa di come uscire dalle difficoltà in cui da alcuni anni  il partito si trascina ed essere in grado di avanzare  la proposta di una nuova e coesa leadership o, in alternativa, di un nuovo gruppo dirigente eletto a maggioranza. L’unità ( quella vera) in un partito è fondamentale, ma se non ci sono le condizioni (e secondo me non ci sono) per raggiungerla non si può aspettare che cali dal cielo.
Se è questo il quadro in cui si trova il Pd, e non per responsabilità di Nicita, bisogna uscire dal guado, mettendo gli iscritti  di fronte all’urgenza di decidere o per una proposta unitaria o per liste alternative: chi ottiene la  maggioranza si assume la responsabilità di guidare il partito e chi è in minoranza contribuisce, anche con posizioni politiche diverse, a rilanciare il partito, fermo restando che, una volta eletto, il segretario rappresenta tutti.
Credo che  a settembre, visto che è già stata convocata un’assemblea di iscritti, si dovrà decidere, senza indugi, la convocazione del congresso, avviando un partecipato confronto di idee e  una libera discussione.
Il Pd non può più restare per altro tempo  a mezz’aria. Il nostro non è un partito personale: si chiama democratico proprio perché il suo gruppo dirigente (a partire dal segretario/a) viene eletto democraticamente dal congresso, cioè dagli iscritti e dalle iscritte.
Ciò detto, mi sia consentito un postscriptum sul gruppo consiliare del Pd al Consiglio comunale di Siracusa. Più volte i nostri tre consiglieri comunali hanno ribadito la loro collocazione all’opposizione della maggioranza che sostiene Italia. Giusto. Ma una cosa è stare all’opposizione, altra cosa è fare l’opposizione facendo emergere l’incapacità dell’Amministrazione Italia di risolvere i problemi cruciali della città. Ne cito alcuni: l’igiene urbana, i ricorrenti guasti idrici, il degrado di Ortigia, i parcheggi, le piste ciclabili, l’università, l’assenza di una politica culturale, eccetera.
Perché, inoltre, non acquisiscono tutti gli atti riguardanti la gestione dei servizi del Parco archeologico, del teatro comunale, dei musei, eccetera? Possibile che la gestione dei servizi “aggiuntivi” dei Beni culturali o anche dell’Antico mercato sia nelle mani delle stesse ditte?
Recentemente ho portato a conoscenza dell’opinione pubblica tre determine dirigenziali che rivelano ibridi rapporti tra la giunta e certe società editrici di testate giornalistiche. Perché il Pd non se ne è interessato, nonostante il sottoscritto  glieli  abbia segnalati?
Vorrei poi capire se è vero che, in sede di approvazione del bilancio di previsione, il gruppo Pd ha presentato un emendamento alla proposta dell’Amministrazione, che è stato approvato, per  dare un contributo rilevante a favore di due radio. La notizia è stata pubblicata da un giornale online locale e non è stata smentita. Sarebbe opportuno che i consiglieri comunali del Pd la smentissero.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti