“Strane” anticipazioni sui dati delle presenze turistiche. Ma la colpa sarebbe comunque della Direzione del Parco…

È un tandem quello tra il Giano bifronte ‘istituzionale’ (Italia-Granata) e il presidente di Noi Albergatori Giuseppe Rosano. A un intervento pubblico del primo fa subito eco il secondo sull’argomento clou del momento: il divieto di spettacoli di musica moderna al teatro greco imposto a fine 2023 dall’Assessore regionale ai beni culturali Francesco Scarpinato per tutelare il teatro greco dopo le segnalazioni degli esperti sui rischi alla sua integrità.

Un’eco compulsiva, se si pensa al brevissimo intervallo di tempo intercorso tra ultimo e penultimo comunicato, questa volta giocato su un piano specifico: l’affermazione che il ‘presunto’ calo di presenze turistiche a luglio (!) sia dovuto proprio all’impossibilità di usare il teatro greco come palcoscenico esclusivo di eventi musicali e, insieme, a corollario, a una certa, mai specificata, ‘conflittualità’ tra Regione e imprenditori dei servi aggiuntivi.

Già l’ultima intervista del sindaco Italia conteneva una serie di elementi contraddittori puntualmente evidenziati da alcuni duri e sarcastici commenti sui social che chiamano in causa piuttosto il degrado della città, in particolare del centro storico, i prezzi esorbitanti e i servizi assenti. Commenta il signor Vittorio Mazzurco: “Quindi tutto il turismo e le relative presenze sono determinate dagli spettacoli che si fanno o non si fanno al teatro greco??? Mi sembra una visione miope sulle cause che stanno determinando il calo delle presenze. Da buoni amministratori, insieme all’eccellentissimo assessore al ramo, dovreste interrogarvi e magari fare un bel bagno di umiltà ed autocritica!!”.

(turisti al teatro grec0, foto dal web)

Inoltre, sui dati della presunta debacle del turismo siracusano, scrive Massimiliano Torneo in un articolo su La Sicilia di ieri: “È impossibile che esista, oggi, una stima seria su presenze e flussi turistici in corso: lo vieta l’Istat di fare uscire dati che non siano definitivi e dell’anno in corso. Potrebbero essere dati provvisori di qualche associazione, ma anche in quel caso: come si fa a dire “luglio”, quando ancora il mese deve finire? E poi che dati sono: assimilati o solo di una categoria?». Boh. Non era difficile immaginare queste parole – per ora informali – che arrivano dal Servizio statistica e classificazione del settore Turismo del Libero Consorzio, ossia l’unico ufficio deputato per statuto a ricevere i dati dei flussi turistici dalle stesse attività ricettive, e girarli anche all’Istat per formulare le sue statistiche”.

Ma nella furia iconoclasta contro il direttore del Parco Archeologico Carmelo Bennardo, l’apice della confusione e contraddittorietà lo raggiunge Giuseppe Rosano.

Singolare intanto il ‘clima’ di detto e non detto, di alta e bassa voce, che crea intorno alla questione: da una parte la richiesta, attraverso un comunicato inviato alla stampa, quindi con clamore mediatico, di una “interlocuzione necessaria e urgente” con il direttore del Parco sul ‘rilevante’ calo di viaggiatori che ‘si vocifera’, dall’altra la dichiarata opportunità di “parlarne, a bassa voce e con serena razionalità, al fine di evitare che i due pilastri di attrazione turistico-culturale perdano competitività”.

E poi, inconsapevole forse dell’intrinseche numerose contraddittorietà delle sue riflessioni, aggiunge: “Per luglio si vocifera già di un calo di viaggiatori ma in questo campo non si può andare a caso. Lo studio l’abbiamo eseguito sommessamente, perché non sarebbe educato entrare in casa d’altri. Oltretutto, dietro il sipario del Teatro Greco, nei conciliaboli se ne parla, e ognuno esprime giudizi, valutazioni e considerazioni”.

Si vocifera di un calo, ma non si può andare a caso. Lo studio è sommesso, ma i dati sono resi pubblici e la chiamata in causa del Direttore come unico responsabile è urbi et orbi. Non è educato entrare in casa d’altri ma c’è bisogno di un’interlocuzione, evidentemente per indurre a un cambio di rotta in casa d’altri.

   (Carmelo Bennardo. Direttore del Parco Archeologico)

Ma è proprio sul fattore principale, su numeri e percentuali, che Rosano sembra debba fare pace con se stesso.

Nel corso del semestre, il Parco Archeologico ha sbigliettato 353.318 visitatori contro i 352.874, rispetto sempre allo stesso periodo, registrando quindi una lieve crescita”, quindi un trend in crescita anche se lieve (pare in linea con quelli di tutta la Regione), ma subito dopo invece afferma: “Ora: siccome il fenomeno del calo dei visitatori del Parco e Teatro Greco è rilevante, sarebbe opportuno parlarne...” Forse si accorge poi che qualcosa del suo ‘ragionamento’ non torna e confronta i dati del semestre con quelli degli altri maggiori siti regionali su base annuale: “Tra le altre cose, c’è da dire che tutti gli altri contenitori archeologici sparsi in Sicilia hanno beneficiato di una maggiore affluenza di visitatori rispetto allo scorso anno: citiamo soltanto Taormina +14%, Selinunte +11%, Segesta +4,68”. Però, insiste, “Dopo la lettura di tale allarmante conta (più biglietti al Parco e meno al Museo Paolo Orsi, ndr), all’interno del Centro Studi di Noi Albergatori ci siamo preoccupati e abbiamo velocizzato l’elaborazione dei dati sull’affluenza di turisti, italiani e stranieri, in soggiorno nella nostra città. Rasserenati dal confronto effettuato tramite l’Osservatorio Regionale Turismo e Istat (dati che ci piacerebbe vedere, ndr), abbiamo riscontrato che Siracusa, all’opposto, ha beneficiato di un andamento di flussi turistici positivi”. Ma come? E allora le preoccupazioni del sindaco sul minore afflusso dei turisti, per altro in un luglio ancora trascorso solo per metà?

Che poi: è sicuro il primo cittadino che l’eventuale calo a luglio non sia l’effetto delle pessime modifiche all’imposta di soggiorno, per giunta intervenute in stagione turistica in corso, a prenotazioni già effettuate ma con possibilità di disdetta? Rosano non ha forse paventato, in altre occasioni, questa eventualità? Se nel primo semestre si è registrato (a detta di Rosano) un andamento molto positivo – 30.438 pernottamenti (+7,6%) in più rispetto al 2023, di cui +2.704 di italiani e un nutrito +27.735 di stranieri (quindi un +12,8% sul 2023) – e non c’erano spettacoli musicali al teatro greco, cosa lamenta il sindaco?

E se, ipotizziamo, a spiegare il tutto (ammesso che sia così come si denuncia) non ci fosse una cattiva promozione delle nostre ricchezze culturali? E se non fosse stata curata adeguatamente la valorizzazione dei nostri beni? Sono proprio questi alcuni dei compiti che attengono ai servizi aggiuntivi. Basta leggere il capitolato di gara con cui il servizio è stato aggiudicato all’associazione di imprese private!

Chissà allora se alla base delle ‘frizioni’ tra Assessorato e concessionario del servizio non ci sia esattamente questo aspetto.

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