La docente universitaria di Storia della donne, Nadia Maria Filippini, racconta in un suo libro la grande manifestazione delle donne venete che il 21 ottobre del 1866 sfilarono in piazza San Marco con un fazzoletto bianco al collo per esprimere l’amarezza e l’umiliazione per essere state escluse “da tutto ciò che attiene al governo della cosa pubblica”. È uno dei tanti episodi del Risorgimento che testimonia il ruolo fondamentale delle donne nella costruzione dell’identità nazionale.
Da allora sono passati 158 anni, ma non sono bastati per aprire le porte del governo della nostra città alle donne siracusane perché un distinto signore con la erre moscia ha deciso di tenerle fuori dalla giunta.
In Piazza Duomo, sotto Palazzo Vermexio, non troveremo gruppi di donne che protestano col fazzoletto al collo per questa discriminazione. Bene che vada ci saranno alcune prese di distanze, ma giusto per non perdere la faccia.
Eppure in un comunicato stampa del 18 marzo scorso, oltre ad ufficializzare l’ingresso in giunta di due esponenti del MPA, il sindaco assumeva l’impegno di realizzare comunque la parità di genere nella composizione della giunta. Riporto fedelmente le sue parole: “Come ho detto in maniera chiara a tutti gli interlocutori, ribadisco che il problema di garantire la parità di genere non riguarda il sindaco ma tutta la squadra e dunque va risolto insieme, trovando soluzioni comuni; in assenza di soluzioni comuni, sarà il sindaco a decidere“.
È da escludere che Francesco Italia terrà fede all’impegno (pubblicamente preso) di aumentare la presenza delle donne in giunta: il rimpasto bis sarà per soli uomini e l’equilibrio di genere sarà rinviato a data da destinarsi.
Non so se il sindaco sia personalmente sensibile al tema, ma certamente non lo è la politica di cui si attornia e di cui è parte integrante. Dovrebbe trovare, nell’interesse dell’istituzione che rappresenta, il coraggio di costringere la propria maggioranza a liberarsi dal becero maschilismo che la contraddistingue.
Neanche il mondo della comunicazione ha fin qui dato la necessaria rilevanza all’ equilibrio di genere in giunta. Non ricordo un solo giornalista tra quelli che periodicamente intervistano il sindaco che lo abbia incalzato sulle quote rosa. Il sistema mediatico non le ritiene degne di attenzione, mentre sugli spettacoli pop si sbrodola.
Temo che i movimenti femminili non andranno oltre il rituale comunicato e che nessun drappello di donne salirà le scale di Palazzo Vermexio per protestare contro il sindaco per la reiterata discriminazione di genere. Mi auguro di essere smentito.
Si avverte l’esigenza di costruire un movimento di opinione pubblica sensibile al rispetto di princìpi sacrosanti come la parità di genere e disposto a far sentire la propria voce per dare un volto democratico ad una città come Siracusa che nel 2024 è governata da una giunta formata da una sola donna e da nove uomini, compreso il sindaco.

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