Nel centenario della morte di Matteotti, la riflessione dell’avv. Umberto Di Giovanni su diritti, pace ed elezioni

Venerdì 7 giugno, alle h.18 in via Cairoli 20 a Siracusa, in un incontro promosso dalla libreria Mascali con l’Associazione Amici Casa del libro, ANPI e ARCI, l’avvocato Umberto Di Giovanni dialogherà con il professore Stefano Caretti su “Il nemico di Mussolini, storia di un eroe dimenticato”. Lo storico Caretti e il giornalista del Corriere della sera Marzio Breda ripercorrono la storia di Matteotti e della sua tragica morte. Un delitto di Stato!

Avvocato Di Giovanni, nel centenario della morte di Matteotti, si riattiva l’attenzione per questo protagonista della nostra storia politica che ha cercato di difendere con coraggio e fermezza, fino al sacrificio della propria vita, i principi democratici. Vuole anticiparci qualcosa sul saggio di Caretti e Breda?

Gli autori si sono prefissi uno scopo, quello di illustrare a tutto tondo l’azione politica di Matteotti, fine intellettuale conosciuto e stimato in tutta Europa, difensore della democrazia e sostenitore di un socialismo riformista e “dal volto umano”. La sua attività in Parlamento, come attestano i tantissimi suoi interventi, è stata costante e a largo raggio e proprio la sua ferma opposizione al nascente regime fascista, la coraggiosa denuncia dei brogli, degli abusi e delle violenze nel corso delle votazioni del 30 maggio 1924 di cui chiese l’annullamento, fu, secondo Caretti e Breda, più che altre motivazioni, la scintilla che ne determinò la morte. Come vedremo nell’incontro di giorno 7, il ruolo di Mussolini, le sue responsabilità verranno messe in piena luce.

Sappiamo che si parlerà anche della tesi relativa alla cosiddetta “tangentopoli in camicia nera” ma lasciamo la suspense. A una settimana dalle elezioni europee, non possiamo però non chiederLe quali saranno le sue scelte: anche ora, forse più che mai nella nostra storia recente, sono in gioco i principi democratici, sebbene forse non ci sia ancora un’adeguata consapevolezza del pericolo che incombe sull’intera umanità. Pensiamo che siano elezioni importantissime, a cui auspichiamo partecipino tutti i cittadini a sostegno dei partiti sinceramente europeisti e fautori della pace: è troppo il sangue fin qui versato.

Io sceglierò il Partito Democratico. Ritengo che il PD, guidato da Elly Schlein, stia riacquistando infatti la sua identità di sinistra. Molto brava, nonostante la sua giovane età, la segretaria sta progressivamente caratterizzando il partito facendolo riappropriare dei valori di giustizia sociale: il lavoro (e il salario minimo per cancellare lo sfruttamento), i diritti umani e l’accoglienza dei migranti, la redistribuzione della ricchezza secondo principi di equità sociale, la sanità pubblica, l’eliminazione del jobs act, l’istruzione pubblica sin dagli asili nido (per la cultura dei cittadini europei e perché donne che lavorano significa PIL più alto). E ciò, senza perdere militanti. Giustamente, perché non ha senso essere portatori di valori, che restino astratti, e non puntare ad incidere concretamente per modificare la società.

Una scelta più moderata, quindi, rispetto a quella per Alleanza Verdi e Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli o per ‘Pace, terra e dignità’ di Michele Santoro?

Le analisi dei leader di quei partiti sono apprezzabili, ed è fondamentale che vi sia una forte spinta per battere le destre liberticide in Europa. Tuttavia il Pd, che è il partito più importante della sinistra, ha più possibilità di raggiungere l’obiettivo; oggi è la forza pluralista che lavora per l’unità di tutte le forze e i movimenti democratici e antifascisti che guardano alla Costituzione, quale àncora e barra di direzione per il futuro. Penso inoltre che da Siracusa la candidatura di Antonio Nicita, con il suo progetto di Europa Qui, rappresenti l’espressione più valida, per bagaglio culturale e conoscenza del panorama europeo, da inviare al Parlamento europeo nell’attuale momento storico, perché l’Europa, da protagonista, intervenga facendo valere il suo peso di antico continente, puntando, come dice lei, alla pace e alla tutela di popoli che rischiano lo sterminio.

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