“Relativamente all’argomento del Dipartimento Salute Mentale il commissario straordinario Alessandro Caltagirone assicura che ha in programma la convocazione richiesta e che ha iniziato un’azione conoscitiva di tutte le problematiche connesse al dipartimento e alla fine della piena conoscenza dei problemi metterà in campo un piano di azione che prevede di poter fare entro il mese di maggio”.
Questa la positiva risposta del Commissario Ing. Alessandro Caltagirone alla nostra richiesta di intervista sulle problematiche inerenti ai servizi di psichiatria del nostro territorio.
Da quando infatti c’è stato un cambio al vertice dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, con l’insediamento a febbraio di quest’anno del nuovo commissario straordinario, l’ingegnere Alessandro Caltagirone, la percezione dei cittadini è che molto stia cambiando nella sanità locale.
Un manager serio, propositivo, pragmatico che ha acceso grandi speranze e aspettative.
C’è però un settore che era e rimane in grande sofferenza e verso il quale sembrava permanesse un sostanziale disinteresse, quasi una forma di ostracismo da parte dello stesso Commissario: quello della psichiatria.
Dal momento del suo insediamento i rappresentanti delle associazioni “Si può fare per il lavoro di Comunità”, il dottor Tati Sgarlata, e dell’Afadipsi, dottoressa Carmela Carbonaro, hanno inviato tre PEC per chiedergli un incontro e per invitarlo all’incontro del 3 aprile con lo psichiatra Raffaele Barone che opera a Caltagirone, senza però ottenere alcun riscontro se non – in vista dell’incontro – la delega a presenziare al coordinatore delle attività del Dipartimento dr. Pavone.
Un atteggiamento di rifiuto che è sembrato incomprensibile, ancor di più a fronte delle grandi aspettative che il commissario ha saputo far nascere, e che forse ora sta avviandosi a soluzione.
La situazione rappresentata dagli esperti nel settore, anche solo analizzando i dati della emergenza psicopatologica negli adolescenti, è di una gravità inaudita, e sottaciuta. Si stima infatti che i disturbi, dal Covid ad oggi, siano aumentati del 35% circa: ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo di personalità narcisistico e borderline, disturbi alimentari, hikikomori (ritiro sociale), cutting (autolesionismo), dipendenze patologiche da sostanze o da social.
Un quadro drammatico che interessa centinaia di migliaia di famiglie e un disturbo in età adolescenziale non curato adeguatamente che si traduce, nel tempo, in un aumento esponenziale di patologia psichiatrica nell’adulto.
Senza addentrarsi nell’analisi della situazione generale in Italia e in Sicilia, questo è il ventaglio delle criticità a Siracusa:
Da un anno e mezzo non c’è il Direttore del DSM ed i Direttori delle Unità Operative Complesse (3 psichiatria adulti, uno NPI ed uno Dipendenze patologiche) sono tutti “incaricati” con il rischio concreto che i Dirigenti momentaneamente individuati si trovino in uno stato di sudditanza. Inoltre da anni non si riunisce il Comitato di Dipartimento.
Drammatica la carenza di personale di tutte le figure dell’equipe multiprofessionale.
Mancanza di Centri diurni: a Siracusa da più di 3 anni il Centro diurno che assisteva circa 30 persone al giorno oggi ne assiste solo 6 perché allocato in struttura inadeguata e in questi anni la Direzione generale non è riuscita a trovare uno spazio adeguato.
Riduzione dei posti nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura con conseguente migrazione di pazienti in altre province.
Mancata applicazione del budget di salute: ad oggi sono stati avviati progetti per soli 8 utenti con un investimento di circa € 200.000 a fronte di fondi che si sarebbero dovuti accantonare dal 2019 ad oggi di circa € 4.000.000.
Il mancato funzionamento della Consulta delle Associazioni che rappresentano gli utenti ed i familiari.
La chiusura del Servizio per i soggetti autistici adulti.
Il Servizio per i Disturbi del Comportamento Alimentare che aspetta l’implementazione del personale pur essendoci dei fondi a disposizione.
La CTA pubblica che ha circa i 2/3 di ricoverati autori di reato e che da anni non ha né lo psicologo, né l’assistente sociale.
A fronte di questo l’Associazione Afadipsi ha avviato da 4 anni attività risocializzanti che riescono a dare un sollievo a decine di utenti grazie ad attività teatrali, artistiche, di ortoculture e sportive. Gli operatori in servizio cercano di fare del loro meglio ma in queste condizioni chiunque avrebbe difficoltà ad assicurare un servizio adeguato.
Saranno questi i temi su cui si avvierà il confronto con il Commissario Caltagirone. Si spera quanto prima.

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