“IL CULO NON ESISTE SOLO PER ANDARE DI CORPO”. NON E’ UN LIBRO VOLGARE MA UN’ ANTOLOGIA DELLA LETTERATURA GRECA E LATINA SCRITTA DA ALVARO RISSA, “IL POETA CONTEMPORANEO VIVENTE” DI ECCE BOMBO. LA DISPUTA TRA WL E MB

Da un lato Maurizio Bettini, filologo classico dell’Università di Siena, dall’altro Walter Lapini, grecista dell’Università di Genova. I due illustri antichisti hanno scelto la rivista web “Le parole e le cose” per scambiarsi accuse al calor bianco. A cominciare è stato Walter Lapini che ha dipinto i promotori del Centro di Antropologia del Mondo Antico (AMA), diretto da Maurizio Bettini, come un gruppo di presuntuosi “riformatori degli studi umanistici in Italia”, capaci di provocare la rovina dell’insegnamento delle materie classiche. L’accademico genovese viene accusato da Bettini di “propalare un’immagine falsa e denigratoria dell’attività del Centro AMA, le cui finalità sono efficacemente esplicitate dai suoi fondatori: “Studiare i romani e i greci, andando oltre gli aspetti letterari, filosofici, artistici, per arrivare ai significati più profondi della cultura classica, grazie all’antropologia”. Finalità contestate dagli ortodossi per i quali non bisogna cambiar niente nell’approccio all’insegnamento del Greco e del Latino.

Messa in questi termini, appare come una disputa accademica tra “innovatori” e “conservatori”, distinzione rischiosa in epoca sovranista.

Il riformista Bettini paragona il conservatore Lapini ad un aedo, anzi, unendo AMA e aedo, ad un AMAedo. Gli aedi erano poeti che cantavano le imprese degli antichi eroi nelle piazze: a loro si deve la scuola di poesia, di eleganza. Lapini è un aedo dei nostri tempi, anima le piazze virtuali, non quelle reali: come dire che è un assiduo frequentatore del web. Come diceva il saggio Solone, gli aedi “dicono molte cose false”. Traduzione: caro Lapini, sei liberissimo di non condividere l’attività del Centro Ama, ma non di attribuirci propositi privi di fondamento.

A questo punto, Bettini tira fuori il libro “Il culo non esiste solo per andare di corpo”, un’antologia della letteratura greca e latina scritta da Alvaro Rissa. In realtà dietro Alvaro Rissa si nasconde proprio Walter Lapini, il quale da giovane, come attore, interpretò il personaggio di Alvaro Rissa, “il poeta contemporaneo vivente” del film “Ecce Bombo” di Nanni Moretti.

Bettini dubita che questa antologia sia ciò che voleva essere e cioè “un manifesto emblema di bellezza e dell’importanza delle lingue classiche”.

Non entro nel merito della disputa, trattandosi di materia in cui non ho competenza; forse la direttora Marina De Michele, per tanti anni insegnante di Latino, potrebbe farlo. Penso tuttavia che questioni così delicate andrebbero affrontate con maggiore disponibilità all’ascolto e non per anatemi.

Conosco personalmente Maurizio Bettini e, solo di fama, Walter Lapini, che deve essere un genio delle traduzioni delle tragedie che annualmente vengono rappresentate dall’Inda al Teatro greco, considerato che in quattro anni ha tradotto Coefore Eumenidi (2021), Agamennone (2022), Aiace (2024). Che sia bravo, è fuori discussione, ma non l’unico bravo. Allora perché è di casa all’Inda? Forse perché del consiglio di amministrazione dell’Inda fa parte la professoressa Margherita Rubino, che insegnava a Genova proprio nel dipartimento di Lapini, che era il suo “capo”. Ma questa è una vecchia storia, che ogni tanto mi permetto di ricordare ai signori dell’Inda e al “Cerchio mitico” che distribuisce incarichi ad personas (al plurale) a chi fa parte di un certo giro, escludendo fior di grecisti e di latinisti di università come Milano, Torino, Bologna, Ferrara, Urbino, Firenze, Siena, Roma, Napoli, Salerno.

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