In occasione della chiusura dell’anno scolastico mi domando: la didattica per competenze in quante scuole si pratica?
A partire dall’anno scolastico 2023-’24, il Ministero dell’Istruzione ha introdotto nei trienni delle scuole superiori delle nuove linee guida per l’orientamento, mirate a introdurre un modello di didattica orientativa che sia incentrata sulle competenze.
Le indicazioni a breve termine prevedono l’obbligo di dedicare a questo tipo di didattica trenta ore annuali del corso scolastico, in attività curricolare o extracurricolare. L’obiettivo a lungo termine è che i vari docenti tutor, coordinati dal docente orientatore, collaborino con i consigli di classe allo scopo di creare dei percorsi didattici, anche differenziati in base agli interessi dei singoli alunni, che conseguano due risultati:
-sviluppare sempre più, oltre alle conoscenze (il sapere) e alle abilità (il saper fare) di ciascun alunno, anche le sue competenze (il saper essere);
-far interagire i contenuti già previsti dall’insegnamento delle specifiche materie con il più vasto contesto dell’interazione personale, sociale e professionale.
La didattica per competenze è una indicazione che l’Unione Europea ha diramato già a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, quando è stato delineato l’ideale di una “società delle competenze” in cui non si smetta di apprendere e di insegnare per tutta la vita. La didattica orientativa cerca di diminuire lo iato fra l’attività che ogni alunno svolge a scuola e la sua attività (e vocazione) extrascolastica.
Dal chiacchiericcio che emerge nel mondo della scuola sembriamo in un altro mondo…

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