Pan_Estesìa. Tutta la bellezza che ho negli occhi è la prima personale dell’aretuseo Davide Bramante nata dentro le sale della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, prodotta e organizzata da Civita Sicilia.
La mostra /composta da 11 opere fotografiche inedite, 2 opere “quasi inedite” della festa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide, 5 opere non inedite realizzate nei viaggi intorno al mondo dell’artista, 3 serie di ceramiche, è un viaggio nei segreti della creazione artistica che rivela il profondo desiderio di bellezza, da catturare, conservare e generosamente restituire. Lungo le sale della Galleria le opere di Bramante instaurano un dialogo sentimentale con le preziose collezioni qui presenti: marmi bizantini e normanni, sculture rinascimentali, Antonello da Messina, I Gagini, Francesco Laurana, Pere Serra o Emanuele Lampardo, sono come pioli dell’elica del DNA, di quel codice genetico siracusano impresso dentro l’orizzonte poetico di Bramante e che riaffiora nelle sovrapposizioni sensibili delle sue celebri meta-fotografie.
Il rapporto armonico intessuto con le opere del Bellomo si carica di aspetti valoriali potenti; è un ritorno alle origini, ad un utero materno dell’arte e al contempo è dono di nuovi significati capaci di arricchire l’artista, le collezioni e quanti si avvicineranno a questa esperienza immersiva dentro alla caleidoscopica idea di bellezza. Il percorso di mostra si muove delicatamente dentro gli spazi del Bellomo, intercettando quei fili invisibili che le ricche opere d’arte qui conservate allungano verso l’esterno, diramandosi verso un passato silenzioso e verso spazi dimenticati. Così Roma, Parigi, Venezia, Firenze e tanti altri ricordi di bellezza rimasti dentro la memoria e gli occhi di Bramante si affiancano, fondendosi in immagini uniche, ai luoghi e ai capolavori della Siracusa di oggi, medievale, rinascimentale, barocca o settecentesca.
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Ne scaturisce un racconto nuovo, abile nel mettere in dialogo la forma del passato e la forma del presente, capace di materializzare quegli invisibili legami dell’arte, dei maestri, delle idee, dei modelli, delle tradizioni che hanno visto proprio la città di Siracusa protagonista al centro di un vivace melting pot, il Mediterraneo. La personale di Davide Bramante racconta tanto del museo e tantissimo dell’autore, presentandosi ai nostri occhi come un viaggio di andata, ritorno…e di nuova partenza. E se si potesse leggere nelle installazioni di Pan-Estesìa. Tutto la bellezza che ho negli occhi il senso di un nostos contemporaneo, cantato attraverso le melodie dell’Arte Contemporanea, Bramante incarna allora un nuovo Ulisse, che, come quello Kazantzàkis dopo aver ri-conquistato Itaca, parte verso nuove esplorazioni/sperimentazioni. Inediti vasi di una inedita tecnica di lavorazione dell’argilla per Bramante, rappresentano dunque, quel punto di nuovo partenza: “Ricci di mare”, “Fichi d’India”, “Indisponibili” sono i nomi di singolari oggetti d’arte che nel ricordo dei maestri ceramisti, presentano forme e colori inconsueti. Scatole magiche dell’arte che conservano i segreti della creazione artistica e che bisbigliano sentimenti di appartenenza, di eredità culturale e di uomini del Contemporaneo.
Ad arricchire la mostra poi, sedici codici QR-Code da cui scaricare contributi video che nel rispetto delle pluralità messe in mostra, raccontano di Davide Bramante, uomo e artista generoso. Sedici nomi appartenenti ai più svariati ambiti culturali, che completano il percorso di arricchimento reciproco su cui l’intero progetto ha posto le basi: sentimento e sensazione di bellezza panica!
La mostra sarà fruibile sino al 31 10 2024 dal martedì al sabato dalle ore 9.00 alle 19.00; la domenica e i giorni festivi infrasettimanali dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Luana Aliano, co-curatrice della mostra
(foto copertina di Vittoria Gallo)

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