L’inserimento del porto di Siracusa nell’Autorità di Sistema. Un Convegno

L’idea di organizzare un convegno per affrontare a 360 gradi le problematiche relative al Porto di Siracusa discende in primo luogo dal rinnovato interesse alle sue sorti determinato dal recente emendamento di cui all’ art. 4 quater del D.L. 4/2024 disposto dall’art.1 comma 1 della Legge di conversione n. 28 del 15 Marzo 2024 che, a modifica dell’allegato A della L. 84/19984, ha inserito il Porto di Siracusa, rade del Porto Grande e di Santa Panagia, nell’Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Orientale, già ricomprendente i Porti di Augusta, Catania e Pozzallo (quest’ultimo in virtù di altro precedente e recente ampliamento).

Il tutto è avvenuto in una sorta di consenso quasi unanime da parte dei soggetti politici, associativi e imprenditoriali del territorio, tuttavia condizionato anche da stanchezza e rassegnazione in correlazione alla lunga assenza di programmazione e indicazione di prospettive da parte di Regione e Comune, preposti al governo del Porto di Siracusa. Così ci siamo ritrovati a confrontarci tra persone interessate al tema, anche appartenenti a diverse storie e percorsi politici e professionali, e con idee a tratti non collimanti.

Ciò che ci univa e ci unisce è il ritenere indispensabile un condiviso approfondimento della questione finalizzato a un più informato e maggiore coinvolgimento della cittadinanza tutta, dato che ci sembra che l’inserimento del Porto di Siracusa nell’Autorità di Sistema sia avvenuto senza che sia stato sin qui accompagnato da un generalizzato ed ampio dibattito e confronto pubblico.

Non siamo tuttavia pregiudizialmente contrari alla variazione in questione, volta a ricomprendere i nostri porti nel contesto di una realtà più ampia, con l’obiettivo di una più equilibrata ripartizione di funzioni e del rilancio anche sul piano della concorrenza internazionale dei porti della Sicilia Orientale, in relazione alle possibilità di comunicazione sociale ed economica correlate alla loro collocazione strategica nel centro del Mediterraneo. È vero che la modifica dell’assetto giuridico potrebbe anche dar luogo a una nuova opportunità per il nostro Porto e il territorio, ma riteniamo che ciò possa avvenire solo se vi sia massima consapevolezza sulle problematiche che tale variazione implica, con l’apparente arretramento del potere gestionale e rappresentativo della comunità cittadina, e con la conseguente necessità, per contrappeso, di una diffusa presenza della collettività siracusana nelle decisioni che per l’avvenire concerneranno i nostri porti nonché nella strategia complessiva che l’Autorità di Sistema intenderà attuare per l’intero proprio ambito. Di seguito si espongono alcune delle tematiche implicate.

1) Aggiornamento del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale (DPSS) e redazione del Piano Regolatore Portuale (PRP)

Con Decreto n. 4097 del 29 Marzo 1999 l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, cui apparteneva la relativa competenza, delegò, in adesione a quanto richiesto dal Comune di Siracusa, tale Ente alla redazione del Piano Regolatore del Porto di Siracusa. In proposito con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 92 del 5 Dicembre 2003 venne espresso parere favorevole allo schema del piano in questione redatto dal tecnico incaricato ing. Francesco Giordano, ma non risulta che tale schema sia stato seguito da un progetto definitivo né soprattutto che sia intervenuto alcun atto di adozione del Piano regolatore del Porto da parte della Regione Sicilia, all’epoca titolare della relativa attribuzione.

Sembra quindi allo stato demandata all’Autorità di Sistema Portuale la redazione del Piano Regolatore Portuale di cui all’art. 5 comma 1-ter della L. 84/1994, in assenza di alcun Piano in atto operativo, a meno di non volere ritenere irragionevolmente ancora vigente il Piano Regolatore del Porto di Siracusa approvato nel 1919, in tutt’altro contesto economico e politico.

L’adozione del Piano Regolatore Portuale ai sensi dell’anzidetta norma, volta tra l’altro a individuare analiticamente anche le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate, presuppone tuttavia l’approvazione del Documento di programmazione strategica di sistema di cui al comma 1 dello stesso art. 5, che individua gli ambiti portuali intesi come delimitazione geografica dei singoli porti, comprensivi delle ulteriori aree, pubbliche e private assoggettate alla giurisdizione dell’Autorità di Sistema Portuale, e che inoltre ripartisce gli ambiti portuali in aree portuali, retro-portuali e di interazione tra porto e città.

L’Autorità di Sistema ha bensì approvato in data 28 Febbraio 2020 il proprio DPSS, ma ciò ovviamente solo in riferimento alla redazione dei Piani Regolatori Portuali di Augusta e Catania che all’epoca rientravano nella propria giurisdizione. Vi sarebbe quindi l’urgente necessità di procedere all’approvazione di un nuovo DPSS che ricomprenda anche il Porto di Siracusa, nonché nel contempo procedere all’approvazione del Piano Regolatore Portuale di Siracusa, previa puntuale e condivisa individuazione dei relativi ambiti, delle destinazioni ammesse, nonché delle aree portuali, retro-portuali e di interazione con la città, con definizione altresì delle conseguenti infrastrutture da realizzare anche in riferimento alle finalità che saranno previste.

2) Rappresentanza

L’art. 8 comma 1 della L. 84/1994 prevede la composizione del Comitato di Gestione con la partecipazione, tra l’altro, di un componente designato dal sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di autorità portuali inclusi nell’ADSP (nella fattispecie Augusta e Catania). Il successivo comma 1-bis prevede che alle sedute del Comitato partecipi anche un rappresentante per ciascun porto incluso nell’ ADSP e ubicato in un comune capoluogo di provincia non già sede di Autorità Portuale (è il caso di Siracusa), designato dal sindaco e diritto di voto limitatamente alle competenza del porto rappresentato. Rileva inoltre che ai sensi dell’art. 6 bis 2 comma 2, presso ciascun porto con le caratteristiche anzidette (comune capoluogo di provincia non già sede di Autorità Portuale) la AdSP può istituire un ufficio amministrativo decentrato che svolge le funzioni stabilite dal Comitato di Gestione.

Palese appare l’arretramento di rappresentanza e possibilità di partecipazione per il Comune di Siracusa, sicché a nostro avviso si rende necessario concordare le opportune modalità gestionali per la migliore tutela e rappresentanza degli interessi e del potere di incidenza della relativa collettività territoriale, tra l’altro anche con l’eventuale istituzione dell’ufficio amministrativo decentrato ai sensi del richiamato art. 6 bis 2 comma 2 definendone preventivamente i relativi poteri. Va da sé in ogni caso che occorre intanto consentire la designazione del rappresentante del Comune di Siracusa all’interno del Comitato

3) Piano operativo triennale

L’art. 9 della L. 84/1994 ricomprende al comma 5 lett. b) tra i compiti del Comitato di Gestione, l’approvazione, su proposta del Presidente, di un piano operativo triennale, soggetto a revisione annuale, concernente le strategie di sviluppo delle attività portuali e logistiche. Il Comitato di Gestione dell’AdSP della Sicilia orientale ha in effetti approvato tale piano con delibera n. 7 del 29 Luglio 2022, ma evidentemente senza ricomprendere le opere che possano concernere il Porto Grande e la Rada di Santa Panagia, adesso rimesse alla propria giurisdizione.

Anche in questo caso appare urgente procedere alla revisione del Piano. Si ritiene altresì importante prevedere che i ricavi connessi ai dazi doganali ed altri introiti del Porto di Siracusa, ivi compresa la Rada di Santa Panagia, siano formalmente destinati in via esclusiva al miglioramento delle infrastrutture e servizi logistici di tale Porto.

4) Classificazione Porto di Siracusa

Il Porto di Siracusa, comprensivo della rada di santa Panagia, già classificato di categoria II e classe II con D.A. A.R.TA. del 7 Marzo 2001, quindi di rilevanza economica nazionale ai sensi di quanto in atto previsto dall’ art. 4 L. n. 84/1994, venne con successivo Decreto del Presidente della Regione n. 27 del 25 Giugno 2004 di fatto declassato a porto di categoria II classe III, cioè di rilevanza economica regionale e interregionale ai sensi della medesima norma.

Non trattasi di differenza di poco conto ove si consideri che ai sensi dell’art. 5 co. 8 L. 84/1994 spetta allo Stato l’onere di realizzazione delle opere di infrastrutturazione dei porti di cui alla categoria seconda, Classi I e II, nel mentre spetta alla Regione quello relativo alle analoghe opere dei porti di categoria seconda e classe terza in cui trovasi in atto inserito il Porto di Siracusa. Si ritiene che debba essere quindi valutato, per facilitare l’accesso futuro a più congrue fonti di finanziamento, la riclassificazione del Porto nell’ambito della superiore classe seconda. Ciò tanto più considerando che il Porto di Siracusa è ricompreso tra i porti della rete globale di cui al regolamento comunitario 1315/2013.

Quelle esposte sono alcune delle problematiche che appare urgente sottoporre alla valutazione dell’AdSP ed ancor prima al confronto con la cittadinanza interessata, laddove ci sembra che allo stato l’inserimento del Porto di Siracusa nell’AdSP della Sicilia Orientale non sia accompagnato da una chiara strategia, ad esempio su quali siano le destinazioni che saranno assegnate a tale Porto, quali le infrastrutture previste nell’area marittima e nelle immediate aree costiere, quale l’ambito delle zone retroportuali che sarà destinato alla normazione dell’Autorità anzidetta. Ed ancora quale la perimetrazione degli ambiti portuali, quali i collegamenti con il territorio, quali i riflessi finanziari, quali gli investimenti, quali i soggetti pubblici su cui graveranno costi e profitti, quale la rappresentanza e le prerogative che verranno assegnate al nostro Comune nell’ambito dell’Autorità di Sistema Portuale, per riassumere solo alcuni degli interrogativi sopra prospettati.

È noto che il Porto Grande costituisce uno scenario unico, di una bellezza panoramica incomparabile e colmo di reminiscenze archeologiche e storiche. Non abbiamo la velleità di rinvenire con facilità soluzioni ecumeniche ma ci piace immaginare che i vincoli normativi a suo tempo disposti a tutela dei luoghi, tra cui il piano paesaggistico e le altre norme di pianificazione speciale, si possano risolvere, attraverso il dialogo e l’elaborazione concorde, in un volano per il territorio e costituire un’eccezionale opportunità di rilancio, capaci di dare nuovo vigore alla marineria ed imprenditoria locale, indirizzandone in maniera coerente le iniziative economiche.

Ed a quest’ ultimo proposito, ci piace segnalare, tra le varie tematiche che interessano il Porto Grande, quella inerente la urgenza della smilitarizzazione dell’ area dell’ ex Idroscalo, Distaccamento dell’ Aeronautica Militare, estesa circa quattro ettari dirimpetto il Centro Storico di Ortigia. rimasta di proprietà del Ministero della Difesa nonostante sia da tempo venuta meno alcuna esigenza militare, La cessione di tale area dal Ministero anzidetto al demanio comunale, che appare non più dilazionabile, come richiesto dal Comune e da tutte le forze politiche, nonché costantemente sollecitato da uno specifico Comitato di cittadini che da anni si batte a questo scopo, consentirebbe la restituzione alla libera fruizione di un sito di grande impatto e rilevanza, data la sua collocazione panoramica, strategica nell’ interesse dei cittadini.

A nostro avviso dovrebbe essere comunque tutta la Città a partecipare al tentativo di elaborare un piano condiviso, immaginando di conciliare le varie esigenze, e chiamando a questo fine a raccolta tutte le Istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, Regione, Comune di Siracusa, Ministero, Capitaneria di Porto, Soprintendenza a BB.C.AA. e Soprintendenza del Mare, Operatori marittimi, la marineria che a Siracusa vanta antichissime tradizioni, partiti politici, organizzazioni sindacali e categoriali ed associazioni nautiche; insomma tutti i soggetti interessati.

Non possiamo che rallegrarci del rinnovato interesse che si avverte sul tema da parte di varie Organizzazioni, quali per esempio Confindustria e Confcommercio, cui intendiamo dare il nostro originale apporto, spassionato e appassionato insieme. Questa è una Città che vive principalmente del proprio Porto da almeno 2.750 anni, ma probabilmente da molto prima. È giusto che le scelte di chi sarà chiamato a decidere siano orientate ascoltando le voci di tutti; è in ogni caso un’occasione perché il nostro Porto ritorni al centro del dibattito cittadino e per questo obiettivo chiediamo la collaborazione e l’aiuto di tutti quelli che pensano di poter dare un apporto anche minimo, e comunque sono interessati alle questioni proposte.

Giovanni Randazzo

Portavoce Gruppo di studio Porto Siracusa

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